LA RUBRICA DI LUIGI
[LE BREVI E CONTATTI]
Fistarollo  Luigi


Stretta la foglia larga la via:
dite la vostra che ho detto la mia....
di Fistarollo Luigi

09 febbraio 2012

Autority?
Mi riferisco alla lettera del Presidente del Consiglio Comunale di Mira Fabio Zaccarin, apparsa su Il Gazzettino, con la quale egli pone un serio interrogativo “sulla capacità degli enti locali di guidare le trasformazioni che si stanno profilando all'orizzonte e che richiederanno una grande capacità di coniugare l'ambiente con l'economia….” Al quesito posto egli auspica che “nel territorio si strutturi un'Autority per lo sviluppo e l'ambiente che tolga le castagne dal fuoco alle tentennanti amministrazioni locali.”
Al riguardo meraviglia, in primo luogo, che il Presidente del Consiglio esprima un giudizio sostanzialmente negativo sulla idoneità della attuale Amministrazione di Mira di governare le tematiche sollevate. Relativamente al rimedio suggerito – istituzione di una Autority – osservo che esso va esattamente in senso opposto alle riconosciute esigenze di riduzione dei costi della politica. Ricordo che per governare i fatti ambientali ed economici esistono già sul territorio gli Enti competenti ai vari livelli di intervento e di responsabilità, ossia il Comune, la Provincia e la Regione. Per quanto riguarda, in particolare, le competenze del Comune in materia osservo che ai sensi delle vigenti normative “ Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano….l'assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico..” Se il presidente Zaccarin ritiene che la giunta che governa Mira sia ”tentennante” e non idonea a governare avvalendosi delle competenze proprie attribuite dalla legge, sollevi la questione nella sede propria del Consiglio comunale, apra un serio dibattito, denunci in quella sede le manchevolezze, suggerisca o, meglio, pretenda rimedi, richiami la giunta alle proprie responsabilità. Quello che, a mio avviso, non va assolutamente fatto è istituire un'altra struttura, una “Autority”, che inevitabilmente appesantirebbe i processi decisionali e accenderebbe un nuovo centro di costo del quale non avvertiamo la necessità.

05 febbraio 2012

Aumento prezzi carburanti
A gennaio il prezzo della benzina, secondo i dati Istat, è aumentato del 4,9% sul mese precedente e del 17,4% su base annua, quello del gasolio per mezzi di trasporto ha segnato un aumento del 4,7% sul mese sul precedente e del 25,2% su base annua.
Sono rialzi molto consistenti che hanno pochi precedenti e che si riflettono in misura significativa sui costi e, quindi, sui prezzi di moltissimi prodotti.
Mentre le proteste si fanno sentire anche con pesanti manifestazioni continua l'assordante silenzio del Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi) la cui funzione risiede proprio nel vigilare sul corretto andamento dei listini e dei prezzi di mercato. E' vero che il Garante non è coperto d'oro dovendo svolgere i compiti attribuitigli dalla legge istitutiva senza alcun compenso, mantenendo le proprie funzioni di dirigente di prima fascia e avvalendosi delle strutture del Ministero dello Sviluppo Economico ma se, ogni tanto, facesse sentire la sua rassicurante presenza non sarebbe male.


03 febbraio 2012

Tu o lei ?
Alla trasmissione televisiva Otto e Mezzo sono presenti, oltre alla conduttrice Lilli Gruber, il senatore Francesco Rutelli e il direttore de Il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro. Si discute soprattutto del caso del tesoriere della Margherita Luigi Lusi che ha distratto l'incredibile somma di circa 18 milioni di euro.

L'argomento è particolarmente delicato e le domande e le relative risposte sono formulate con molta attenzione ricorrendo, come di norma avviene nelle trasmissioni di questa natura, al “Lei“.
Mi è apparso strano che, proprio in questa occasione e tenuto conto dei ruoli ricoperti dagli interessati, il senatore Rutelli si sia sempre rivolto al direttore Padellaro con un inopportuno e stridente “Tu”.

01 febbraio 2012

Rimborsi spese parlamentari
Con la precedente normativa ai deputati venivano corrisposti:
- una diaria pari a 4003,11 € al mese;
- un rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, pari a 4190 € al mese;
- un rimborso spese di trasporto e spese di viaggio.
In una precedente lettera evidenziavo le mie perplessità sul fatto che anche i parlamentari che al momento dell'elezione erano residenti a Roma percepissero, a titolo di “Rimborso spese per il soggiorno a Roma” e a forfait, la bella sommetta di 4003,11 € al mese.
Ora a me pare che, con la recentissima rivisitazione della materia – che aveva lo scopo di introdurre significativi risparmi - siano state introdotte modifiche solamente per quanto attiene il rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, lasciando immutate le normative riguardanti la diaria e le spese di viaggio.
Se è così continuo a non capire per quale ragione sia corrisposta una diaria, ossia un rimborso spese a forfait, per la permanenza a Roma anche a quei parlamentari che in conseguenza dell'elezione ed essendo residenti a Roma, non subiscono alcuna spesa aggiuntiva.

22 gennaio 2012

Pil più 10%?
Il presidente del Consiglio Monti nel corso della trasmissione televisiva otto e mezzo condotta da Lilli Gruber ha, tra l'altro, affermato che con i provvedimenti assunti con il decreto “ cresci Italia “la produttività ed il Pil del Paese possono aumentare del 10 % .Egli non ha precisato, tuttavia, in quanti anni si realizzerebbero le suddette previsioni e ciò non è un elemento di valutazione trascurabile, anzi. Se i risultati attesi si concretizzassero in un anno ci troveremmo di fronte a un fatto assolutamente straordinario, paragonabile allo sviluppo tumultuoso della Cina ove l'incremento annuo del Pil si aggira attorno al 10%. Ma ciò non corrisponde, purtroppo, alla realtà che vede gli esperti di economia valutare l'incidenza sul Pil del decreto in parola variabile da 0,1 a 0,2% all'anno. In ogni caso,al di là dell'opportunità di una maggior precisazione sui numeri e sul loro significato,ci sarà un effetto sicuramente positivo per la nostra economia conseguente ai provvedimenti assunti.

15 gennaio 2012

Le Agenzie di rating
Come scrive Oscar Giannino in un lungo articolo su Il Gazzettino, la prima reazione di molti all'intervento dell'Agenzia Standard & Poor's, con il quale ha abbassato il rating di due punti collocando l'Italia alla classe di rischio BBB+, è stata : “Basta, con queste Agenzie di rating“.
Mi pare di capire che l'invocazione tragga origine da due considerazioni. La prima, per la quale le Agenzie non sono affatto infallibili, la seconda per la quale i giudizi formulati dalle Agenzie sarebbero fortemente condizionati da robusti conflitti di interessi.
Sulla infallibilità – come scrive Antonio Mutti nel suo bel libro “Finanza sregolata?” - va ricordato che le Agenzie non sono riuscite a prevedere i più rilevanti cambiamenti economici, le maggiori crisi finanziarie e le crisi di molte grandi imprese avvenute nel secondo dopoguerra. Moody's e Standard & Poor's non hanno previsto la crisi asiatica – russo- latinoamericana del 1997 – 1998, né la crisi argentina del 2001 – 2002, né quella del 2007- 2008 indotta dai mutui subprime.Le stesse Agenzie assegnarono un buon rating alla Enron fino a quattro giorni prima del suo fallimento e non hanno messo sull'avviso riguardo all'intricata vicenda Parmalat esplosa nel 2003.
Relativamente al conflitto di interessi va osservato che spesso fanno pagare le loro valutazioni agli stessi enti emittenti i titoli di debito valutati creando un potenziale conflitto di interessi tra la richiesta di una valutazione veritiera e il desiderio di ottenere ulteriori commesse. Inoltre, un altro elemento di conflitto è legato al fatto che le Agenzie hanno progressivamente teso a fornire alle imprese valutate anche servizi di consulenza.
Quale rimedio possibile? Una soluzione,seppur parziale, potrebbe risiedere nella istituzione di una Agenzia europea governata a turno da rappresentanti qualificati degli Stati europei e controllata da un organismo neutro posto al di sopra degli Stati interessati. Una Agenzia che sia particolarmente qualificata, in possesso di requisiti tali da essere riconosciuta credibile sia dagli Stati europei che dai loro cittadini e che sia in grado di confrontarsi, ad armi pari, con quelle Agenzie straniere, soprattutto americane, che tanto ci fanno penare.

13 gennaio 2012

Marchionne: dichiarazioni inopportune.

Nella difficile opera del risanamento dei nostri conti pubblici ha notevole importanza il dato dello “spread” che indica sostanzialmente il grado di fiducia del debitore e quindi la sua capacità di assolvere ai debiti contratti.
Più alto è il valore di tale indicatore più difficile risulta raggiungere l'obiettivo che il governo si è posto dovendo far fronte a crescenti impegni finanziari per pagare gli interessi correlati al nostro debito.
In tale contesto ha fondamentale rilievo la fiducia dei risparmiatori disposti ad acquistare titoli emessi dallo Stato: più alta è la fiducia più bassi saranno gli interessi, più bassa sarà la fiducia più alti saranno gli interessi.
Ciò posto è da osservare che la fiducia – e quindi lo “spread”- è condizionata non solo dai dati economici ma anche dalle esternazioni di personaggi del mondo politico, economico, finanziario, ecc. che fanno opinione e tra questi l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne.
Del tutto inopportuna è stata pertanto la sua recente dichiarazione secondo la quale “l'Italia con il suo debito da 1.900 miliardi è ancora molto a rischio“
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28 dicembre 2011

Il canone Rai
Il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini (Lega Nord) in una conferenza stampa ha invitato i cittadini del Friuli a non pagare il canone Rai. Egli ha, tra l'altro, affermato che “ in un momento di difficoltà dell'economia l'aumento del canone Rai è inaudito”. Trovo l'argomento inconsistente e strumentale per una gratuita e facile pubblicità e vediamo il perché : il canone è stato aumentato per l'anno 2012 di1,5 euro rispetto al 2011 ossia di 0,004 euro al giorno. Non mi pare un aumento insopportabile.
Meglio farebbe il presidente se impiegasse le sue energie per recidere il legane tra i vertici della Rai e la politica alla quale egli pure appartiene. Ma quello che importa di più e che non condivido affatto è l'invito rivolto ai cittadini a non rispettare le regole.; a questo proposito riporto la dedica che Roger Abravanel e Luca D'Agnese, autori del bel saggio “Regole”, hanno destinato ai loro figli: “Dedichiamo questo saggio ai nostri figli, augurandoci che li aiuti a comprendere che rispettare le regole può essere un buon affare anche per loro".

22 dicembre 2011

Fornero: aumenti salariali
Il Ministro del Welfare Elsa Fornero ha reso noto che tra le priorità del governo c'è l'aumento dei salari “perché sono bassi”. In Italia un lavoratore dipendente single senza figli prende in media 25.155 dollari piazzandosi al 22mo posto della classifica Ocse. L'Italia e' comunque ultima per media salariale tra i Paesi del G7. Per raggiungere l' ambizioso obiettivo indicato dal Ministro sono teoricamente efficaci i seguenti provvedimenti presi assieme o singolarmente:
un aumento tout court dei minimi salariali;
un intervento per la riduzione del “dimenticato”- non se ne parla più - cuneo fiscale agendo sull'ammontare dei contributi previdenziali e sulla revisione, ovviamente in riduzione, delle trattenute fiscali.
Il primo provvedimento non sembra attuabile comportando all'evidenza un aumento del costo del lavoro che le nostre aziende chiamate a reggere la concorrenza praticata da quelle dei Paesi dell'Est europeo, della Cina, dell'India, ecc. non sono in grado di sopportare.
Anche il secondo provvedimento non appare praticabile: una riduzione dei contributi previdenziali comporterebbe, nell'attuale sistema contributivo, una riduzione del futuro trattamento pensionistico già penalizzato soprattutto dalla “riforma Dini” e dalle recenti normative emanate in materia. Neppure, atteso lo stato delle nostre pubbliche finanze,appare possibile agire sul fronte delle trattenute fiscali attuando una loro riduzione.
Ciò sinteticamente osservato non resta che porre una domanda al signor Ministro: con quali risorse pensa di aumentare i salari?

21 dicembre 2011

Posti rifiutati
Da più parti si sollevano critiche nei confronti della manovra economica argomentando che non si stia facendo a sufficienza per rimediare a quella che è una vera e propria emergenza, ossia la disoccupazione giovanile, e si invocano rimedi da collocare nella ipotetica così detta “ seconda fase”.
Immancabilmente sorgono coloro che sostengono che il fenomeno della disoccupazione giovanile trae alimento anche e soprattutto dal fatto che i nostri giovani si rifiutano di svolgere taluni mestieri, quali, ad esempio, quelli di sarto, panettiere, falegname. Secondo uno studio – peraltro non recentissimo della Confartigianato , ma il quadro non è sostanzialmente mutato - “le aziende italiane avranno grosse difficoltà a coprire oltre 147.000 posti di lavoro. Sono tanti i mestieri trascurati che non hanno appeal sui giovani”. Lo hanno, invece, nei confronti di giovani immigrati che nella maggior parte dei casi si orientano verso occupazioni rifiutate dai nostri giovani.
In questo quadro si colloca la disaffezione dei nostri giovani verso il “mestiere” di sacerdote che ha raggiunto aspetti preoccupanti. Il fenomeno, anche se non rilevantissimo ai fini della quantificazione del dato statistico della disoccupazione, va comunque considerato. Così come le aziende sopperiscono al rifiuto dei nostri verso taluni mestieri ricorrendo agli immigrati, così la Chiesa rimedia alle necessità attingendo dai giovani stranieri soprattutto della Polonia, dello Zaire, della Colombia e dell'India e crea una inedita e singolare figura di immigrato.

19 dicembre 2011

La cresta
Dopo la polemica sul pagamento dell'ICI la Chiesa viene coinvolta in un'altra questione di natura economica che risiede nell'accusa rivolta ai vescovi di “fare la cresta” su quanto viene incassato per effetto del'otto per mille.
Paladino di questa accusa è il giornalista- scrittore Stefano Livadiotti . Egli, del suo recentissimo libro “ I senza Dio”, dedica all'argomento un intero capitolo dal titolo “se la Chiesa fa la cresta”. L'autore sostiene che la Cei incassa dallo stato italiano 31.478 Euro per ogni sacerdote al quale però ne versa direttamente solo 10.541 e ne trae la seguente conclusione: “L'espressione è un po' forte, ma i numeri sono numeri e dicono che i vescovi fanno la cresta sullo stipendio dei loro sottoposti”.
Sulla questione è intervenuto il cardinale Bagnasco a margine di un convegno il quale ha affermato:
"Certo a forza di calunniare qualcosa resta. Ho letto e ho sentito dire in tv che la Chiesa riceve un miliardo di euro e spende 350 milioni per gli stipendi e il resto e' la cresta dei vescovi…..L'accusa non regge e la cresta non esiste perché tutto quello dell'otto per mille che non va per il sostentamento del clero va per la carità delle diocesi, in Italia come all'estero, nelle mense, nelle varie opere di assistenza e solidarietà che la Chiesa fa da sempre e va anche per le opere pastorali, gli oratori e la manutenzione delle chiese”. E aggiunge: "Lo stipendio di un giovane sacerdote è di 800 euro. Quello di un parroco intorno ai 1.000 . Quello di un vescovo 1.300. I restanti 650 milioni sono spesi per la Caritas, per i beni culturali, per il Terzo Mondo. Una quota è riservata alle vittime di calamità naturali; ad esempio abbiamo speso un milione per gli alluvionati in Liguria”. Il cardinale infine conclude: “Tutto quanto è trasparente come risulta dai bilanci e dai conti pubblici che sono pubblicati sul sito" della Conferenza episcopale italiana”.
La polemica è destinata a durare : non sarebbe però male se gli interessati, prima di prima di parlare di cresta, dessero una occhiata ai dati pubblicati sul sito dianzi indicato.


