|
Renato Chisso, assessore veneto ai Trasporti, ormai la strategia è chiara: voi del Pdl dovete prendere più voti dei vostri alleati leghisti. «L'obiettivo è che il Pdl rimanga il primo partito in Veneto. Ma non per occupare sedie, bensì per concretizzare il sogno di questi anni: garantire un futuro ai nostri figli. È la costruzione del Terzo Veneto».
Sarebbe a dire? «Il Veneto del terzo millennio. In questi 15 anni sono state raggiunte mete importanti, grazie all'imprenditorialità veneta e alla politica regionale. Siamo diventati la seconda regione d'Italia, punta di diamante nei campi delle infrastrutture, sanità, welfare, per non dire delle operazioni di contrasto alla crisi economica».
Galan dice che con una guida leghista c'è il rischio di tornare indietro. «Se non ci rafforziamo, se economicamente non guardiamo a est contrapponendoci all'asse Milano-Torino che sta via via crescendo, rischiamo di tornare agli anni '60. La sfida la vinciamo solo se non ci chiudiamo in noi stessi, ma aprendoci al mondo. Ai nostri figli dobbiamo far imparare più l'inglese che il dialetto. E poi non dimentichiamo che il Veneto non ha paura delle modernità: affronta i problemi con responsabilità. È successo con il Passante, per fare un esempio. Ma per vincere questa sfida il Pdl deve essere il primo partito».
Previsioni? «Tra Pdl e Lega c'è una inevitabile competizione. Ma noi puntiamo ancora con Galan, anche se non è candidato, a portare a termine questo grande progetto e sono convinto che la gente ci darà il consenso». Come ha vissuto la candidatura a presidente di Zaia? «Come quando sei in coda a uno sportello e ti passa davanti uno perché raccomandato. Noi ci siamo sempre conquistati il consenso con il duro lavoro».
Il Pdl avrà più assessorati? Quanti e quali? «Sono trattative che farà il partito. A me interessa la questione del peso funzionale degli assessorati per portare a compimento il progetto del Terzo Veneto».
E lei? Sarà ancora assessore ai Trasporti? Magari vicegovernatore? «Io sono sempre stato abituato a conquistarmi tutto. Galan ha creduto in me e gliene sono grato. Non sono un raccomandato».
Farà campagna elettorale per Zaia? «Farò votare Pdl, chiederò di esprimere la preferenza per il Pdl e farò votare Zaia». Perché la Lega continua a crescere? Alle Europee in Veneto era al 28,4%, il Pdl al 29,3.
«Noi possiamo arrivare al 32-33%. Comunque la Lega sfonda in Veneto perché qui non c'è la sinistra. Non so adesso come sia messa la sinistra, di sicuro la gente non vuole più una politica del "no e basta", vuole prospettive concrete, certezze, specie in questo periodo di crisi. E noi siamo avvantaggiati perché siamo una forza che ha dimostrato di saper fare».
Con Galan a Roma perdete il leader? «Il Pdl in Veneto è Galan. E mi ha fatto piacere che questo sia stato sancito dagli organismi regionali e che l'abbia riconosciuto Berlusconi chiedendogli di assumere il ruolo politico di ministro».
Galan ha sconsigliato a Zaia purghe ed epurazioni. «E ha fatto bene. Anch'io ho stigmatizzato la vicenda del prefetto di Venezia. La classe dirigente veneta, mi riferisco ai dipendenti, non va premiata o cassata in funzione dell'appartenenza a un partito. In Veneto abbiamo una classe dirigente di primo livello che va implementata in funzione della professionalità, non dell'"amico di"».
A Venezia molti la vogliono candidato sindaco. «Il candidato è Brunetta. E io sono più utile a Venezia, dove vinceremo 60 a 40, se resto in Regione».
l'intervista è di Alda Vanzan © riproduzione riservata IL GAZZETTINO
|