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18 MAGGIO 2009 Il duro attacco rivolto al Sindaco Carpinetti ed al capogruppo in Consiglio comunale Renato Martin, accusati di “perpetuare attività di mera lottizzazione di nomine” da parte di due assessori, da un consigliere provinciale e da altri rappresentanti del PD, rappresenta l'ennesimo chiodo infisso sulla bara di una inconsistente Giunta che, a corto di idee, si è dimostrata del tutto incapace di sviluppare una qualsiasi azione politica per fare uscire finalmente Mira da un drammatico isolamento culturale, sociale ed economico.
Carpinetti è incapace di porre un freno alle pressioni che incessantemente gli vengono rivolte dai “compagni” di Rifondazione comunista ai quali va stretto il ruolo extraparlamentare cui l'hanno relegata gli elettori. Ma se Rifondazione, alzando la voce, cerca una sua visibilità, è dall'interno del PD, partito di maggioranza, che arrivano le vere insidie e le bordate più pesanti. Tutto ciò avviene “casualmente” in previsione delle prossime elezioni provinciali e dell'approvazione del nuovo strumento urbanistico. Ci sorge il dubbio che quando il Sindaco Carpinetti parla di “spazi fruibili” dimentichi di precisare se dai cittadini o dai palazzinari e professionisti che da sempre vantano simpatie tra i resti dell'ex Margherita e “nobili” esponenti del PD.
Come al solito le “beghe” sono sorte e si alimentano non tanto per diversità di opinioni sulle cose da fare per il bene comune ma, per la spartizioni di poltrone e poltroncine! La nomina del CAP (la Commissione consultiva al nuovo PRG e per la quale la maggioranza “democraticamente” si è riservata ben 8 posti su 10), la nomina di un nuovo assessore e la presidenza della SE.RI.MI. sono gli argomenti sui quali si sta consumando la crisi della giunta Carpinetti.
La richiesta di rinviare le nomine a dopo la tornata elettorale è la prova della paura generata dalla annunciata sconfitta alle prossime elezioni provinciali. Una sconfitta che con il suo residuo carico di “disoccupati politici” che aspirano a trovare una collocazione, aumenta le tensioni interne per accaparrarsi le ultime fette di potere.
Non bastavano le nomine di dirigenti superpagati, di scudieri ed amici; ora i Cittadini Miresi sono, ancora una volta, chiamati ad assistere anche ad uno spettacolo che, a dir poco, è indecente.
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