16 dicembre 2011

Promesse non mantenute
Una vasta accoglienza dei mezzi di informazione è stata riservata alle recenti dichiarazioni di Claudio Scajola e di Gianfranco Fini. Il primo ha sostanzialmente invitato Silvio Berlusconi “a darsi una mossa”, il secondo ha affermato che “ se Berlusconi amasse l'Italia farebbe un passo indietro”.I due esponenti politici che rivolgono questi pressanti inviti al leader del Pdl perché non pensano prima alle promesse fatte e non ancora mantenute?
Scajola aveva promesso che avrebbe venduto la famosa casa vicina al Colosseo e che, del ricavato,avrebbe dato in beneficenza 900.000 Euro (pari all'importo versato a sua insaputa da terzi al momento dell'acquisto dell'immobile). Mi pare che Scajola eviti accuratamente di metterci a giorno sulla vendita del'immobile in parola e che sulla vicenda stai per calare un sipario che tutto coprirà: i potenziali beneficiari della promessa beneficienza possono cancellare ogni speranza.
Il secondo aveva promesso che si sarebbe dimesso dalla carica di Presidente della Camera se Berlusconi si fosse dimesso da quella di Presidente del Consiglio. La promessa non è stata mantenuta giustificando la cosa con il fatto che ora il contesto è mutato e che Berlusconi si è dimesso perché non aveva più la maggioranza. Trovo le argomentazioni poste del tutto strumentali e per nulla convincenti ma Fini almeno ci ha provato.

13 dicembre 2011

Tagli: a quando?
Nella manovra del premier Mario Monti c'è una norma che se applicata si tradurrebbe in un taglio significativo agli stipendi di deputati e senatori.
Sull'argomento è intervenuto Il Presidente della Camera Gianfranco Fini che ha contestato la competenza del governo sul trattamento dei parlamentari ed ha rivendicato, nella materia, l'autonomia di Montecitorio e Palazzo Madama.
Che dire? E' come se i lavoratori della Fiat decidessero, in autonomia e senza alcuna trattativa, del loro trattamento economico e normativo: che bello!

La Casta
Come riporta Il Gazzettino l'ipotizzato taglio dello stipendio dei parlamentari ha suscitato reazioni diverse da parte degli interessati talune comprensibili e ben argomentate e altre, a pare mio, del tutto ingiustificate. Tra queste ultime rientra quella della senatrice del Carroccio Manuela Dal lago che ha presentato un emendamento alla manovra Monti “…..in cui si chiede che gli stipendi – ben più elevati – di tutti gli alti ranghi del settore pubblico (magistrati, consiglieri d'amministrazione, alti funzionari di Camera, Senato, Quirinale, professori universitari) e così via.. “non possono superare il livello retributivo di noi parlamentari”.
Per quale ragione? Rispetto alle figure professionali richiamate dalla Dal Lago agli onorevoli, per lo svolgimento del mandato sono richiesti requisiti personali e professionali di livello più elevato? Gli onorevoli ricoprono, salvo eccezioni, una area di responsabilità maggiore? Devono dedicare parte importante del loro tempo in attività di ricerca, di studio, di aggiornamento, di redazione di memorie e pubblicazioni come i professori universitari? E così via con altri possibili significativi paragoni.
Ma tutta questa “brutta” reazione ha il vago sapore “ricattatorio”: se toccate noi dovete toccare anche altri. Per quale ragione la senatrice ha assunto l'iniziativa di cui trattasi? Non riesco ad individuarne alcuna se non quella di contribuire a rendere più difficoltoso l'auspicato provvedimento della riduzione degli stipendi di cui stiamo parlando.


12 dicembre 2011

Il Cardinale e l'ICI
Molte polemiche sono state sollevate in merito al pagamento dell'ICI degli immobili della Chiesa. Un punto fermo e chiaro sulla questione è stato manifestato dal Cardinale Angelo Bagnasco nel corso di un convegno a Genova il quale – manifestando la disponibilità della Chiesa a discutere l'argomento – ha, tra l'altro, precisato che ”laddove si verificasse qualche inadempienza si auspica che ci sia l'accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti”.
Con queste chiarissime intenzioni le polemiche, talvolta marcatamente strumentali, dovrebbero cessare. Non resta che attendere che altri soggetti, la cui posizione nei confronti dell'imposta in parola pare essere piuttosto traballante, manifestino la stessa disponibilità.

La redazione - pare che il Cardinale Bagnasco non sia stato informato che solo a Roma ci sono alberghi con circa 10.000 posti letto di proprietà della Chiesa. E' probabile che ci sia poco da "verificare" ma, come per i comuni mortali, dopo serio esame di coscienza .... "cristianamente mettere mano al portafoglio". Gli italiani ringraziano.

10 dicembre 2011

Premio Nobel meritato?
Nel 2009 venne assegnato il premio Nobel per la pace al Presidente degli Stati Uniti Barak Obama., insediatosi alla Casa Bianca da meno di un anno, per lo “Straordinario lavoro per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli”.
Da più parti vennero sollevate perplessità sull'ambito riconoscimento per la genericità della motivazione – ha chiesto il disarmo nucleare e sta lavorando dall'inizio del suo mandato per riavviare le trattative di pace in Medio Oriente – e per il fatto che era trascorso meno di un anno dall'insediamento alla Casa Bianca. Lo stesso Obama dichiarò che “non era sicuro di meritarlo”.
Per tutto ciò l'assegnazione del premio venne generalmente motivata non tanto per quello che il Presidente aveva fatto quanto per quello che si pensava avrebbe fatto in futuro.
Sono trascorsi circa due anni e mi pare che le perplessità sorte in occasione dell'assegnazione dell'importante premio possano trovare puntuale conferma.


8 dicembre 2011

Lordo e netto
Il provvedimento del governo emanato nell'ambito della c.d. manovra relativo al mancato o al parziale recupero dell'inflazione per i rediti superiori ad un determinato importo ha dato luogo ad un vivace dibattito viziato, almeno in parte, dal fatto che gli importi pensionistici in parola sono stati generalmente considerati, nelle discussioni e nei commenti, al netto delle trattenute di legge e non al lordo, come deve essere.
La tardiva ”scoperta” che gli importi pensionistici contenuti nel provvedimento sono lordi e non netti ha ulteriormente alimentato la protesta, che condivido, delle forze sociali e degli interessati.
Ho preso lo spunto da questo episodio per sottolineare l'opportunità che quando si parla di redditi sia sempre precisato se si tratta di importi netti o lordi.

La redazione - Fortunatamente i redditi sino a circa 8000 € sono "no tax area". Ciò non toglie che la manovra oltre che essere abbondantemente iniqua, sia anche oltremodo vergognosa e dimostri che il preside ed i professori, hanno dimostrato la volontà di fare cassa anche sui più poveri.

5 dicembre 2011

Acquisto forzoso
Per dare un contributo alla soluzione della grave crisi economica e finanziaria qualcuno ha suggerito la proposta di ricorrere ad una sorta di prestito forzoso attraverso l'acquisto di BOT. La proposta mi ha fatto venire alla mente quando, nel 1974, - a seguito di un provvedimento governativo finalizzato al contenimento dell'aumento del costo della vita - portai a casa il bollettino paga orfano dell'importo relativo alla maturata contingenza. In sostituzione dei quattrini ricevetti buoni del debito pubblico, rappresentati da severi e corposi documenti cartacei. La vicenda si concluse dopo un certo periodo con la restituzione dei quattrini ”prestati, previa consegna al datore di lavoro dei documenti rappresentativi del credito. Ricordo che tutta la vicenda fu generalmente vissuta con serenità e,direi con orgoglio consapevoli come eravamo di contribuire a fare una cosa utile per il nostro Paese.

1 dicembre 2011

La Svizzera

 Il mondo è attraversato periodicamente da eventi che investono più o meno direttamente tutti i Paesi. Così si può dire per le guerre (l'Irak, l'Afganistan, taluni Paesi dell'Africa, ecc.), per gli eventi sportivi (le Olimpiadi), per fatti culturali (assegnazione degli Oscar del cinema, dei premi Nobel) per eventi catastrofici (terremoti, alluvioni, incendi) per fatti di politica internazionale (Unione Europea, G8, G20), ecc.
C'è un Paese, pur avanzato ed economicamente forte, che non è quasi mai investito da eventi quali sopra evidenziati a titolo di esempio: è la Svizzera. Essa appare come un corpo estraneo della comunità internazionale, salvo beneficiare sul piano finanziario di eventi negativi che investono altri Paesi.
Così sentiamo parlare pochissimo della Svizzera e potremmo contare sulle dita di una mano i servizi giornalistici che la interessano. In questi giorni la Svizzera è sotto i riflettori degli organi di informazione per la decisione assunta da Lucio Magri- uno dei fondatori del Manifesto - di ricorrere al suicidio assistito, decisione messa in atto in Svizzera dove ciò è consentito. Con l'occasione i media ci hanno informato che più di trenta nostri concittadini hanno fino ad ora fatto ricorso, sempre in Svizzera, al suicidio assistito. Non me la sento di giudicare la scelta di queste persone che, tuttavia, rispetto totalmente ma osservo come il comportamento del Paese nostro confinante, sia in linea con le considerazioni prima formulate.
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29 novembre 2011

Il territorio
Ogni tanto si afferma l'utilizzo ossessivo e, talvolta improprio, di una parola o di una frase. A titolo di esempio ricordo il “cioè” sparso a larghe mani nel conversare.
In questo periodo va di moda il ricorso al termine ”territorio” utilizzato molto frequentemente, spesso a sproposito, nei discorsi e negli scritti di esponenti politici. Un esempio di tutto ciò lo si riscontra nel ”manifesto” della Associazione politico culturale “Insieme per Mira”
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Si parte da una analisi concreta delle necessità del territorio, nel fare politica partendo dal territorio, nel promuovere studi attraverso il monitoraggio del territorio, nello sviluppare nel territorio una politica rivolta ai giovani, il tutto allo scopo di salvaguardare il territorio.....
Mi pare che i due fondatori dell'Associazione in parola abbiano bene approfittato del termine in questione spargendolo con generosità nel “manifesto”: sul suo significato concreto, alla prossima puntata.
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28 novembre 2011

Il sacrificio dei partiti
Il governo Monti ha avuto un larghissimo consenso dal Parlamento sugli obiettivi che intende perseguire.
Ma se gli obiettivi sono chiari, in primo luogo il risanamento dei nostri conti pubblici e il rilancio della economia, non altrettanto può dirsi sugli strumenti che il governo intende utilizzare; si parla di Ici sulla prima casa,di una patrimoniale più o meno corposa, di una revisione delle pensioni di anzianità, di ridisegnare il mercato del lavoro e così via.
La vicenda verrà probabilmente chiarita dal governo nei prossimi giorni; nel frattempo appena un esponente politico esprime qualche opinione al riguardo, sia essa personale che rappresentativa del pensiero del partito di appartenenza, immancabilmente viene "stoppato” da qualche esponente di diverso partito il quale coglie l'occasione per rendere note le sue opinioni diametralmente opposte di quelle da altri manifestate.
Non vorrei che il governo trovasse questo clima nel Parlamento in occasione della discussione e della indispensabile approvazione dei provvedimenti ipotizzati. Sarebbe un disastro e andremo verso il tanto temuto default dando un robusto contributo alla morte dell'Euro con effetti disastrosi.
Che non si tratti di un evento frutto di fantasie è dimostrato dal fatto che importanti banche e istituti finanziari americani hanno già sviluppato studi sugli effetti di un ipotetico crollo della moneta unica. In questa situazione è da sperare in gesti di generosità dei partiti chiamati a sacrificare, all'occorrenza, interessi di parte a favore di quello generale. Gli elettori, se convenientemente informati, capirebbero.
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25 novembre 2011

I bund tedeschi
La mancata collocazione di titoli del debito della Germania è stato interpretato come un brutto segnale di sfiducia degli investitori verso quel Paese.
A me pare che l'evento possa essere considerato diversamente. Gli investitori si sono trovati di fronte ad un bivio: investire in titoli ad elevato rischio ma con alti interessi, ad esempio titoli del nostro debito pubblico, ovvero investire in titoli a basso rischio ma con bassi interessi. Gli investitori hanno optato per la prima possibilità cogliendo l'occasione per un ben remunerato investimento non ritenendo sufficientemente remunerativi i titoli tedeschi. La Germania se ne è ben guardata di aumentare i tassi privilegiando la non collocazione di parte dei titoli potendo contare sul'intervento della loro Banca cetrale che, tempestivamente, è intervenuta acquistando titoli del debito tedesco a piene mani Con questa operazione la Germania ha lanciato questo rassicurante segnale agli investitori: vi pago poco ma rischiate poco.
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23 novembre 2011

La povertà a Cortina d'Ampezzo

Da Il Gazzettino: “La crisi tocca anche realtà che agli occhi del mondo sembrano il simbolo del benessere: a Cortina il parroco annuncia che per la prima volta ha dovuto mettere mano ai fondi della Caritas per aiutare tre famiglie del posto in difficoltà. Don Davide Fiocco ha colto l'occasione dell'omelia nella messa domenicale per fare riferimento alle nuove povertà”.
Come si colloca il dato di Cortina - tre famiglie povere - rispetto alla situazione della povertà del nostro Paese? L'Istat informa che: l'11,0% delle famiglie è relativamente povero- guadagna meno della metà della famiglia mediana - e circa il 5% della popolazione è in una situazione di povertà assoluta – guadagna meno del paniere di sopravvivenza.
Le tre famiglie di Cortina rappresentano lo 0,11% delle circa 2820 famiglie ampezzane, dato ben lontano dalle medie nazionali.

La Lega
L'obiettivo primario del governo Monti è quello di risanare i nostri conti pubblici creando contemporaneamente le condizioni per dare impulso alla nostra economia.
Su questa impostazione tutti i partiti, al di fuori della Lega ,hanno manifestato il loro assenso votando la fiducia al Governo. Ma se vi è una vastissima condivisione sugli obiettivi da perseguire, non altrettanto può dirsi sugli strumenti da utilizzare per raggiungere gli scopi dichiarati . Si sta in effetti sviluppando un aspro dibattito, per esempio, sulla patrimoniale e sul'ici sulla prima casa.
Al di là degli argomenti strettamente correlati al risanamento dei nostri conti,ve ne sono altri che poco o nulla hanno a che fare con essi ma che hanno toccano nervi scoperti della Lega , irritandola non poco, quali Roma capitale, soppressione del Ministero degli Affari Regionali,costituzione del Ministero della Coesione Territoriale. In questo contesto era forse più opportuno non sollevare la delicata questione sull' automatica'attribuzione della cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia che darà alla Lega un altro motivo di polemica non opportuno in questa delicatissima fase.

I rifiuti di Napoli
Nonostante le assicurazioni fornite in campagna elettorale dal candidato Sindaco De Magistris continua a Napoli l'emergenza rifiuti. IL portavoce del Commissario Ue all'Ambiente ha affermato che “ non ci sono scuse per i ritardi accumulati”. Per questi motivi l'Italia – non Napoli – rischia che si avvii una procedura di infrazione ai trattati Ue con la condanna al pagamento di pesanti infrazioni . Già,ma chi sarà chiamato a pagare ?Sento che il mio portafogli sarà alleggerito – attraverso la fiscalità generale - per una responsabilità che non mi riguarda e perché un Sindaco non ha mantenuto le promesse elettorali. Insomma,io che c'entro con i rifiuti di Napoli?
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20 novembre 2011

Vitalizi
Fa molto discutere l'annuncio di Fini fatto a Verona vale a dire che “tra qualche settimana la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari”.Così come è generalmente riportata la notizia dagli organi di informazione sembrerebbe che il provvedimento dovesse riguardare anche gli attuali parlamentari, tra questi anche Fini. Ma se leggiamo tutta la dichiarazione del Presidente della Camera – così come integralmente riportata da Il Gazzettino – non sembra che sia così. Infatti, ha affermato Fini : “Nei giorni scorsi L'Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha dato mandato al collegio dei questori di prevedere, dalla prossima legislatura…”. Se è così la norma, volta a contenere gli ormai insopportabili i costi della politica, non colpirebbe gli attuali parlamentari – essi sono parlamentari di questa legislatura e non della prossima – e tra questi il Presidente della Camera che continuerebbe a godere del discusso vitalizio. Insomma, come sempre, è facile chiedere sacrifici agli altri e mantenere per sé stessi i privilegi.

