|
INTERVENTO DELLA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA VANNA BALDAN AL 1° CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 GIUGNO 2007 Quando il pomeriggio dell'11 giugno sono apparsi i primi risultati del ballottaggio, per qualche attimo ci siamo illusi che gli elettori di Mira avessero dato ascolto alla necessità e voglia di cambiamento, che avevamo colto tra la gente durante la campagna elettorale. La Mira legata al potere ha tremato e la Mira del cambiamento e della rottura degli interessi precostituiti, ha sperato. Purtroppo così non è stato ma, il risultato finale è andato comunque oltre le aspettative. Per la prima volta, le forze della coalizione del centro destra, anche grazie alla aggregazione dei socialisti riformisti, hanno colto un successo che ben ci fa sperare per il prossimo futuro. Ringraziamo tutti quanti ci hanno espresso la loro fiducia con il voto, e alle donne, agli uomini, ai giovani che ci hanno seguiti in questa campagna elettorale, diciamo che nulla sarà più come prima. Oggi siamo all'opposizione, ma ci siamo con la convinzione di avere un peso sicuramente significativo e siamo certi di interpretare il malessere che serpeggia in questo Paese. Non ci lasceremo alle spalle gli impegni assunti e non mancheremo di incalzare questa maggioranza, che ci appare più il frutto delle convenienze, che una maggioranza politicamente coesa. L'unico obiettivo su cui ci sembrano tutti d'accordo, è costituito dalla loro volontà di occupare tutti gli spazi di potere, attraverso l'applicazione sistematica del manuale Cancelli, al quale si sono aggiunti rapporti di forza interni ai partiti di maggioranza. I recenti malumori interni alla margherita ed il fatto stesso che il più votato dei DS, già assessore, sia oggi designato a fare il capogruppo, forse in attesa di arie migliori, la dice lunga. Si vocifera che, comunque, alla fine, alla faccia delle competenze, dei costi della politica e della volontà espressa dai vostri elettori, ci sarà una collocazione per tutti. Avevamo proposto la riduzione degli assessori, ma oggi ci accorgiamo che nemmeno con otto assessori più la presidenza del Consiglio, siete riusciti a far quadrare il cerchio, avete bisogno di altro, Veritas, ACM e quanto altro troverete sulla vostra strada. Proprio ieri Veltroni, nel candidarsi a segretario del nuovo partito democratico ha sottolineato la necessità di ridurre i costi della politica e delle spese degli enti pubblici. Belle parole che a lei signor sindaco devono essere suonate stonate al solo pensiero di ciò che sarebbe successo se avesse proposto la riduzione degli assessorati. Capiremo in seguito se lei vorrà dare un segnale, o se assisteremo ancora, ad attribuzione di consulenze agli amici compiacenti o ad incarichi come quello di addetti stampa, che paiono costi superflui di una politica, più dedicata alle ambizioni e megalomanie personali, che al rispetto di quei cittadini che vivono del proprio lavoro, ed ogni giorno si scontrano con una macchina faraonica che non da risposte alle loro esigenze e che spreca e divora risorse frutto del loro lavoro. Leggendo la composizione della Giunta, si ha l'impressione che essa abbia poco a che fare con le competenze dei singoli. Valuteremo nei prossimi mesi se questa impressione sia giusta o sia frutto di una nostra prevenzione. Lei signor sindaco, in campagna elettorale, ha sempre parlato, per opportunità e convenienza, di aperture significative alle minoranze. Siamo qui questa sera a celebrare l'ipocrisia di queste affermazioni. Siamo consapevoli e ci sembra giusto, che alla maggioranza spettino i ruoli di gestione e governo ma, siamo anche convinti che un vero rapporto corretto e democratico, non possa prescindere dal riconoscere alle minoranze ruoli di controllo e di verifica. Ciò avviene, forse, non per sua colpa e probabilmente contro la sua volontà, ma ciò sarebbe la dimostrazione che Lei sarebbe la vittima e non l'esecutore. Tutto ciò, è stato ancora una volta negato e la maggioranza, stretta tra le sue contraddizioni, appetiti e divisioni, non solo ha occupato