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Sig Presidente del Consiglio, Sig.ri Consiglieri,
Ho avuto e continuo ad avere un profondo rispetto per il ruolo che i partiti dovrebbero svolgere e non conosco altro strumento per mantenere la democrazia e la partecipazione in un paese.
Senza partiti, cui la Costituzione assegna un ruolo primario, siamo destinati a cadere nelle mani dei poteri forti che trasformerebbero il governo del paese in una dittatura e ridurrebbero la partecipazione a mera rappresentanza senza poteri decisionali.
Ciò premesso va detto che i partiti, tutti, versano in uno stato di difficoltà palese che trova la sua ragione di essere nella carenza di capacità propositiva di fronte alla crisi che attanaglia il Paese e l'Europa intera.
Una difficoltà aggravata e non dovuta solo alla situazione di crisi economica ma, anche e principalmente, ad una crisi di valori. I partiti oggi manifestano anche una evidente crisi di rappresentanza. Essi sono divenuti sempre più luoghi chiusi in se stessi, strenui difensori del loro potere, dei loro rappresentanti e sempre meno luoghi di discussione, di partecipazione e di elaborazione di idee.
Meno tessere "amiche", più attenzione alla partecipazione, limite ai mandati elettivi, una autentica anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, rivalutazione del ruolo delle donne e più spazio ai giovani, riduzione drastica dei costi della politica, un sistema elettorale basato sulla effettiva rappresentanza ma anche sulla competenza, sono queste alcune questioni che potrebbero essere l'utile base per rigenerare il ruolo della politica e dei partiti.
Troppo frequentemente vediamo la politica trasformata in un mestiere, una professione e non in un periodo di vita al servizio del bene comune, delle idee, del buon governo e delle decisioni. E' un grave errore dal quale i partiti devono uscire ritrovando la forza del dialogo, del coinvolgimento, della passione e della sintesi tra idee diverse.
Il Paese ci chiede oggi il superamento delle contrapposizioni ideologiche tra schieramenti, un serio confronto ed a maggior ragione ciò deve avvenire a livello locale.
Questo Consiglio non si è distinto per l'ascolto delle altrui proposte e ciò è stato un limite pesante aggravato dall'emergere prepotente delle divisioni interne alla maggioranza che non ha saputo e potuto avviare quel processo di programmazione e di decisioni che avrebbero favorito la crescita di Mira. Un maggiore coinvolgimento delle minoranze, avrebbe certamente facilitato la soluzione dei problemi.
Se la prossima campagna elettorale sarà l'ennesima occasione per uno sterile scontro verbale e non l'autentica occasione per una seria proposta di governo che, partendo dalle difficoltà economiche e facendo di esse virtù, indichi le vie possibili e la strada per costruire per Mira un progetto di crescita e di buon governo del territorio, avremo perso l'ennesima occasione. Spero che ciò non accada e che sia possibile costruire, pur nelle ovvie diversità, proposte condivise e forti del consenso più esteso.
Le convinzioni ad oggi maturate, non mi consentono di rappresentare il gruppo del PDL e gli amici che ringrazio di cuore e con i quali ho collaborato in questi anni e mi hanno consentito di fare una importante esperienza anche di crescita culturale e politica.
Nel rispetto del consenso con cui i cittadini hanno ritenuto di premiare la proposta politica personale e dei partiti e movimenti che l'hanno sostenuta alle elezioni amministrative del 2007, aderirò sin d'ora al gruppo misto dal quale continuerò il mio impegno interno ed esterno come membro di questo Consiglio Comunale e come rappresentante di quanti vorranno darmi il loro sostegno.
Valdan Vanna Consigliera Comunale
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