La redazione: Ma il Presidente della Camera Fini, è lo stesso che aveva detto che si sarebbe dimesso un minuto dopo le dimissioni di Berlusconi ed oggi ci dice che "è cambiato il contesto politico"?? Che credibilità può avere chi aveva promesso che se si fosse dimostrato che la casa di Montecarlo era di suo cognato, si sarebbe dimesso? Chi può è tanto fesso da credere che Fini rinuncerà "ad un diritto acquisito"?
Fini è il degno rapprentante di quella casta di "ominicchi e quaquaraquà" che gli elettori dovranno dichiarare indegna di governarci.

18 novembre 2011

Rapporti con la stampa

Un Ministro del governo Monti ha riferito che il premier “Ci ha ordinato di non parlare con la stampa“.
L'invito ricorda quello rivolto dall'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi quando diffuse ai segretari dell'Unione il famoso documento dei “dodici punti non negoziabili per il rilancio del'azione di governo”.
In particolare,con l'undicesimo punto era stata attribuita al suo portavoce l'esclusiva competenza per i rapporti con la stampa: «Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo».
A Prodi l' iniziativa non portò fortuna.

15 novembre 2011

Profumo
Sono un piccolo azionista di Unicredit e sto seguendo, particolarmente in questo periodo di forti turbolenze finanziarie, le vicende del titolo della banca in parola.
Leggo sulle pagine dei quotidiani che: non verrà pagata la cedola sui conti del 2011, che in Italia sono previsti 5.200 (sic) esuberi, che la ricapitalizzazione del'istituto in questione (altri soldi richiesti agli azionisti) sarà di 7,5 miliardi di euro, che si registra una perdita netta di 10,6 miliardi di euro dovuta alla svalutazione delle banche acquisite, che in borsa il titolo, solo oggi, perde il 6%. (Quel titolo, che in un non lontano passato aveva raggiunto quota 8 euro,oggi veleggia stancamente attorno agli 0,8 euro). Insomma, una situazione, a mio avviso, disastrosa.
E' per questo che non riesco a comprendere le motivazioni che hanno portato l'Istituto in questione a corrispondere all'amministratore delegato Alessandro Profumo, nel momento della risoluzione consensuale del rapporto con la banca, l'astronomica liquidazione di 40 milioni di euro, vale a dire circa 77 miliardi delle vecchie lire!

9 novembre 2011

Bond : perplessità
Vasta risonanza sta assumendo l'iniziativa di certo Giuliano Melani che ha comprato una intera pagina di un quotidiano per esortare gli italiani ad acquistare titoli di Stato “per non svendere il Paese, per fare a meno del governo e dell'Europa”. Plaudono all'iniziativa banchieri, imprenditori e politici Tra questi gli onorevoli Italo Bocchino e Giorgio Stracquadanio. Anche il popolo degli imprenditori e degli artigiani del Nordest ha applaudito al'iniziativa.
Sull'opportunità di essa nutro forti perplessità e, anzi, temo che provochi un effetto che va nella direzione opposta a quella auspicata volta a contenere la perdita di valore dei nostri bond.
Tutto si gioca, infatti,i sulla fiducia degli italiani in merito alla capacità dello Stato di restituire, alla scadenza, ciò che i cittadini hanno prestato acquistando i titoli. Ogni allarmismo nella difficile situazione che stiamo vivendo incide negativamente sul costo del prestito che lo Stato chiede ai cittadini innescando una situazione che ricorda il cane che si mangia la coda. Orbene, ciò è esattamente quello che sta accadendo a seguito dell'iniziativa del signor Melani che, implicitamente, ha lanciato il seguente allarmante segnale: siamo proprio messi male!

La redazione: Questo appello avrebbe dovuto essere fato dal governo e dal mondo della politica. Gli italiani non sono stupidi e sarebbe corretto che si spiegasse loro che non esiste alcuna possibilità di fallimento dello stato. La nostra economia, i nostri fondamentali non sono quelli della Grecia o dell'Argentina e, se pur con una classe politica da terzo mondo, abbiamo la capacità di uscire da questa crisi. Non sono le nostre banche ad essere piene di titoli spazzatura ma quelle di Francia e Germania. Crediamo e continuiamo a credere che l'Italia e gli italiani siano degni di riprendere l'orgoglio di essere italiani e il primo modo di dimostrarlo è quello di acquistare i titoli del debito Italiano ed impedire un ulteriore impoverimento del paese. Non nascondiamoci le difficolta ma da esse si esce con la sincerità, la verità e la fiducia.

Chi è senza peccato…
Recentemente l'imprenditore Diego della Valle, attraverso le pagine di diversi quotidiani, ha lanciato un duro atto di accusa nei confronti di quei politici che ”per incapacità ci stanno portando al disastro” invitandoli a vergognarsi. La vicenda ha avuto grande risonanza proprio per la pesantezza delle accuse formulate dall'interessato.
Ora il Della Valle, nell'ambito della vicenda “calciopoli” è stato condannato,in primo grado di giudizio, a un anno e tre mesi di reclusione. Comprerà altrettante pagine di giornale per dare adeguata diffusione alla notizia?
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6 novembre 2011

Presidente di tutti?
Dei passati Presidenti della Camera dei deputati abbiamo in linea generale un buon ricordo anche per l'equilibrio da essi manifestato nel coprire la delicata posizione di terza carica dello Stato. A titolo di esempio, per la correttezza istituzionalmente provata nello svolgimento del mandato in parola, ricordo due Presidenti assai lontani politicamente, ossia Fausto Bertinotti e Pierferdinando Casini .
Ciò premesso, osservo che Il Presidente della Camera Gianfranco Fini non perde occasione per criticare il governo, l'ultima nel corso della trasmissione televisiva Agorà. Ancora una volta egli è entrato a gamba tesa nel dibattito politico dimostrando di essere marcatamente di parte.
A tal proposito mi chiedo se sia politicamente corretto tale comportamento considerando che egli è presidente della Camera dei deputati che, più volte, ha espresso la fiducia nei confronti dell' esecutivo così criticato. A me pare che egli dovrebbe tenere conto dell'orientamento espresso dalla maggioranza dei componenti la Camera di cui egli è Presidente astenendosi dal manifestare comportamenti politicamente orientati verso una parte.

La redazione: Se Cossiga fosse vivo quasi sicuramente direbbe: “Fini chi?”

4 novembre 2011

Servizi televisivi inopportuni
La crisi dell'Argentina ebbe una svolta che portò il paese al default quando i risparmiatori si recarono in massa presso gli sportelli bancari per ritirare i loro depositi. In queste situazioni gioca moltissimo l'aspetto psicologico ed il ruolo svolto dai mezzi di comunicazione di massa. Sono pertanto rimasto molto meravigliato nel vedere che il Tg3 ha mandato in onda un servizio i cui protagonisti erano risparmiatori - sfiduciati dall'attuale situazione - che ritiravano i loro risparmi dagli istituti bancari.

3 novembre 2011

Leggere espressioni
Le contestazioni ricevute al festival del Cinema di Roma non sono piaciute al Ministro Ignazio La Russa, che ha accusato l'attore Claudio Amendola di aver fomentato la folla. Il Ministro così ha commentato l'accaduto “O Amendola chiede scusa, o smentisce o è proprio uno stronzo”. Meglio ha fatto il Leader della Lega e Ministro Umberto Bossi che, commentando ipotisi di intervento sule pensioni, ha mostrato il dito medio e su un eventuale governo tecnico a guida di Mario Monti ha risposto con una pernacchia.
I due Ministri in parola non sono in grado di esprimere le proprie opinioni senza ricorrere a espressioni che nulla hanno a che vedere con la buona educazione?

2 novembre 2011

Gabbie previdenziali
Come riporta Il Gazzettino.It Umberto Bossi, probabilmente ispirato da Halloween, ha fatto uno show dei suoi alla festa della zucca di Pecorara, in provincia di Piacenza, sfoderando il meglio del trito armamentario leghista.
Tra le altre cose il leader leghista ha affermato che “bisogna fare le gabbie previdenziali, ognuno deve ottenere per quello che paga”. Nel formulare la proposta egli si sarà ispirato alle "gabbie salariali” che prevedevano nei contratti di lavoro salari differenziati in ragione della appartenenza alle varie aree geografiche, individuate tenuto conto del costo della vita.
Il sistema venne abolito nel 1972 perché considerato dalle organizzazioni sindacali poco equo.
In ogni caso, al di là della inopportunità di formulare proposte di tal genere in questo momento nel quale possiamo dire che, per la drammaticità del momento, il mondo ci stia crollando addosso, osservo che l'attuale sistema già prevede che l'ammontare dei trattamenti previdenziali sia correlato a ciò che ciascuno ha versato nel corso della sua attività lavorativa; è il così detto sistema contributivo. Ciò che chiede Bossi è già in vigore: ognuno ottiene per quello che paga.

28 ottobre 2011

Le previsioni
Il prossimo 31 ottobre la popolazione mondiale taglierà il traguardo dei 7 miliardi di abitanti, un miliardo in più rispetto a 12 anni fa, ben 6 miliardi in più rispetto al 1800.
E' l'occasione per verificare cosa avevano previsto gli esperti sull'andamento demografico del nostro pianeta e, a tal proposito, mi pare che si possano ricordare le previsioni formulate dai componenti “Il Club di Roma”. Il Club era un gruppo di personalità di assoluto rilievo del mondo scientifico, economico e industriale preoccupati della crescente minaccia implicita nei molti problemi che si prospettavano per il genere umano. Il frutto degli studi di un certo numero di fattori che condizionano la sorte della società nel suo insieme quali: l'aumento della popolazione, la disponibilità di cibo, le riserve e i consumi delle materie prime, lo sviluppo industriale, l'inquinamento furono riportati nel 1972 in un libro “I limiti dello sviluppo” che, per l'autorevolezza degli autori, suscitò grande interesse.
Orbene, il dato di partenza era costituito dalla popolazione presente nel 1970, pari a 3,6 miliardi di individui e per il futuro venivano fatte le seguenti previsioni: “….possiamo prevedere che fra 30 anni (ndr nel 2002 )7 miliardi di individui popoleranno la terra. Tra 60 anni (ndr nel 2032), poi, se continuerà a decrescere la mortalità e rimarranno prive di effetto le misure volte a ridurre le nascite, la popolazione della terra sarà il quadruplo di quella attuale”, ossia circa 14 miliardi! Che dire?
Agli esperti il commento di questa preoccupante previsione.

25 ottobre 2011

Paragoni azzardati
Luca Cordero di Montezemolo nel ricordo rivolto a Marco Simoncelli lo ha paragonato a Gilles Villneuve, noto pilota di Formula uno dei primi anni ottanta. Quest'ultimo al momento del decesso -avvenuto nel Gran Premio del Belgio per una manovra ritenuta troppo azzardata- era molto popolare per il suo stile di guida altamente spettacolare e combattivo. Era soprannominato “l'aviatore” e spesso venne coinvolto in spettacolari incidenti. In uno di questi, nel corso del Gran premio del Giappone, uscì di pista provocando la morte di due spettatori. Per questo a me pare che ricordare Simoncelli paragonandolo a Villeneuve sia un po' azzardato anche tenuto conto del fatto -che non va dimenticato- che lo scomparso pilota motociclistico era ultimamente sottoposto a diverse critiche per il suo stile di guida ritenuto troppo rischioso.

15 ottobre 2011

Incomprensibile! (la vispa Giustina)
Giustina Mistrello Destro, ex sindaco di Padova, deputato del Pdl, in previsione del voto di fiducia al governo, ha affermato : “Non andrò a votare e lo dico con grande dolore. Mi sento responsabile verso chi mi ha eletto e verso il mio Paese”
Incomprensibile!. Se è così perché non ha votato la fiducia con un bel SI? E le dimissioni, queste sconosciute?
Per comprendere un po' meglio il personaggio giova ricordare la filastrocca che quando era Sindaco di Padova le dedicò certo “ Pasquin Padovan”, riportata nel libro “Tribù” di Gian Antonio Stella:
“La vispa Giustina / davvero non sa / che ridon tutti / di lei in città? / “Sioreta”…” Sempieta” /Madama Strucon” / e lei, creatura / che manda bacioni! / E bacia Silvietto/ e bacia Galan / e bacia anche il gatto / per non far pata-pam / La vispa Giustina / che è nata ulivista / sarà mai un killer/ per il mondo forzista? / Da quando comanda / in questa città / L'Ulivo è cresciuto / e che bene che sta!".
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Le prove

-''Abbiamo prove schiaccianti che il governo iraniano sta supportando economicamente attività' destabilizzanti'': lo ha detto Jake Sullivan, alto funzionario del Dipartimento di Stato americano nel corso di una conferenza stampa.
La dichiarazione ricorda quelle rilasciate a suo tempo dal Segretario di Stato Colin Powell e dal Segretario della Difesa degli Stati Uniti Donald Rumsfeld in merito al possesso dell'Iraq di Saddam Ussein di armi di distruzione di massa. Ricordo, in particolare, l'intervento all'ONU di Powell supportato da una serie di fotografie che riprendevano dall'alto fantomatici depositi di armi. Il tutto si dimostrò essere falso e strumentale all'avvio della seconda guerra in quel Paese che costò e costa tuttora un numero impressionante di morti.

14 ottobre 2011

Indignatevi !
Capita con una certa frequenza, anche se attenuata rispetto al recente passato, di assistere a trasmissioni televisive nel corso delle quali c'è chi sostiene l'opportunità di un ricambio della nostra classe politica in ragione del'età. Paladino di questo orientamento era il sindaco di Firenze Matteo Renzi, detto “il rottamatore”. Non sono d'accordo su quanto sosteneva il Sindaco e ho avuto modo di argomentare ciò in una mia precedente lettera ove ho ricordato taluni “grandi vecchi” che, ultrasettantenni, hanno disegnato da protagonisti la storia del nostro mondo: Galileo Galilei,Charles de Gaulle, Deng Xiaoping,Winston Churchill, Pablo Picasso e così via, l'elenco potrebbe essere lungo.
Ora Il Gazzettino riporta la cronaca delle manifestazioni degli “Indignati“ davanti a taluni istituti bancari dove sono stati collocati alcuni striscioni con le scritte “Futuro e reddito per tutti,Il debito lo paghino le banche, Non pagheremo noi la vostra crisi”.
Come non ravvisare in queste scritte e nelle motivazioni della protesta l'ispirazione da ciò che ha scritto nel libretto “Indignatevi!” Stèphane Hessel: “Hanno il coraggio di raccontarci che lo Stato non è più in grado di sostenere i costi di queste misure per i cittadini. Ma come è possibile che oggi manchi il denaro necessario a salvaguardare e garantire nel tempo tali conquiste…. forse perché il potere dei soldi.. non è mai stato così grande, arrogante, egoista…. Le banche, ormai privatizzate, dimostrano di preoccuparsi anzitutto dei loro dividendi e degli stipendi vertiginosi dei suoi dirigenti, non certo dell'interesse generale… Ci appelliamo alle nuove generazioni e …. diciamo loro: ora tocca a voi, indignatevi!”.
Sono pensieri di un novantatreenne!

9 ottobre 2011

I barbari
Il presidente della Camera Gianfranco Fini davanti agli imprenditori palermitani in una convention di Fli: «Quelli della Lega danno il meglio quando a Pontida si vestono da Unni e Barbari».
Trovo l'espressione di Fini offensiva e mi meraviglia che l'abbia formulata tenuto conto del ruolo che egli riveste di Presidente della Camera.
Non è la prima volta che i leghisti sono chiamati barbari. Giova, a tal proposito, ricordare succintamente ciò che scrive Gianpaolo Pansa nel suo bel libro “L'anno dei barbari“. In piena tangentopoli Arnaldo Forlani ebbe a dire in una intervista poi smentita “ si è creata un'atmosfera irrespirabile in cui la giustizia non c'entra per niente. E' come la calata dei barbari che non risparmia nessuno”. Di quei “Barbari”, che Forlani aveva coniato per i magistrati di Mani Pulite, se ne impossessò il professor Gianfranco Miglio, senatore della Lega nord e definito l'ideologo di Bossi, che ne rovesciò il senso e il segno: da immagine negativa, accusatoria, in immagine positiva, di vittoria proclamando che “i veri barbari siamo noi della Lega”.