tutto ciò che c'era da occupare ma, ha pensato bene di lanciare segnali, che definire inconsistenti, appare un eccesso di ottimismo e di magnanimità. Offrire la presidenza di commissioni di poca rilevanza o la vice presidenza del consiglio, non deve essere stato un gran sacrificio anzi forse sarebbe più corretto definirla una carenza di rispetto e di stile che comunque rimandiamo al mittente. Bisogna spiegare ai cittadini che certe cariche, non rivestono alcun ruolo significativo nell'ambito di quello che rappresenta nel sistema istituzionale una garanzia di imparzialità ed obiettività. Siamo in questo Consiglio e, nonostante ci vengano negate le condizioni minime di garanzia, opereremo per il bene di questo paese che avremmo voluto contribuire a trasformare in città. Non mancheremo di stimolare ogni azione tesa al buon governo di Mira. Nel contempo siamo e saremo la voce critica tra la gente, contro lo strapotere e l'occupazione sistematica della vita sociale, politica ed economica operata da questa maggioranza di sinistra . La storia di Mira, la situazione delle aziende che qui operano, la drammatica scelta di coloro che hanno dovuto abbandonare Mira per portare le loro attività altrove, la totale assenza di scuole superiori, di sedi di enti pubblici di rilievo, lo scollamento esistente tra le frazioni, l'assenza di posti di lavoro, gli ultimi esempi di opere pubbliche progettate male e realizzate peggio, avrebbero dovuto suggerire alle persone sagge, che certamente ci sono nella maggioranza, un'apertura verso quel 46% che non si è riconosciuto nella storia politico amministrativa degli ultimi decenni. Molta gente ha disertato le urne, molti sono stati i rassegnati e convinti che a Mira non sia possibile cambiare, ma altrettanto, sicuramente molti, erano profondamente delusi da questa sinistra incapace di rinnovarsi e di lanciare idee per far crescere l'economia e la vita sociale di Mira.. Una sinistra che per far finta di cambiare tutto e non cambiare nulla, cambia il candidato sindaco ogni 5 anni. Si dichiara che chi ha governato prima è stato bravo, anzi bravissimo ma, si cambia quasi tutta la squadra. Decisionismo? Coerenza? Più probabilmente lotta di potere o lotta tra componenti e gruppi di potere incapaci di essere in sintonia con i cittadini ed i loro bisogni. Sull'apertura al dialogo, sulle garanzie democratiche e sul coinvolgimento, ha prevalso la mera spartizione del potere e l'arroccamento. Questa sera assistiamo all'ultimo atto della divisione dei pani e dei pesci, la nomina del presidente del consiglio. Non una nomina di garanzia ma una nomina che serve alla maggioranza per dare il contentino anche a chi, pur avendo ricevuto pochi consensi e rappresentando quella che ieri era una voce fuori dal coro e di opposizione, oggi riceve il premio del figliol prodigo. Ieri espulsi dal municipio, oggi presidenti del consiglio. La coerenza sembra arrossire ma questa è la verità di una politica sempre più lontana dalla gente. Non le daremo la nostra fiducia, non ci sentiamo garantiti e restiamo in attesa di segnali che correggano questa nostra prima impressione. Restiamo in attesa sempre pronti ad ammettere i nostri errori. A lei, signor sindaco, rivolgiamo un augurio di buon lavoro, vorremmo tanto essere smentiti ma, abbiamo l'impressione, anzi la certezza, che questa giunta poco saprà e potrà dire di nuovo nel panorama politico mirese. Nonostante ella abbia vinto queste elezioni, siamo certi che la vittoria sia stata più difficile di quanto non si pensasse e ciò sia il segnale che anche a Mira i muri possono e stanno cadendo. Valuteremo serenamente le proposte che questa maggioranza avrà la capacità di produrre e non mancheremo di stimolarvi con nostre proposte. Nessuno pensi che le minoranze vadano in vacanza o vi facciano sconti. Il silenzio non ci appartiene e non ci fa paura l'arroganza dimostrata oggi. Essa è il segno di una enorme debolezza di questa giunta. Grazie.
Mira, li 29 giugno 2007
Vanna Baldan – Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale Intervento in occasione del 1° Consiglio Comunale
|