7 ottobre 2011

Il richiamo di Montezemolo
L'ingresso degli imprenditori in politica è un diritto-dovere. Di chi parla? E lui che farà? Capita sempre più spesso che Montezemolo nelle sue esternazioni faccia riferimento ad una auspicata discesa in campo di imprenditori.
Se l'eventualità dovesse riguardare lo stesso Montezemolo essa sarebbe auspicabile attesi le qualità ed i requisiti posseduti dall'interessato così come descritti da Massimo Binelli in una biografia parzialmente riportata nel bel libro di Lodovico Festa “ Il partito della decadenza”.
“Scopre la sua passione per le auto in modo analogo a quanto accaduto a Enzo Ferrari….Il giovane Montezemolo diventa pilota, si appassiona ai bolidi rossi e per il suo coraggio e la sua grinta, soprattutto fuori dalle piste, riceve un invito dal mitico Drake, sempre vigile nella scelta dei più validi collaboratori.
Presa la laurea conseguita con lode…
Il giovane avvocato, che ha davanti a sé un futuro promettente da giurista, decide tutto da solo…
Il mondiale con Lauda e per Montezemolo finisce un primo periodo di successo…
I fratelli Agnelli facevano da tempo pressioni per averlo a Torino..
A Montezemolo viene proposto da Cesare Romiti l'incarico di presidente e amministratore delegato della Ferrari. La sfida di Montezemolo sembra persa in partenza…
Il profondo rinnovamento attuato da Montezemolo conduce il Cavallino ai successi che oggi tutti noi apprezziamo, e la figura di questo leader carismatico e capace di instaurare legami personali molto forti raggiunge livelli di consenso e di stima di assoluta eccellenza, come dimostrano gli innumerevoli premi e riconoscimenti internazionali che riceve”.
Che dire? Perbacco, Montezemolo subito Presidente del Consiglio!

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2 ottobre 2011

Il sasso nello stagno
L'imprenditore Diego della Valle ha lanciato un duro atto di accusa nei confronti di quei politici, appartenenti a tutti gli schieramenti, che “si sono contraddistinti per la totale mancanza di competenza e di amor proprio per le sorti del Paese”e che agiscono “attenti solo agli interessi personali e di partito trascurando quelli del paese che ci stanno portando al disastro e stanno danneggiando la reputazione dell'Italia” e li invita a “vergognarsi”.
Mi pare che si possa dire che Della Valle abbia tirato il classico sasso in piccionaia dando il via al gioco per individuare, con nome e cognome, i destinatari dei suoi strali. Mai come in questo caso mi pare che si possa dire che, compresi gli imprenditori, abbiamo la classe politica che ci meritiamo; accuse generiche del tipo che “gli attuali politici, salvo rare eccezioni non hanno serietà,competenza e reputazione” sono troppo generiche e l'accusa trova il tempo che trova. Quale è l'obiettivo che si è posto Della Valle con l'iniziativa in parola? Vuole preparare il terreno per la discesa in campo di un imprenditore ritenuto in possesso di quelle qualità negate, salvo eccezioni, all'attuale classe politica? Come diceva Giulio Andreotti “a pensare male si fa peccato però alle volte ci si indovina”.
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Inflazione e crescita zero
Così come ampiamente previsto l'aumento dell'Iva introdotto con la manovra economica ha scatenato l'inflazione. L'indice dei prezzi ha sfondato quota 3,1% . A determinare il preoccupante balzo in avanti pare abbia significativamente concorso anche l'atteggiamento di coloro che, approfittando della situazione, hanno applicato l'Iva e aumentato i prezzi “con l'arrotondamento.“
Come ho sottolineato in altre simili circostanze, mi sarei aspettato un intervento del Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister prezzi) che ha istituzionalmente il compito di vigilare sul corretto andamento dei listini e dei prezzi di mercato.
Va osservato che accanto all'aumento dei prezzi sussiste un'altra circostanza negativa per la nostra economia che è quella della “crescita zero”.
La combinazione dei due negativi fenomeni – inflazione e crescita zero – sta determinando la peggior situazione ossia la così detta “stagflazione”con riflessi negativi soprattutto per le fasce più deboli della nostra società: pensionati e disoccupati.
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Pari opportunità?
Sul ruolo delle donne nella nostra società si è molto discusso e molto si discute ancora richiamando il principio delle “Pari opportunità”. Sulla normativa prodotta più di recente in nome di tale principio ha sollevato molte perplessità la previsione di “ quote rosa” nei consigli di amministrazione delle grosse società.
Io sono tra coloro che non condividono la previsione di quote riservate alle donne ritenendo che esse abbiano le energie ed i requisiti più che sufficienti per competere con successo con il mondo maschile.
Ho osservato la realtà dell'Associazione Gruppo Anziani di Gambarare di Mira che conta circa 450 Soci. Nel Consiglio direttivo le donne sono la maggioranza (8 su 15), donne sono le due vicepresidenti, donna è la Tesoriera. Donne sono di norma coloro che suggeriscono nuove attività e che si dichiarano disponibili per la loro gestione. Se dovessimo ricondurre la situazione ad una competizione sportiva non vi è dubbio che le donne risulterebbero vincitrici con largo margine e ciò senza il ricorso ad alcuna normativa di sostegno.
( pubblicata su Il Gazzettino di oggi a pag XXXVIII).
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27 settembre 2011

Certificati antimafia
Il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, facendo seguito alle anticipazioni fornite in occasione del convegno di Cortina ha confermato che per il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e le certificazioni antimafia, nulla sarà richiesto al cittadino e si dovrà procedere sempre all'acquisizione d'ufficio. Alle critiche solevate dalle opposizioni fa seguito quella del Ministro dell'Interno Maroni secondo il quale
: «La certificazione antimafia non può essere modificata perchè è uno strumento indispensabile per combattere la criminalità organizzata e, in particolare per contrastare le infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici».
Sorge spontanea una domanda: i Ministri interessati – considerata anche la delicatezza della materia - non potevano evitare la polemica che probabilmente “brucerà” l'auspicato provvedimento confrontandosi prima di renderlo noto?

26 settembre 2011

Questione di fiducia
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini nel corso di una recente intervista ha affermato, in tema di intercettazioni, che si augura “che almeno su questo argomento il governo rifugga dalla tentazione di mettere la questione di fiducia, saremmo in presenza di un fatto di inaudita gravità politica”.
Non condivido la critica del Presidente Fini: i dubbi sollevati in passato da qualche studioso e in parlamento sulla costituzionalità dell'iniziativa si sono dimostrati del tutto infondati. Per quanto attiene, poi,alla frequenza con la quale sono poste le questioni di fiducia va osservato che le normative nulla dicono al riguardo.
E' il governo che, assumendo la responsabilità di attuare l'indirizzo politico approvato dal parlamento, deve considerarsi giudice della necessità di determinate misure -e tra queste anche quella di porre la questione di fiducia- per il conseguimento delle finalità ad esso legate.
Ma se è comprensibile la manifestazione di critiche nei confronti del governo per un ricorso alla questione di fiducia giudicato eccessivo (ma con quali criteri viene giudicata la frequenza in assenza di alcuna norma che disciplini questo aspetto?) da parte delle forze politiche di opposizione non altrettanto si può dire per le critiche sollevate dal Presidente Fini dal quale, per il ruolo ricoperto, ci si aspetta una posizione più equilibrata.
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19 settembre 2011

Rapporto eletto/elettore

Nel corso dello splendido intervento svolto al convegno di Cortina, il Segretario politico del Pdl Angelino Alfano ha invitato gli elettori ad instaurare e ad alimentare un rapporto con l'eletto avvalendosi dei moderni strumenti informatici, in particolare, della posta elettronica. Nel condividere la sollecitazione rivolta agli elettori ho fatto presente che sarebbe opportuno che analoga sollecitazione fosse rivolta agli eletti per invitarli a rispondere SEMPRE ai messaggi pervenuti dagli elettori, cosa che non sempre avviene.
Troppo spesso si sente dire con amarezza: è inutile scrivergli, non risponde mai! Sono voti spesso persi perché di difficile se non di impossibile recupero.


17 settembre 2011

Convegno
Ho assistito ai lavori della odierna seduta pomeridiana del Convegno che si tiene a Cortina d'Ampezzo organizzato dal Pdl. Sono intervenute personalità di rilievo nazionale e regionale con relazioni di pregio che hanno affrontato, coinvolgendo e interessando i presenti, le problematiche di oggi e le prospettive del domani. Ho notato che nessuno dei relatori ha nominato Silvio Berlusconi mentre è stato richiamato il “Berlusconismo". Mi sono chiesto se ciò possa avere qualche significato alla luce del momento di difficoltà che sta attraversando il premier. A me pare che la "dimenticanza" collettiva di oggi non si sarebbe realizzata se Berlusconi fosse in questo momento a livelli di gradimento più marcati.
Quanto al richiamo al “Berlusconismo” mi sembra che si sia inconsciamente fatto riferimento a qualche cosa che è già stata collocata alle nostre spalle.
Sono consapevole che le mie considerazioni possono peccare di superficialità: meglio, ovviamente, potrebbe rispondere agli interrogativi posti uno esperto di comunicazione.

15 settembre 2011

Regole
Nel corso di una recente intervista la presidente del Partito democratico Rosy Bindi ha rivolto al sindaco di Firenze Matteo Renzi il rilievo che “spesso non rispetta le regole”.
Sulle regole , sulla loro necessaria esistenza e sulla loro osservanza si era esaltato il dibattito a seguito della crisi finanziaria mondiale esplosa nel 2008. Il dibattito, come fanno notare Roger Abravanel e Luca D'Agnese nel loro interessante libro “Regole” si è con il tempo ampliato e approfondito giungendo alla seguenti considerazioni che, mi pare, siano del tutto condivisibili: in genere da noi leggi, norme e regolamenti sono troppo numerosi e complicati, tanto che diventa molto difficile rispettarli. Così chi non le rispetta viene spesso condonato o amnistiato e si cerca poi di rimediare con l'emanazione di nuove regole, sempre più complicate e severe peggiorando la situazione.
E' quello che i due studiosi prima richiamati definiscono efficacemente “il circolo vizioso delle regole”.
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11 settembre 2011

Il salvacondotto
Da parte di taluni esponenti politici viene rivolto al premier Silvio Berlusconi l'invito a farsi da parte in cambio di una sorta di salvacondotto che possa valere sia per evitare il carcere che per evitare vendette contro le sue aziende.
Trovo l'invito aberrante e collocato completamente al di fuori del nostro sistema istituzionale e legislativo che non prevede tale istituto da terzo mondo.
Per conto di chi viene rivolto l'invito? Con quali strumenti legislativi verrebbe garantita l'impunità? Si danno già per acquisite sentenze che prevedono il carcere? La garanzia che non ci saranno vendette contro le aziende significa che in mancanza del salvacondotto le aziende subirebbero delle vendette?
Mi sembrano minacce e prospettive non degne di un paese civile, formulate con leggerezza e senza la necessaria ponderazione.

5 settembre 2011

Evasione fiscale

Nell'ambito dei provvedimenti della manovra economica la lotta all'evasione fiscale dovrebbe comportare, secondo quanto affermato da fonti governative, un introito per lo Stato di tutto rispetto, tale comunque da rappresentare il provvedimento più significativo sul fronte delle entrate. Tuttavia, come gran parte delle iniziative che faranno parte della manovra, anche questa sembra che sia stata assunta e confezionata sulla scorta dell'emotività e della fretta.
Se è così mi chiedo perché un provvedimento per la lotta all'evasione fiscale non sia stata preso nel corso della legislatura con calma, con ponderazione e non sotto l'assillo della scadenza di termini.
L'evidente vantaggio consisterebbe nel confezionamento di norme “più pensate” ed efficaci e nel fatto che lo Stato, incassando prima i frutti derivanti dal provvedimento in parola, si presenterebbe all'annuale appuntamento del confezionamento della manovra economica con i conti più in ordine.
In sintesi: perché si fa oggi quello che era meglio fosse stato fatto ieri?

31 agosto 2011

Coltelli
Leggo su Il Gazzettino:
Sgrida il marito ubriaco a una cena: "sei sporco lavati". Lui tenta di accoltellarla.
Esasperato dai continui sfottò accoltella il compagno di classe durante la lezione.
Entra nella casa della ex e si addormenta con un coltello di 36 centimetri in mano.
Pescatore ucciso a coltellate, sconcerto a Chioggia: "Erano cresciuti insieme.
Ucciso a coltellate in Ecuador, parla il fratello: «Non credo alla rapina».
Fa impressione notare come siano frequenti gli atti di violenza -perfino omicidi- perpetrati con l'ausilio di un coltello. La cosa potrebbe essere oggetto di studio da parte di esperti, sociologi e psicologi? Penso che ne scaturirebbero dei risultati interessanti e di aiuto, anche, nell'attività di prevenzione.

26 agosto 2011

Indennità di accompagnamento: da rivedere?
Particolarmente in questo periodo di definizione della manovra economica vengono avanzate da più parti proposte e suggerimenti volti a preservare le fasce più deboli della popolazione.
Va a tal proposito ricordato, anzitutto, che le persone e le famiglie beneficiarie delle provvidenze sono normalmente, ma non in via esaustiva, individuate sulla scorta di situazioni reddituali.
Proprio per il rilevante numero di persone che necessitano di sostegno economico da un lato e per la scarsità delle risorse disponibili dall' altro, la definizione e l'individuazione delle situazioni meritevoli di attenzione dovrebbero rispondere a dei criteri particolarmente selettivi.
Ciò posto, vi è una indennità che viene corrisposta dallo Stato, in misura uguale per tutti i beneficiari: è l'indennità di accompagnamento o assegno di accompagnamento, ora corrisposto nella misura di 457,76 Euro al mese.
Esso può essere erogato alle persone che non possono compiere gli atti quotidiani della vita, non deambulanti, che hanno bisogno di assistenza continuativa e che non siano ricoverati gratuitamente presso strutture pubbliche per più di un mese. L'assegno spetta anche ai ciechi assoluti, ai bambini minorenni incapaci di camminare senza l'aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua, alle persone affette dal morbo di Alzheimer e dalla sindrome di Down e in presenza di altre situazioni parimenti gravi.
L'erogazione della indennità, ed è questo che ha dato origine a queste riflessioni, non è correlata ad alcun limite di reddito.
Sono tutte situazioni che “costano” e che gravano, anche dal punto di vista economico, sulle famiglie. Va tuttavia osservato che i 457,76 Euro non sono di norma sufficienti per assorbire tutti i costi di assistenza del malato; si verificano pertanto, estremizzando, due situazioni: quella di una famiglia “normale”, dal punto di vista reddituale, che dovendo integrare l'insufficiente indennità, può trovarsi in difficoltà e quella di una famiglia “ricca” per la quale la percezione o meno dell'indennità è irrilevante.
Nella situazione data non sarebbe meglio selezionare i fruitori dell'indennità su base reddituale – introducendo un limite di reddito oltre il quale l'indennità non viene corrisposta - e indirizzare le risorse così risparmiate verso quelle situazioni che economicamente soffrono di più? Un assegno più consistente per le fasce più deboli non potrebbe essere d'aiuto per retribuire una badante e metterla “in regola”?
So che i difensori dell'indennità non correlata al reddito argomentano con sottili disquisizioni sulla particolare natura dell'assegno in questione - diversa da quella dei normali sussidi o integrazioni al reddito - ma a me pare che, in tempi di “vacche magre”, si dovrebbero abbandonare i distinguo ed andare al nocciolo della questione: aiutare chi ha più bisogno.

9 agosto 2011

Nessuno tocchi Caino
“Nessuno tocchi Caino”, l'associazione internazionale che insieme al Partito Radicale conduce una campagna per la moratoria delle esecuzioni capitali,ha presentato il Rapporto 2011: "La pena di morte nel mondo".
Dal rapporto si evince che i tre posti del podio di una immaginaria classifica sono occupati dalla Cina (prima classificata con circa 5000 esecuzioni) dall'Iran (secondo classificato con 546 esecuzioni) e la Corea del Nord (terza classificata con 60 esecuzioni). Negli Stati Uniti si sono avute “appena” 42 esecuzioni.
Va rilevato che, mentre il numero dei Paesi che praticano la pena in parola si è ridotto a 42 da 45 – sono 155 i Paesi che fino ad ora hanno abolito le esecuzioni- , è aumentato il numero complessivo delle esecuzioni che è passato da 5741 nel 2009 a 5837 nel 2010.
Che dire? Dai dati forniti dal rapporto sembra che non abbia ancora dispiegato gli auspicati effetti la Risoluzione ONU per la Moratoria Universale delle esecuzioni approvata dall'Assemblea Generale, fortemente voluta dall'Italia, in particolare dai Radicali.
Resta il fatto - come ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che l'abolizione della pena di morte è un obiettivo di "grande valore etico e civiltà giuridica”.

4 agosto 2011

Fini e i rimborsi spese

In una precedente lettera avevo segnalato la particolare situazione di quei parlamentari che, prima di essere eletti, risiedevano a Roma. Costoro, come i loro colleghi che risiedono fuori della capitale, percepiscono circa 4.000 € a titolo di “rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. In aggiunta a tale rimborso essi percepiscono 1.100 € al mese per “i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino a Montecitorio”. Si tratta, a mio avviso, di una sorta di elargizione a forfait che non trova giustificazione alcuna. Non sarebbe male se il Presidente della Camera Gianfranco Fini, residente a Roma prima della sua elezione a parlamentare, desse il buon esempio rinunciando ai “rimborsi spese” di cui trattasi .

3 agosto 2011

Di Pietro e la buona educazione

Ho appena ascoltato l'intervento di Di Pietro a commento del discorso del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Un intervento farcito di ohh, Silvioo, ahh … che denotano, a mio avviso, oltre che ad una assenza di valide argomentazioni, la mancanza di un minimo di buona educazione.
Ma per la platea sui fa questo ed altro...

21 luglio 2011

La trasparenza
Mai come in questo periodo sono posti sotto la lente di ingrandimento gli emolumenti percepiti dai nostri parlamentari. Accade che le notizie diffuse sull'argomento non sempre corrispondano alla realtà, con conseguenti smentite, precisazioni, rettifiche,ecc. Così, ad esempio, l'onorevole Valter Veltroni ha smentito con durezza l'affermazione di Beppe Grillo secondo il quale l'esponente politico percepirebbe una pensione da oltre 9000 euro.
Per evitare tutto ciò e comunque per una opportuna “Trasparenza” su quanto percepisce ogni nostro eletto in ragione del mandato ricevuto sarebbe sufficiente prendere ad esempio ciò che, su iniziativa del Capo gruppo del Pdl,Vanna Baldan, ha lodevolmente deliberato il Consiglio Comunale di Mira istituendo l'”Anagrafe Pubblica degli Eletti del Comune di Mira”
. Essa è una sezione del sito ufficiale del Comune istituita per agevolare il diritto di accesso e di informazione dei cittadini relativamente alla situazione patrimoniale, agli incarichi ricoperti nel tempo ed alla attività istituzionale degli amministratori del Comune di Mira.
 Per ogni Amministratore, e' possibile, fra l'altro, consultare:
Ÿ la situazione patrimoniale e gli incarichi ricoperti;
Ÿ le indennità,i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune;
Ÿ i rimborsi spese per missioni;
Ÿ le spese telefoniche sostenute dal Comune per l'attività istituzionalmente svolta.
Mi pare che il provvedimento citato bene risponda alla sempre più marcata esigenza di “Trasparenza” della situazione patrimoniale e reddituale dei nostri eletti.

18 luglio 2011

Di Pietro, in piazza contro casta

''Se la casta continuerà a difendere i suoi privilegi ci sarà una ribellione sociale. Per questo io propongo di scendere in piazza alla fine di settembre per una manifestazione di dimensioni mai viste e con una mobilitazione senza precedenti contro la casta al potere''.
Lo annuncia il leader IDV Antonio Di Pietro che chiede tra l'altro l'eliminazione delle province, il dimezzamento dei parlamentari e per l'abolizione dei vitalizi.

Silenzio assordante sul finanziamento pubblico ai partiti.

17 luglio 2011

Debito pubblico e prezzi dei carburanti
Tra i provvedimenti previsti dalla manovra finanziaria 2011 vi è quello della conferma dell'aumento delle aliquote delle accise sui carburanti disposto “temporaneamente” nel giugno 2011 per fronteggiare l'emergenza immigrati conseguente alla guerra libica. Sull'efficacia di tale misura ai fini del contenimento del debito pubblico sono piuttosto perplesso sulla scorta delle considerazioni sotto riportate.
Il debito pubblico è alimentato non solo dalle spese effettuate dallo Stato non coperte da correlative entrate ma anche dagli interessi corrisposti ai possessori di titoli del debito pubblico. L'ammontare di questi interessi varia in relazione ai tassi in atto sui mercati finanziari influenzati, a loro volta, dal tasso di inflazione del momento. In sintesi, più l'inflazione è bassa più bassi sono i tassi di interesse con vantaggio per il debitore, ossia per lo Stato emettitore di titoli del debito. Ora , non vi è dubbio che la conferma dell'aumento delle aliquote delle accise avrà ripercussioni sul prezzo dei carburanti che si rifletteranno, a loro volta, sui costi e sui correlativi prezzi di una grande quantità di beni e servizi e fra questi anche di quelli che rilevano ai fini del calcolo dell'inflazione. Conclusione : più inflazione significa tassi di interesse più alti e conseguente aumento della spesa pubblica per interessi con negativi riflessi sul nostro debito pubblico.

13 luglio 2011

Debito pubblico: allarme
Sul fronte del debito pubblico non si contano gli interventi di politici, di esperti, di sindacalisti, di studiosi,ecc. Tra le varie esternazioni hanno assunto particolare rilievo quelle del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha invitato tutte le forze politiche al senso di responsabilità ed alla collaborazione per superare il difficile momento caratterizzato dalle turbolenze finanziarie nazionali e internazionali.
Che dire?
Tutti concordano sul fatto che la situazione è grave: abbiamo il terzo debito pubblico fra i Paesi industrializzati. Stiamo vivendo i giorni più neri sui mercati finanziari da quando la lira, nel 1992, uscì dallo Sme. Ora, considerato che la questione riguarda la tenuta dell'intero Paese sarebbe bene che il Pd, quale maggior partito di opposizione, abbandonasse il suo antiberlusconismo “ a prescindere” e si dichiarasse disponibile a trovare una forte intesa con l'attuale governo per definire misure anche eccezionali, senza pericolosi allarmismi, per dare soluzione al problema in questione. Si dimostrerebbe più credibile come possibile forza di governo alternativa e, nell'ipotesi di future assunzioni di responsabilità governative, si troverebbe con il problema, se non interamente risolto, quanto meno privato di suoi potenziali effetti esplosivi. Evitare il “patatrac” non è interesse di una sola parte ma di tutti.

12 luglio 2011

Il sogno di D'Alema: siamo sulla buona strada?

18 anni fa Massimo D'Alema dichiarò che sarebbe stato contento solo quando avesse visto Berlusconi chiedere l'elemosina all'angolo di una strada.
Vista l'enormità della somma che Berlusconi dovrà versare a De Benedetti - 560 milioni di Euro – D'Alema potrebbe ben dire che si è sulla buona strada per l'avverarsi del suo sogno.

11 luglio 2011

E' rimborso spese?
La particolare attenzione che, in questo periodo, gli elettori dedicano agli emolumenti percepiti a vario titolo dagli appartenenti alla “Casta” ha fatto emergere una particolare situazione che riguarda i parlamentari che prima di essere eletti già risiedevano a Roma.
Essi sono circa 200 e, come gli altri parlamentari, percepiscono mensilmente a titolo di “Rimborso spese per il soggiorno a Roma” la bella sommetta di € 4.003,11. Essendo l'importo in questione corrisposto a titolo di rimborso spese esso non è soggetto a trattenute fiscali.
Ma se l'importo in parola ha natura di rimborso spese per coloro che al momento dell'elezione non erano residenti a Roma, non altrettanto può dirsi per coloro che al momento dell'elezione, erano già residenti nella capitale. Per costoro, al di là della sua formale denominazione, l'importo di € 4.003,11 non ha certamente i requisiti di rimborso ma quella di reddito vero e proprio che, in quanto tale,andrebbe sottoposto a tassazione e alle trattenute previdenziali e assistenziali.
Insomma, non è possibile chiamare “rimborso spese”, con tutte le conseguenze che ne derivano, ciò che nella realtà dei fatti rimborso certamente non è.

9 luglio 2011

Sull'abolizione delle Province
Antonio di Pietro, con un ammirevole fiuto politico, ha presentato alla Camera un emendamento per l'abolizione delle Province. L'iniziativa non ha trovato accoglimento non solo per il voto contrario della maggioranza ma anche del PD.
Sull'argomento si è sviluppato un vivace dibattito non sempre sorretto da ciò che sta scritto nei programmi elettorali delle forze politiche contrapposte, redatti in occasione delle ultime elezioni politiche. Normalmente la discussione parte dalla convinzione che vi sia un impegno programmatico delle maggiori forze politiche volto alla abolizione di tutte le Province : non è così.
Nel Programma del Pdl nel capitolo “Un piano straordinario di finanza pubblica” è previsto:" Il nostro impegno sarà all'opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva…a partire dal costo della politica e dell'apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili)”.
Nel Programma del Pd nel capitolo “Finanza pubblica” è previsto: "Eliminazione, entro un anno, di tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali, settoriali e non, attribuendo le loro competenze alle Province. Eliminazione delle Province là dove si costituiscono le Città Metropolitane”.
Come si può notare né l'una né l'altra forza politica prevedono, tout court, l'abolizione delle Province: il Pdl la prevede solo per quelle “inutili” senza specificare, peraltro, quali sono, mentre Il Pd -che ipotizza anche un loro rafforzamento - la prevede solo per quelle dove si costituiscono le Città Metropolitane.

28 giugno 2011

Gheddafi e i crimini contro l'umanità
La Corte penale internazionale ha spiccato un mandato di cattura contro Muammar Gheddafi per i crimini contro l'umanità commessi dal leader libico a partire dal 15 febbraio. In particolare, i giudici dell'Aia hanno annunciato che Gheddafi è ora ricercato per aver programmato l'uccisione, il ferimento, l'arresto e la detenzione di centinaia di civili durante i primi 12 giorni di sommosse volte a destituirlo, e per aver cercato di coprire i presunti crimini.
In giurisprudenza la locuzione crimini contro l'umanità definisce le azioni criminali che riguardano violenze e abusi contro popoli o parte di popoli, o che comunque siano percepite, per la loro capacità di suscitare generale riprovazione, come perpetrate in danno dell'intera umanità. La fattispecie fu concepita in dottrina dopo la seconda guerra mondiale, con la diffusione delle tematiche relative ai diritti umani. L ‘accusa di crimine contro l'umanità include tra i casi perseguiti il genocidio, la così detta pulizia etnica, lo sterminio di massa, la deportazione.
Nel corso della storia numerose sono state le persone accusate, giuridicamente o solo politicamente, di questi reati ritenuti i più gravi e orrendi perpetrabili dall'uomo. Nel secolo scorso questa accusa è stata mossa contro i gerarchi del nazismo, Stalin,Mao Zedong, l'ex jugoslavo Slobodan Milosevic, il deposto rais iracheno Saddam Hussein e altri capi di Stato, spesso a capo di una dittatura militare, neonazista, fascista, teocratica o comunista.
Tornando a Gheddafi desta meraviglia il fatto che l'accusa faccia riferimento ad un periodo brevissimo – i primi 12 giorni di sommossa volta a destituirlo – e non anche ai precedenti lunghi anni di dittatura. Significa che, diversamente da come sostenuto da più parti ed a giustificazione dell'insurrezione in atto, il dittatore non si è macchiato in precedenza di alcun crimine contro l'umanità e che le accuse che gli sono state rivolte nel passato erano prive di fondamento?

23 giugno 2011

Tasse o imposte?
Da più parti - forze politiche di opposizione, organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, ecc. – si invoca una riduzione delle tasse. Da parte governativa si risponde ipotizzando la riduzione degli scaglioni delle tasse da cinque a tre.
Il riferimento a tasse non è corretto trattandosi invece di imposte. La differenza tra le due imposizioni è sostanziale.
Come bene è spiegato da Giorgetti in” Corso di scienza delle finanze e diritto tributario “ per imposta si intende “la prestazione pecuniaria che un ente pubblico ha il diritto di esigere in virtù della sua potestà d'imperio….allo scopo di conseguire un'entrata finanziaria destinata all'assolvimento di pubblici servizi e a beneficio della collettività “.
Il fine primario dell'imposta è quello di acquisire i mezzi finanziari indispensabili per coprire le spese pubbliche a domanda indivisibile e non individualizzabile. Sono imposte dirette quelle che colpiscono tipiche manifestazioni della ricchezza come il patrimonio, i redditi dai terreni, dei fabbricati, delle attività imprenditoriali e simili - tipiche sono le imposte sul reddito delle persone fisiche e quelle sul reddito delle persone giuridiche - mentre sono imposte indirette quelle che riguardano i consumi, le transazioni commerciali, le donazioni, le successioni, ecc.
Per tassa si intende invece “una prestazione pecuniaria dovuta ad un ente pubblico in base ad una norma di legge… per l'esplicazione di una attività dell'ente stesso che concerne in modo particolare l'obbligato”. Essa rappresenta cioè la controprestazione pecuniaria dovuta dal contribuente per i servizi resi dall'ente pubblico e che lo riguardano particolarmente ed individualmente.
Sono tasse per esempio, le tasse scolastiche, le tasse per ingresso a musei, gallerie, le tasse per il rilascio di passaporti, le tasse per l'autenticazione e legalizzazione di documenti, le tasse per il controllo di pesi e misure, ecc.
Non vi è pertanto dubbio che ciò che è in discussione in questo periodo non riguarda una eventuale riduzione delle tasse ma di imposte.

21 giugno 2011

Il trasferimento dei Ministeri
Destano forte preoccupazione i richiami di taluni Istituti finanziari internazionali indirizzati al nostro governo sullo stato dei nostri conti pubblici, in particolare del debito pubblico in continua e inarrestabile ascesa. In particolare si auspicano interventi di natura strutturale per contenere o, meglio,per ridurre la spesa pubblica. Il tanto auspicato intervento per ridurre le imposte si rivela ogni giorno più impraticabile proprio in ragione della situazione debitoria del nostro Stato che, per alcuni, si sta avvicinando pericolosamente al default. Cade in tale pericoloso contesto la proposta/ richiesta della Lega di spostare taluni Ministeri non solo da Roma al Nord ma anche al Sud così come ha precisato il Ministro Calderoli - ''Il nostro progetto non riguarda soltanto il Nord ma concerne l'intero Paese, compreso il Sud: riteniamo, infatti, che anche il Mezzogiorno possa, e debba, legittimamente aspirare ad avere dei ministeri dislocati sui propri territori''.
Il progetto in parola mi lascia alquanto perplesso: si tratta di una misura che concorrerà alla non più rinviabile e necessaria diminuzione della spesa pubblica o la aumenterà? E' stato fatto un severo esame dei costi e dei benefici? Aumenteranno l'efficienza e l'efficacia dei Ministeri interessati? Non c'è il pericolo di costose sovrapposizioni fra quelle strutture che inevitabilmente dovranno restare nella Capitale e quelle che saranno decentrate?
Ho riascoltato l'intervento di Bossi a Pontida ed ho letto le successive dichiarazioni di Calderoli ma non ho trovato alcun elemento che rispondesse alle perplessità dianzi esposte.


19 giugno 2011

Telepass gratuito?
Prendo lo spunto dalla martellante campagna pubblicitaria a favore del “Telepass” per manifestare la mia perplessità sul fatto che l'utilizzo del marchingegno in parola sia a titolo oneroso.
Io sono un automobilista che, per i percorsi autostradali, si avvale del sistema di pagamento appena citato; per il suo utilizzo devo pagare oltre, ovviamente, a quanto dovuto per i pedaggi, un canone trimestrale di 3,72 Euro.
Ciò posto, mi chiedo: per quale motivo devo sostenere un onere aggiuntivo per il pagamento del canone in parola quando il maggior vantaggio derivante da tale sistema di pagamento è, a mio avviso, per il gestore dell' autostrada che può impiegare un numero di addetti alle esazioni ai caselli di gran lunga inferiore rispetto a quello necessario con il sistema tradizionale?(al limite, se tutti gli utenti usassero il Telepass, non sarebbe necessario alcun addetto ai caselli per le riscossioni). Basta, in proposito, considerare il fatto che per tenere presidiato uno sportello 24 ore su 24 e per tutti i giorni dell'anno sono necessari 5/6 addetti (3 per coprire le 24 ore della giornata, più le ferie, le festività, le malattie, i sabati e le domeniche,ecc.) A ciò va aggiunto il vantaggio derivante dalla diminuzione del rischio connesso al maneggio ed alla custodia di denaro contante ai caselli. Inoltre, la maggior velocità dei passaggi ai caselli degli automezzi muniti di Telepass consente di contenere il numero degli sportelli con conseguente risparmio sulle infrastrutture.
Sulla scorta di tali considerazioni mi pare che si possa sostenere che agli automobilisti che si avvalgono del Telepass dovrebbe essere praticato, in luogo dell'onere per il pagamento del canone, uno sconto sull'ammontare del pedaggio.
Si possono aggiungere le seguenti ulteriori considerazioni.
.Attualmente il numero dei caselli predisposti per il passaggio di veicoli muniti di Telepass sono di gran lunga inferiori al numero di quelli attrezzati per le altre modalità di riscossione del pedaggio. A mio avviso, il rapporto andrebbe rovesciato a favore dei caselli con Telepass incrementando, il più possibile, il numero degli automobilisti muniti di tale apparecchiatura. Ciò consentirebbe di raggiungere almeno quattro obiettivi che credo possano essere largamente condivisi :
- il primo è quello dell'abbattimento dei tempi di attraversamento dei caselli (soprattutto nelle giornate dell'anno contrassegnate con il bollino rosso, con code che, non raramente, raggiungono anche diversi kilometri);
- il secondo, conseguente al primo, attiene al risparmio del consumo di carburante con evidente vantaggio per il singolo automobilista ma anche per il “Paese” potendo, tale risparmio, dare un qualche contributo al contenimento della salatissima “bolletta energetica” (non sono in possesso di alcun dato ma credo che un approfondito studio sull'argomento darebbe dei risultati molto interessanti) ;
- il terzo obiettivo riguarda la diminuzione dell'inquinamento atmosferico;
- il quarto, infine, riguarda il contenimento delle dimensioni delle strutture delle barriere (appare ovvio che il numero dei caselli può essere inversamente proporzionale al tempo impiegato per la riscossione dei pedaggi; infatti, se, al limite, fosse possibile l'esazione del pedaggio senza alcuna riduzione della velocità di crociera del mezzo, sarebbe sufficiente un numero di sportelli pari a quello delle corsie dell'autostrada considerata) con evidenti miglioramenti relativamente all'impatto ambientale causato dalle strutture di cui trattasi.
A tal proposito credo che, ove il Telepass o altra strumentazione fosse in dotazione su tutti mezzi, sarebbe possibile, con gli attuali sofisticatissimi sistemi informatici (basta,al riguardo pensare alle odierne possibilità di rilevare, per ciascun automezzo che percorre l'autostrada, la velocità sostenuta per percorrere un predefinito tragitto!) l'installazione di barriere “ virtuali” eliminando quelle fisiche attualmente esistenti..
Come si può notare si raggiungerebbero dei vantaggi che, seppure in misura diversa, coinvolgerebbero tutti gli attori:
- gli automobilisti per i minori tempi d'attesa, per i minori consumi e per i minor costi;
- lo Stato per il contenimento, seppure presumibilmente in misura marginale, della “bolletta energetica”, per il minor impatto ambientale e per la diminuzione dell'inquinamento atmosferico;
- le “autostrade” che darebbero un miglior servizio (riduzione dei tempi di transito), che potrebbero contenere le dimensioni del “complesso barriere” e che potrebbero ridurre drasticamente o, addirittura, eliminare le posizioni di addetto alle riscossioni dei pedaggi.
Ma tutto ciò è condizionato dalla diffusione generalizzata del Telepass. Essa può essere raggiunta, eventualmente con la necessaria gradualità, in due diversi modi:
-od offrendo all'automobilista in possesso del Telepass dei vantaggi, in termini tariffari, invertendo il criterio ora adottato che privilegia l'onerosità; (non ho ancora individuato una convincente ragione del perché si debba pagare un canone. I supermercati spingono la clientela all'utilizzo del Bancomat o della Carta di credito, senza alcun sovrapprezzo, per motivi che possono valere anche per le “autostrade”: ridurre, anche per ragioni di sicurezza, il più possibile la giacenza di contante, ridurre il suo maneggio per contenere gli errori, ridurre le perdite di tempo dei cassieri al momento del passaggio delle consegne, ridurre il rischio di incassare banconote false ed, infine, ridurre il costo dell'assicurazione per le rapine);
-o rendendo l'utilizzo del marchingegno in parola, con gradualità, obbligatorio con oneri da distribuire ai suddetti “attori” in misura correlata all'entità dei relativi vantaggi.

11 giugno 2011

Il quorum
Il vero responso dei prossimi referendum sarà quello del quorum, cioè del raggiungimento o meno della soglia del 50 per cento più uno di elettori votanti, necessario per rendere valido il voto.
E' sulla scorta di ciò che talune forze per avversare il successo del referendum sollecitano l'astensione dal voto degli elettori per provocarne il fallimento..
Ed è per questo che piovono proposte di modifica normativa volte ad abbassare il quorum che si è dimostrato difficilmente raggiungibile – dai referendum abrogativi del 15 giugno 1997 non si raggiunge la soglia richiesta - collegandolo eventualmente al tasso di partecipazione alle ultime elezioni politiche.
Quali gli eventuali effetti delle modifiche? Aumenterebbero sicuramente le indizioni di referendum con riflessi, da non dimenticare, anche sul piano dei costi. L'effetto più rilevante di un più facile esercizio dello strumento di democrazia diretta in parola sarebbe però, a mio avviso, quello – certamente non positivo - di una minor stabilità del quadro legislativo quale definito dal concorso dei due rami del parlamento.


10 giugno 2011

Difficoltà
Per rappresentare la situazione di difficoltà in cui si trova una famiglia per reddito insufficiente si dice che “non ce la fa ad arrivare alla quarta settimana”. Peggio doveva stare quella di Lucio Battisti che nella sua splendida canzone “I giardini di marzo” cantava : “… al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti…”.


8 giugno 2011

Julian Assange, già, che fine ha fatto?
Julian Assange, giornalista, programmatore e attivista australiano ha caratterizzato il 2010 sul piano dell'informazione con il caso WikiLeaks. Come si ricorderà Assange tramite il sito WikiLeaks mise in rete una infinità di documenti riservati che interessavano le cancellerie di mezzo mondo. Come ricordano Francesco Caio e Massimo Sideri nel bel libro "Banda Stretta”, “per le sole ambasciate Usa egli mise in rete circa un quarto di milione di cablogrammi”. Il caso ha avuto risonanza mondiale accendendo dibattiti, scatenando polemiche fra gli Stati interessati, occupando intere pagine dei giornali del tempo. La vita dell'interessato è stata vivisezionata alla ricerca di qualche cosa che lo potesse indebolire tanto da indurlo a interrompere il processo di diffusione dei documenti.I media si interrogavano per sapere quanti anni di galera potevano essere inflittigli non solo per il caso WikiLeaks ma anche per una asserita violenza carnale perpetrata qualche tempo addietro.
Poi, e tutto ad un tratto come se fosse stato impartito un ordine, tutti i media hanno cessato improvvisamente di seguire il caso e si può dire che Julian ha cessato di esistere. Nulla sappiamo sul decorso della vicenda: è in galera? E' stato estradato? E' stato processato? Se la sta cavando? .
Una vicenda di risonanza planetaria e sviluppatasi appena qualche decina di mesi fa è scivolata celermente verso il dimenticatoio – complici gli Stati coinvolti che non vedevano l'ora di mettere una pietra tombale su tutto il caso – e di Julian Assange non sentiremo più parlare
.


6 giugno 2011

Indignati
E' uscito di recente un pamphlet scritto dal novantatreenne Stèphane Hessel, diplomatico francese, ex partigiano intitolato “Indignatevi”!
L'espressione impiegata dall'autore – indignatevi – è, sulla scorta del notevole successo conseguito dal libretto in questione, frequentemente utilizzata da personaggi del mondo politico e dello sport per sottolineare uno stato di disagio dovuto alle più varie motivazioni. Per dirla in termini brevi fa ora tendenza affermare con forza e con convinzione “sono indignato”. Così, ad esempio, è frequente che uomini politici ricorrano alle due parole per esternare uno stato di disagio in luogo di argomentazione più complesse e articolate ma, nell'immediatezza, meno efficaci.
In questi giorni è scoppiato l'ennesimo scandalo del calcio scommesse ed ecco che il “sono indignato” appare puntualmente nelle dichiarazioni di taluni personaggi coinvolti in maniera più o meno diretta nella vicenda come, ad esempio, il centrocampista della Roma Daniele De Rossi che ha affermato con convinzione : “sono indignato!”. A me pare che l'interessato sarebbe stato più convincente se avesse rivendicato la propria estraneità ai fatti contestati- così come risulterebbe dalle dichiarazioni del procuratore di Cremona - con argomentazioni più articolate e solide di uno scarno e ripetitivo “sono indignato!”.


30 maggio 2011

Promessa non mantenuta

Qualche sera fa ho visto partecipare ad una trasmissione televisiva il senatore a vita Giulio Andreotti. Lucidissimo, ironico come sempre e pronto alla battuta : invidiabile!
Pensare che, come ricorda lo stesso senatore nel suo “ Diari 1976 – 1979 “, egli aveva promesso alla consorte, signora Livia, che al compimento del sessantesimo anno avrebbe lasciato tutto e sarebbe andato in pensione.
Dopo quella promessa Giulio Andreotti ha assunto la carica – oltre a quella di Ministro di vari Dicasteri per numerose volte - quella di Presidente del Consiglio dei Ministri per ben cinque volte rinviando via via la sua andata in quiescenza ad una data futura ancora non raggiunta.

25 maggio 2011

Tremonti e i poveri
Il Ministro Giulio Tremonti ha contestato la rappresentazione fatta dall'Istat secondo cui un italiano su quattro è a rischio povertà argomentando, tra l'altro, che “negli ultimi dieci anni la ricchezza in Italia non è scesa, ma anzi è salita”.
La querelle è destinata a durare e non si risolverà fino a che non sarà chiarito a quale povertà l'uno e l'altro facciano riferimento. Come ho già avuto occasione di ricordare, secondo Luca Ricolfi (Illusioni Italiche) è possibile individuare almeno cinque fattispecie di povertà.
1. La prima, la “povertà assoluta”: quanti vivono in una famiglia che guadagna meno del paniere di sopravvivenza: il 4.9% della popolazione;
2. la seconda, “la povertà relativa”: quanti guadagnano meno della metà della famiglia mediana : il 13,6% della popolazione;
3. la terza: la “ povertà come deficit”: spendere di più di quello che si guadagna, ossia non arrivare alla fine del mese, il 18,1% della popolazione ;
4. la quarta : “la povertà come il rischio di diventare poveri”, 19% della popolazione;
5. la quinta : “la povertà soggettiva” se si ritiene che il reddito percepito non sia adeguato, in quanto inferiore alla cifra che consentirebbe un'esistenza senza lusso ma senza privarsi del necessario : il 70% della popolazione italiana.

Alla domanda quanti sono i poveri in Italia sono possibili pertanto cinque risposte, passando dal 4,9% al 70 % della popolazione. E' evidente che, senza un chiarimento preventivo circa il tipo di povertà che si richiama, ogni discussione sull'argomento risulterebbe viziata in partenza.

24 maggio 2011
Montezemolo sul trespolo

L'ex presidente di Confindustria e attuale presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo è salito, per l'ennesima volta, sul trespolo ed ha criticato senza mezzi termini il governo, la maggioranza ed anche l'opposizione ed è tornato a chiedere “scelte, anche coraggiose, a governo e politica”.
Mi pare che il momento non sia particolarmente favorevole per dispensare critiche all'operare di altri e di suggerire sbrigativi e generici suggerimenti alla politica nel suo complesso.
Non è il caso, se è così facile trovare soluzioni per risolvere gravi problemi quali quelli che affliggono il Paese, impegnare fantasia ed energie per individuare soluzioni finalizzate a risolvere i problemi che penalizzano il glorioso marchio della Ferrari?
Il presidente di questa realtà aziendale concentri i propri sforzi per evitare che milioni di tifosi continuino a soffrire nel vedere la leggendaria “Rossa” costretta ad arrancare dietro vetture evidentemente frutto dell'impegno di un management meno ciarliero e concentrato sul raggiungimento dell'obiettivo, ossia quello di vincere le gare.

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18 maggio 2011
Soccorso ai vincitori

Assistendo nel corso di trasmissioni televisive a interventi di taluni opinionisti, fatti a commento dei risultati elettorali di Milano, mi è venuto in mente quel detto (di Biagi o di Flaiano?) secondo il quale gli italiani sono bravissimi ad andare in soccorso ai vincitori.


16 maggio 2011

Maddalena e la Costituzione
Il Gazzettino ha dato ampio spazio all'intervento del Presidente (facente funzioni) della Consulta Paolo Maddalena in merito alle recenti proposte legislative di modifica della Costituzione presentate dal Pdl.
L'illustre giurista ha, tra l'altro, affermato che “la prima parte della Costituzione non si può toccare”. Trattasi di un orientamento assunto da molti esperti della materia ma che non riesco a comprendere.
La nostra Carta fondamentale prevede espressamente la possibilità di revisione della Costituzione disciplinandone l'iter all'138. Lo stesso articolo non individua alcuna norma costituzionale per la quale non sia possibile una eventuale revisione; il solo limite imposto dai nostri costituenti risiede nel divieto previsto dall' art. 139 che recita “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”.
Va comunque osservato che la particolare e onerosa procedura prevista per le leggi costituzionali – doppia lettura, maggioranza assoluta, possibilità di referendum –appare di assoluta garanzia per evitare qualsiasi “colpo di mano”.


15 maggio 2011

Tremonti se ne frega
Il Ministro Giulio Tremonti, a commento degli ultimi provvedimenti governativi e in risposta a dei rilievi critici, ha affermato che della questione dell'utilizzo delle spiagge “non me ne importa un tubo”.
Egli facendo ricorso ad una frase fatta in luogo di quella “normale”- non me ne importa nulla – ha esaltato il suo pensiero sull'argomento attirando l'attenzione non solo per il contenuto della sua risposta ma anche per l'espressione utilizzata che non ricorre normalmente nelle esternazione dei Ministri.
L'episodio in parola fa venire alla mente la frase fatta coniata da Mussolini “me ne frego” sicuramente più rozza di quella pronunciata da Tremonti ma di uguale significato.
Il motto “Me ne frego”, tipico dell'era fascista, era
spesso usato per “adornare” le divise degli squadristi. L'espressione rievocava il periodo della guerra; infatti si narra che molti combattenti, arditi e non, una volta feriti, usavano fasciarsi la ferita con le bende con su scritto “me ne frego”, e continuavano a combattere. Essa è anche il titolo di una canzone di quei tempi.
Il ritornello – quello più noto - faceva:
Fascisti, avanti, avanti, avanti
Che già viene la riscossa
Or non più la tuba rossa
Questo suol calpesterà!
Per d'Annunzio e Mussolini
Eia eia eia Alelà
Me ne frego Me ne frego
Me ne frego è il nostro motto
Me ne frego di morire
Per la santa libertà.
Una versione diversa del ritornello così recitava:
Me ne frego non so se ben mi spiego
Me ne frego con quel che piace a me
Me ne frego non so se ben mi spiego
Me ne frego con quel che piace a me

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13 maggio 2011

D'Alema e la stampa
L'onorevole Massimo D'Alema ha reagito con vigore alla notizia diffusa da taluni organi di informazione su asseriti finanziamenti pervenuti alla Fondazione “Italiani europei”, vicina all'esponente politico in parola, affermando che “Solo una certa informazione di serie B ha raccattato….”
Il rapporto dell'esponente politico con la stampa non è mai stato facile. Ne è testimone Giampaolo Pansa nel suo ultimo libro “Carta straccia”.
Ricorda l'autore del libro che l'esponente politico ebbe a dire: “I giornali? E' un segno di civiltà non leggerli. Bisogna lasciarli in edicola e, inoltre: “L'ho detto una volta per tutte, con validità erga omnes, con valore perpetuo: quello che scrivono i giornali è sempre falso”.

Alla luce di questi precedenti ricordati da Pansa, le più recenti esternazioni di D'Alema appaiono quasi dei leggeri buffetti.
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1 maggio 2011

Le colpe dei padri ricadono sui figli?
Stamane gli organi di informazione radiotelevisivi hanno dato con enfasi la notizia dell'uccisione da parte delle forze armate coordinate dalla Nato di un figlio di Gheddafi: che tristezza!
Ma come, si riveste di un alone positivo il fatto che un padre sia stato così dolorosamente colpito nei suoi affetti più cari in una azione militare priva, a mio avviso, di qualsiasi comprensibile significato.
Non voglio negare le responsabilità politiche di Gheddafi ma esse non giustificano il ricorso alla forza, come sta avvenendo, sia pure sotto la foglia di fico dell' Onu e della Nato.
Che significato e giustificazione possono avere le uccisioni di civili – i così detti “effetti collaterali” – provocati dai bombardamenti praticati dalle Forze armate “Alleate“? Perché ci siamo dichiarati disponibili all'assunzione di così gravi responsabilità?
In ogni caso, per giustificare l'uccisione del figlio di Gheddafi, non vale il ricorso ad una frettolosa e superficiale lettura dell' Antico Testamento: “le colpe dei padri ricadono sui figli”.
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28 aprile 2011

Libia
Esportiamo la democrazia con i bombardamenti ? NO, non sono d'accordo
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21 aprile 2011

La formazione delle leggi
L'iniziativa legislativa dell'onorevole Ceroni volta a modificare l'art. 1 della Costituzione è stata accolta e commentata da molti con malcelata supponenza, come il segretario del Pd Pierluigi Bersani che ha proposto ironicamente di modificare la norma in questione in “la Repubblica è fondata su Scilipoti".
Non comprendo l'atteggiamento volto a demolire ammantando di ridicolo la proposta di Ceroni .
Egli si è avvalso di una norma costituzionale, l'art. 71- che all'evidenza, non è stata scritta dai padri costituenti per nulla - che recita: “L'iniziativa delle leggi appartiene…..a ciascun membro delle Camere…".
Ritiene l'onorevole Bersani che siano degne di attenzione e non ridicole solo le proposte che siano frutto di iniziativa della segreteria del Pcus, pardon, del Pd?
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4 aprile 2011

Ma non parte
Luca Cordero di Montezemolo in una sua recente esternazione – critica nei confronti dell'attuale governo - ha lasciato per l'ennesima volta intendere che potrebbe “scendere in campo” impegnandosi così direttamente in politica.
La cosa è stata accolta con commenti non unanimi dagli esponenti delle forze politiche: c'è chi ritiene che l'interessato potrebbe utilmente concorrere alla soluzione dei problemi che affliggono il nostro Paese, c'è chi vede, invece, nella eventuale presenza di Montezemolo una non gradita concorrenza che recherebbe disturbo all'attuale equilibrio.
A questi ultimi mi pare che si possa dire di stare tranquilli: l'ex presidente di Confindustria ricorda quel coro – se non erro dell'Aida - in cui tutti cantano per almeno venti minuti buoni “partiam partiam” senza che nessuno si sposti di un solo passo sul palcoscenico.
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2 aprile 2011

Ufficio Stampa, questo sconosciuto
“Mira celebra l'anniversario dell'Unità d'Italia”
Tra le “Novità”- Newsletter di oggi del Comune mi giunge il seguente invito :“Mira celebra l'anniversario dell'Unità d'Italia”
“Guarda il filmato realizzato dal Sindaco e dall'Ufficio Stampa del Comune, presentato in occasione del consiglio comunale che ha ricordato il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.”

Incuriosito dalla opportuna e positiva iniziativa sono andato a vedere sul sito del Comune la struttura organizzativa del richiamato “ Ufficio Stampa”. Risultato: l'Ufficio Stampa non esiste !!!

La redazione - Sarà stato un pesce d'aprile o l'ennesima prova di efficenza della maggioranza -

29 marzo 2011

La pena di morte
Nel novembre del 2007 all'ONU venne votata una risoluzione sulla moratoria della pena di morte, fortemente voluta dall'Italia e, in particolare, dai Radicali.
Come ebbe modo di scrivere in quei giorni Edoardo Pittalis in un lungo commento all'evento “si tratta di un fatto importantissimo e di una conquista di civiltà e forse non è lontano il giorno in cui il boia si sveglia e scopre di non avere più lavoro nel mondo”.
Viene a questo punto da chiedersi quale efficacia abbia avuto la risoluzione votata all'ONU che, in quel tempo, aveva suscitato molte speranze: è passato poco tempo e le coscienze non sono ancora maturate? Si è trattato solo di un pezzo di carta, sottoscritto per fare bella figura e poi messo nel cassetto delle cose da dimenticare? I paesi contrari alla pena di morte e l'ONU non si sono impegnati al di là del voto a suo tempo espresso?
Leggendo il recentissimo “Rapporto sulla pena di morte" di Amnesty International riscontriamo luci ed ombre. Infatti, mentre da un lato il numero complessivo delle esecuzioni ufficiali è calato da almeno 714 nel 2009 ad almeno 527 nel 2010, dall'altro lato il Rapporto mette in evidenza una serie di passi indietro: nel 2010, sei Paesi e territori hanno eseguito condanne a morte dopo un intervallo nelle esecuzioni. Due regioni, Asia e Medio Oriente, sono state responsabili della maggior parte delle esecuzioni nel 2010. In particolare la Cina ha usato la pena di morte nei confronti di migliaia di persone per un'ampia serie di reati, anche di natura non violenta e al termine di procedimenti che non hanno rispettato gli standard internazionali sui processi equi.
In ogni caso mi pare che non si possano che condividere le considerazioni finali espresse da Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International :
"Ogni paese che continua eseguire condanne a morte sfida le norme sui diritti umani e gli organismi delle Nazioni Unite. L'obiettivo finale di ogni Paese dovrebbe essere l'abolizione della pena capitale. Un mondo libero dalla pena di morte non solo è possibile, è inevitabile. La domanda è quanto ci vorrà".


24 marzo 2011

Galan: con idee si trovano fondi
Dichiarazione del nuovo Ministro dei Beni e Attività Culturali Giancarlo Galan
: “Dobbiamo credere nella forza delle idee, lavorare fin da subito per progetti sostenibili, puntare a traguardi raggiungibili, perché è con le idee e con i progetti che troveremo i finanziamenti necessari e indispensabili per ridare senso e vitalità alla cultura italiana'. Propositi sicuramente condivisibili.
Fa seguito una notizia sull'argomento riportata dalle Agenzie". "Il governo trova i fondi per spettacolo e cultura. Non rincara il cinema, ma la benzina di due cent".
Considerazione: non erano necessari grandi progetti e idee innovative per individuare la fonte di finanziamento nel solito aumento del prezzo della benzina.


22 marzo 2011

Guerra o no?
Il Presidente del Consiglio Berlusconi, relativamente ala vicenda Libia, ha affermato : “Desideriamo che il comando delle operazioni passi alla Nato e che ci sia un coordinamento diverso da quello istituito finora''.
A mio avviso si tratta di un affermazione necessaria per evitare, da un lato, che l'Italia cada sotto il divieto previsto dall'art. 11 della Costituzione ossia l'utilizzo della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversia internazionali e, dall'altro lato, per fare rientrare il nostro intervento nell'ambito delle previsioni della seconda parte del sopra richiamato art.11 Cost. che la tutelerebbe dalla accusa di avvalersi della guerra per la risoluzione della controversia con la Libia.
Sempre con riferimento all'art.11, ci troveremo ancor più scoperti dall'accusa di ricorso alla guerra qualora l'Italia dovesse assumere direttamente il comando delle operazioni delle sue forze armate.

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20 marzo 2011
Siamo in guerra?

Oggi il ministro La Russa ha fatto sapere che oltre alle basi l'Italia ha messo a disposizione otto aerei. Dunque siamo in guerra, a tutti gli effetti. Ma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dice di no: "Non siamo entrati in guerra. Siamo impegnati in un operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu".
Va a spiegare a coloro che ci rimettono la pelle che l'intervento delle nostre forze armate è legittimo e che non siamo in guerra poiché esso rientra nelle previsioni della seconda parte e non della prima dell'art. 11 della Costituzione.

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Gli innocenti
Secondo quanto riferisce Il Gazzettino “è di 64 morti e 150 feriti il bilancio provvisorio fornito dal regime libico delle vittime dei raid aerei compiuti ieri in diverse zone della Libia”
Non so se i 64 morti siano quelli che , con insolita frequenza , vengono fatti vedere dagli schermi televisivi distesi su dei lettini di una camera mortuaria.
Sono immagini che impressionano e che fanno sorgere una domanda: di quali colpe si erano macchiati quei poveracci così gravi da meritare di morire sotto un bombardamento?
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19 marzo 2011

Un silenzio assordante
Gli Stati Uniti e l'Europa hanno deciso per il divieto di volo agli aerei libici e per azioni di bombardamento su quei territori.
Personalmente sono molto perplesso. Ma che fine hanno fatto quelle forze di sinistra che, invocando erroneamente l'art. 11 della Costituzione, contestavano con molta energia gli interventi delle nostre forze armate in Paesi stranieri?
Che assordante silenzio!
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17 marzo 2011

Calderoli e i blu jeans
Ho assistito alla trasmissione televisiva dedicata alla cerimonia celebrativa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia con la bella prolusione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Non credo di essere un “ bacchettone “ ma non mi nascondo che ho provato un senso di disagio nel vedere che il Ministro della Repubblica Roberto Calderoli indossava, per l'occasione, un consunto paio di blu jeans.
E' vero, come dice l'antico adagio, che l'abito non fa il monaco ma…

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15 marzo 2011

Fini e le modifiche alla Costituzione
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, durante un incontro con gli studenti di un liceo romano, affermò che “Non si può' dire 'vergogna' se la maggioranza modifica da sola una parte della Costituzione''.
In una sua recente dichiarazione il leader di Futuro e Libertà sembra aver cambiato orientamento con l'affermare che non si può modificare la Costituzione “ a colpi di maggioranza”.
Non condivido quest'ultima posizione assunta da Fini.
La Costituzione prevede, sostanzialmente, due diversi percorsi per le modifiche costituzionali. Il primo si realizza qualora il nuovo testo sia approvato a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Il secondo attiene alla diversa ipotesi di approvazione delle modifiche con maggioranze meno consistenti. In questa situazione la nuova legge può essere sottoposta a referendum - c. d. referendum confermativo – quando entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne facciano domanda un quinto dei membri della Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge è promulgata se è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Ciò ricordato possiamo trarre due considerazioni, la prima : non si fa alcuna forzatura costituzionale, diversamente da ciò che sostengono molti esponenti politici, se si introducono modifiche al testo in questione poiché è la stessa Costituzione che ne prevede la possibilità disciplinandone l'iter da seguire.
La seconda: la richiesta maggioranza di due terzi o, nel caso di maggioranze parlamentari meno robuste, la possibilità di esperire un referendum confermativo appaiono garanzie del tutto sufficienti per evitare qualsiasi “colpo di mano“.

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11 marzo 2011

Il sogno di D'Alema
18 anni fa Massimo D'Alema dichiarò che sarebbe stato contento solo quando avesse visto Berlusconi chiedere l'elemosina all'angolo di una strada.
Secondo la classifica annuale di Forbes il Presidente del consiglio scende al 118mo posto con 7,8 miliardi di dollari contro la 74ma posizione e i 9 miliardi di dollari dell'anno precedente.
Con questo trend di impoverimento quanti anni dovrà attendere D'Alema per veder soddisfatto il suo desiderio?


2 marzo 2011
E i nomi?

Sto leggendo il capitolo “Denaro e società” – riservato alla corruzione e alla menzogna – dell'ultima fatica letteraria di Vittorino Andreoli, “Il denaro in testa“.
Scrive l'autore : …Si è giunti a fatti sconvolgenti come la nomina di un ministro per impedire che potesse essere giudicato la settimana seguente grazie a una impunità che una legge aveva garantito ai corrotti con alte cariche di governo, ministri inclusi”.
E ancora: “…. Il caso più emblematico, che entrerà in tutti i manuali di sociologia della bugia , riguarda un ministro della Repubblica ( non so se si possa usare ancora questa nobile definizione di sistema) proprietario di una magnifica casa con vista sul Colosseo, che ha ottenuto a seguito di un atto di corruzione pagato con una bustarella da 900.000 euro….”.
Gli episodi cui fa riferimento il prof. Andreoli sono noti : il primo riguarda l'ex ministro Aldo Brancher ed il secondo l'ex ministro Claudio Scajola.
Perché l'autore non riporta i nomi delle persone coinvolte? Perché non chiarisce a quale “atto di corruzione” faccia riferimento? Non ritiene che nella lotta alla menzogna e alla corruzione, per la quale il predetto pare voglia fornire un contributo, si debba dare una informazione il più possibile completa e trasparente?
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23 febbraio 2011

Gheddafi
I tragici eventi di questi giorni, che hanno coinvolto anche la Libia, hanno posto sotto la lente di ingrandimento la linea di politica estera seguita dal nostro governo. In particolare, da parte delle opposizioni, si critica l'atteggiamento “troppo amichevole e confidenziale” tenuto nel rapporto con il leader libico dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Va al proposito ricordato che l'atteggiamento “morbido” nel rapporto interpersonale con il Colonnello, tenuto dai nostri governanti che via via si sono succeduti, si inserisce in una lunga tradizione che trae origine fin da quando Gheddafi assunse il potere.
Giulio Andreotti - nel suo bel libro “Visti da vicino”- con riferimento ad un suo viaggio in Libia nelle vesti di Presidente del Consiglio nel novembre del 1978, quando incontrò per la prima volta il leader libico, ricorda che: “... La difformità delle tesi non impedì però di instaurare un colloquio corretto e quasi amichevole, lasciandoci senza alcuna asperità”.
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16 febbraio 2011

Il Pil ed il tenore di vita
Gli organi di informazione hanno dato un notevole rilievo alla notizia del sorpasso della Cina – diventata la seconda economia del mondo -- sul Giappone che occupava la posizione fin dal 1968 . Il termine assunto per il confronto è costituito dal Pil dei due Paesi : 5.474,2 miliardi di dollari per il Giappone e 5.878,6 miliardi di dollari per la Cina.
Dalla notizia, così come ci viene fornita, è possibile trarre la conclusione che il tenore di vita dei cinesi sia più elevato di quello dei giapponesi?
Come bene affronta e sviluppa l'argomento Marco Panara nel suo bel libro ‘La malattia dell'Occidente' : “Il problema del tenore di vita delle popolazioni nasce dal fatto che la crescita del Pil non dice tutto. In particolare non ci dice come sia prodotta la ricchezza di un paese e come sia distribuita”.
A dimostrazione di ciò va osservato che Il Giappone, pur cedendo il secondo posto mondiale alla Cina, resta comunque 10 volte più ricco del vicino asiatico, come dimostrano i dati del Pil pro capite. Secondo i dati non ancora ufficiali nel 2010 ogni cinese ha guadagnato circa 3.600 dollari, contro una cifra dieci volte più alta dei giapponesi.
In ogni caso, come stanno affermando illustri economisti, il Pil si sta dimostrando un parametro non più sufficiente per misurare il tenore di vita di una popolazione. In aggiunta a tale dato economico andrebbero infatti considerati altri parametri attinenti, ad esempio, alla sicurezza personale e sociale, alla sanità, all'istruzione, all'ambiente e così via.


14 febbraio 2011
Il Presidente e lo scioglimento del Parlamento

Si è sviluppato un acceso dibattito sul comunicato del Quirinale relativo al'incontro del Presidente della Repubblica con il Presidente del Consiglio soprattutto in relazione alla “ minaccia” contenuta nelle ormai famose due righe circa lo scioglimento del Parlamento.
C'è chi sostiene che non si deve affatto dare per scontato che il Presidente Giorgio Napolitano possa arrivare ad assumere il provvedimento in parola tenuto anche conto dei suoi aspetti caratteriali che certamente non lo indirizzano verso scelte traumatiche o di rottura.
A tal proposito, riporto di seguito talune significative frasi tratte dal ritratto di Giorgio Napolitano che ne fa Gian Domenico Stella nel suo bel libro”Avanti Popolo – Figure e figuri del nuovo potere italiano”:

“…Più che il coraggio, però, a Napolitano è mancato il pathos. Ciò che mi ha sempre colpito, nella sua storia, è che pare non ci sia mai stato un momento traumatico di verità. Tutto è spiegato, storicizzato, smussato “( affermazioni di Piero Borghini);
“furono accesissimi, in certi momenti, gli scontri tra il futuro presidente e il compagno Colajanni. Al punto che un giorno, scrive Giancarlo Perna, lui reagì all'accusa di non aver fegato facendo spallucce: Napoleone è un cane sciolto. E quello gli rispose con una sassata: io sarò un cane sciolto, ma lui è un cane da grembo. Parole micidiali. Aspre quanto quelle che, sempre ruotando intorno alla sua cautela cardinalizia additata come arrendevolezza, gli scagliavano da sinistra”;
“L'unico di cui mi permetto di parlare male è Giorgio Napolitano. Il suo stemma è: coniglio bianco in campo bianco" (affermazioni di Lodovico Festa). Spunto dal quale “IL Foglio” di Giuliano Ferrara ha tratto un titolo: "Il fattore C. Dove la C non sta per comunismo ma, appunto, per coraggio”;
“Se potesse, Napolitano scriverebbe da sé la propria biografia in termini molto razionali. Nel modo più sobrio, asettico burocratico possibile”.
Se le “pennellate” sopra riportate rispondono alla realtà, ho l'impressione che ben difficilmente il Presidente arriverà ad esercitare il suo potere di scioglimento delle Camere.


12 febbraio 2011
Travaglio e il Presidente della Repubblica

Nel corso della trasmissione televisiva Anno Zero Marco Travaglio ci ha somministrato, con la solita aria di primo della classe, il consueto pistolotto colmo di livore nei confronti di Silvio Berlusconi. Egli, trascinato dalla foga, ha tra l'altro affermato che “come è noto, Il Presidente del Consiglio non è nominato dal popolo ma dal Parlamento“. L'affermazione non è corretta : il Parlamento non riveste alcun ruolo nella fase di nomina del premier ma solo nella successiva fase del conferimento o meno della fiducia al nuovo governo.
A tal proposito riporto ciò che prevede il secondo comma dell'articolo 92 della Costituzione : “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri…”.
Trattasi di norma chiarissima che non necessita di alcuna interpretazione se non di quella letterale.


31 gennaio

Firme: chi le ha viste?
Il segretario del PD Pierluigi Bersani ha dato l'avvio alla raccolta di dieci milioni di firme per chiedere le dimissioni del premier Silvio Berlusconi. L'obiettivo è molto ambizioso. Walter Veltroni, quando era segretario del PD, dette il via ad una raccolta di (sole?) cinque milioni di firme per protestare contro il governo; esse, come egli disse, dovevano costituire “la base della grande manifestazione che il PD ha promosso per l'autunno”.
La manifestazione si è tenuta ma che fine ha fatto la raccolta in questione atteso che nessuno ne ha più parlato? Eppure cinque milioni di firme erano un obiettivo estremamente prudenziale considerato che alle elezioni politiche il Partito Democratico aveva ottenuto più di dodici milioni di voti. Si trattava, quindi,  di una sfida che indubitabilmente poteva considerarsi già vinta in partenza ma che, se ben ricordo, non ebbe alcun seguito.

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Tirare a campare
Dichiarazione di Pierferdinando Casini: “meglio andare al voto piuttosto che tirare a campare”. L'espressione fa venire alla mente ciò che disse, con la consueta impareggiabile ironia, Giulio Andreotti in risposta a Bettino Craxi che accusava il governo di tirare a campare: “E' meglio tirare a campare che tirare le cuoia !”.


24 gennaio 2011

Libri
La scelta della Giunta di Preganziol a guida leghista di ritirare dagli scaffali della biblioteca civica il libro "Gomorra" di Roberto Saviano ha sollevato un vivace dibattito. Il Gazzettino ha dato avvio ad un sondaggio ponendo la seguente domanda: “si tratta di un comportamento comprensibile o inaccettabile?“
La vicenda fa seguito alle iniziative assunte a suo tempo dall'assessore alla cultura della Provincia di Venezia nei confronti delle opere degli scrittori che a suo tempo hanno firmato l'appello a favore di Cesare Battisti.
Anche se il riferimento appare eccessivo vale comunque la pena di ricordare ciò che accadde a Berlino il 10 maggio del 1933 allorchè i nazisti bruciarono circa 25000 libri ritenuti pericolosi per il regime.
Per coloro che vorranno esprimere il proprio parere sull'argomento ricordo ciò che disse il filosofo Heinrich Heine : “ Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone”.
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La Libia e Finmeccanica
La Libia, attraverso il suo “fondo sovrano” Lybian Investment Authority, ha superato la soglia del 2% della sua partecipazione nel capitale di Finmeccanica.
L'ingresso nella proprietà delle aziende dei “fondi sovrani” può senz'altro essere utilissimo per contribuire a superare eventuali difficoltà finanziarie del momento. Non va, però, sottovalutato un altro importantissimo aspetto che è strettamente connesso a quello finanziario: è il governo della azienda finanziata. Chi fa un investimento così importante come quello libico non si accontenta certo di eventuali ritorni economici ma mira anche, e in taluni casi soprattutto, al governo dell' azienda.
Ma se nella maggior parte dei casi è tollerabile la presenza nelle stanze dei bottoni di rappresentanti dei “fondi sovrani” non lo è, invece, per talune aziende che sono particolarmente importanti dal punto di vista strategico per il nostro Paese. E'proprio il caso di Finmeccanica – azienda holding dell'aerospazio e difesa - fornitrice per il nostro esercito di delicatissime apparecchiature militari. Cosa si potrebbe dire, e cosa direbbero i nostri alleati, se nel Cda di detta azienda si collocasse un rappresentante di un “fondo sovrano” iraniano?
Io non so se per tali evenienze si siano posti in essere idonei strumenti normativi di difesa per ostacolare scalate non gradite; ciò che balza all'evidenza è il fatto che in piena globalizzazione non è possibile lasciare il destino di talune aziende affidato alle semplici ma spietate leggi del mercato.


3 gennaio 2011

Il Presidente e la promulgazione delle leggi
Il Presidente della Repubblica ha promulgato la “legge Gelmini" indirizzando contestualmente una lettera al Presidente del Consiglio contenente osservazioni, rilievi, suggerimenti, ecc.: “Promulgo la legge ai sensi dell'art.87 della Costituzione non avendo ravvisato nel testo motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere correttiva della legge approvata a conclusione di un lungo e faticoso iter parlamentare…”.
Ciò rilevato non riesco a collocare nella nostra Costituzione la lettera inviata al Presidente del Consiglio.
Al riguardo,richiamo il ruolo che il Capo dello Stato ha in materia di formazione delle leggi. Il tutto è disciplinato dagli artt. 74 e 87 della Costituzione: “Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.” (art.74) e "Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti” (art. 87).
Ciò ricordato, a me pare che di fronte alla promulgazione di una legge il Capo dello Stato si trovi ad un bivio: non la promulga e chiede con messaggio motivato alle Camere una nuova deliberazione oppure promulga la legge tale e quale senza peraltro accompagnare la sua firma con lettere o note contenenti osservazioni, suggerimenti, ecc. Infatti nessuna norma prevede che la promulgazione possa essere accompagnata da un messaggio del Capo dello Stato al Capo del Governo.
A tal proposito, mi chiedo cosa accadrebbe se il Governo non tenesse in alcun modo conto dei rilievi, delle osservazioni e dei suggerimenti formulati dal Capo dello Stato. La Costituzione non può essere di aiuto nel risolvere questa ipotetica controversia non avendo previsto che potesse sorgere tale situazione conflittuale.


2 gennaio 2011
La stangata

Gli organi di informazione riferiscono che è in arrivo una stangata di oltre 1.000 euro sulle tasche delle famiglie italiane. Si presume che tra rincari di alimentari, benzina, tariffe, assicurazioni e servizi bancari, il 2011 sarà "un anno infelice", con un impatto di 1.016 euro annui a famiglia.
Sull'argomento intervengono con dichiarazioni e commenti le forze politiche, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei consumatori, ecc..
Continua, per converso, il silenzio del “Garante per la sorveglianza dei prezzi” (Mister Prezzi) che - per norma di legge - ha proprio il compito di vigilare in difesa dei cittadini sul corretto andamento dei listini e dei prezzi sul mercato.


30 dicembre 2010
I conti
"Occorre rigore nei conti". In una lettera inviata a tutti i ministeri, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti chiede la collaborazione di tutto il governo per contenere la spesa pubblica. "Anche in relazione al generale contesto europeo - scrive il titolare del dicastero di via XX Settembre - resta confermata l'esigenza di una rigorosa azione di contenimento della spesa pubblica".
La questione del nostro elevatissimo debito pubblico non è più rinviabile e richiede interventi di contenimento della spesa rigorosi anche se dolorosi. Come scrive Marco Panara nel suo bel libro ‘La malattia dell'Occidente': “….Quello dei debiti pubblici….è un macigno che pesa sulla vita di tutti noi e che peserà su quella dei nostri figli, una piovra che allunga i suoi tentacoli sulla crescita ma anche sulla politica, sul consenso, sulle prospettive della globalizzazione, sui rapporti tra i paesi e tra le aree economiche.” .Come ci ricorda, poi, Jacques Attali nel suo altrettanto bel libro “ Come finirà? ” dedicato proprio alle questioni connesse con il debito pubblico degli Stati”…quel che è certo è che siamo entrati in una zona pericolosa dove i governi e il mercato si osservano, chiedendosi chi dei due sparerà per primo”.
Va tenuto presente che, per concorde valutazione della maggior parte degli studiosi, il tempo a disposizione per portare a termine efficaci interventi di contenimento della spesa pubblica non è molto: come ricorda Attali i mercati sono in agguato, pronti a premere il grilletto di una pistola che è già carica.

27 dicembre 2010

Lo scontro ( Su La Repubblica:it )

“Questione morale, De Magistris scuote l'Idv. Di Pietro risponde: "Vuole il mio posto". Qualche tempo fa avevo scritto la notarella che segue……..


Di Pietro e l'Idv

Dichiarazione di Di Pietro:”L'Italia dei Valori non sta vivendo nessuna scissione, né è affetta da ‘correntismo', per quanto ci sperino i giornali ed i nostri avversari”.

E se l'Idv stesse vivendo la seguente evoluzione?
Di Pietro, ieri : noi dell ‘Italia dei Valori….
Di Pietro oggi : io e De Magistris, dell'Italia dei Valori…
De Magistris domani: io, dell'Italia dei Valori….


24 dicembre 2010
Imparzialità: dibattito possibile?
Non molto tempo fa avevo pubblicato la nota qui di seguito riportata che affronta il tema dell'imparzialità dei Presidenti della Camera e del Senato. Ritengo opportuno riproporla in considerazione dell'iniziativa intrapresa dalla Lega volta ad affrontare l'argomento in sede parlamentare.

Presidenti delle Camere e imparzialità
Pare che Silvio Berlusconi e Umberto Bossi vogliano sottoporre al Capo dello Stato la questione di una ipotetica incompatibilità tra il ruolo marcatamente “politico” assunto da Gianfranco Fini e quello di Presidente della Camera.
Sulla delicata questione va, anzitutto, rilevato che la nostra Costituzione nulla dice sui poteri dei Presidenti delle Camere, rinviando tutto alle norme regolamentari. Ciò posto, ci si chiede fino a dove il Presidente di una Camera può spingersi con dichiarazioni di natura squisitamente politica? C'è un limite e dove e da chi può essere individuato il confine? Le sue dichiarazioni devono essere “neutre” o possono essere anche
fortemente di parte? E' corretto che possa fare le pulci al Governo su norme, in ipotesi, già approvate dalla Camera di cui egli è Presidente? E' giusto che con le sue esternazioni possa condizionare la formazione del libero convincimento dei deputati chiamati a votare su un provvedimento non condiviso dallo stesso Presidente?
La dottrina dice poco sull'argomento. In generale si sostiene che il Presidente ed i componenti l'ufficio di presidenza, anche se tratti da elementi di partito, hanno l'obbligo di esercitare le loro funzioni in modo del tutto imparziale, ma ciò pare essere rivolto a garantire la libertà di manifestazione del pensiero e dei voti delle varie parti. L'imparzialità che si richiede al Presidente giustifica la prassi dell'astensione del medesimo dalle votazioni.
Ma rilevato succintamente che i Presidenti delle camere devono essere imparziali, chi è chiamato a verificare tale imparzialità? E se essa dovesse palesemente essere violata che cosa succede? Non lo so.

22 dicembre 2010
Previsioni
Nella notarella riportata in calce alla presente e scritta nel gennaio del corrente anno, si ipotizzava la nomina di un altro assessore.
Si stanno avverando le previsioni?

“La pace a Mira"
Finalmente, dopo le lunghe traversie che hanno interessato la maggioranza, il Bilancio è stato approvato. Nel lungo intervento – una sorta di preambolo politico - che ha preceduto la votazione il Sindaco ha escluso che il rinnovato accordo tra le fila della maggioranza abbia interessato o interesserà il soddisfacimento di ambizioni di tipo personalistico e comunque di una parte.
Ciò premesso rilevo che assordanti silenzi stanno diffondendo la voce che il raggiungimento della pace sia il frutto di un impegno volto a ritoccare – non subito, è ovvio, ma tra quindici giorni, tra un mese… ? - il numero degli assessori. Sorgono, come si dice, spontanee delle domande: e il contenimento dei costi? e chi pagherà? Mah, alla prossima”.

21 dicembre 2010
La pressione fiscale
Continua il dibattito attorno ai dati forniti dall'Ocse sull'andamento della nostra economia. In particolare ci si sofferma sul dato relativo alla pressione fiscale che sarebbe cresciuta nel 2009 al 43.5 % del prodotto interno lordo dal 43.3% del 2008.
Ma è sempre un fatto negativo se essa aumenta? Va precisato che per pressione fiscale si intende il rapporto tra l'ammontare delle imposte e il ; a valore costante del Pil, la pressione fiscale aumenta se aumenta l'ammontare delle imposte e diminuisce se questo si riduce.
Essa può pertanto aumentare a causa di una stretta fiscale, ossia a seguito dell'introduzione di nuove imposte o all'aumento delle aliquote delle imposte esistenti. Va, tuttavia, tenuto in considerazione il fatto che un aumento della pressione di cui trattasi può anche derivare da una diminuzione dell'evasione fiscale. Se diminuisce l'evasione aumenta l'ammontare delle imposte incassate e, conseguentemente, aumenta la pressione fiscale ; ecco però che un aumento della pressione fiscale rifletterebbe una situazione economica favorevole e non negativa.

12 dicembre 2010
Mozione di sfiducia
Leggendo gli organi di informazione ho notato che il SI il NO che i parlamentari dovranno esprimere il 14 dicembre per il voto di fiducia nei confronti del governo non sono utilizzati per illustrare medesime situazioni e intendimenti.
Il testo della mozione di sfiducia congiunta di Fli, Udc, Api, Mpa, Liberaldemocratici, sottoscritta anche da Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti, depositata alla Camera dei Deputati prevede che “……La Camera dei Deputati, preso atto che la delicata situazione internazionale, la crisi economica e monetaria che aggredisce l'Europa ….esprime ai sensi dell'art. 94 della Costituzione la sfiducia nei confronti del governo".IL
Il 2° comma del richiamato art. prevede,che “Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale”.
Ciascun parlamentare sarà quindi chiamato ad esprimere il proprio voto con un SI o con un NO. Ma se vota SI si intende che condivide il contenuto della mozione e quindi esprime la sfiducia nei confronti del governo oppure con il suo SI esprimi la propria fiducia nei confronti del governo? E se vota NO si deve intendere che egli è contrario al contenuto della mozione e quindi esprime la fiducia al governo oppure deve intendersi che è un NO rivolto al governo?
Sono perplessità e dubbi che sorgono a coloro che non conoscono la materia: tutto sarà sicuramente chiaro per chi dovrà esprimere il suo voto che, in questa fase, sarà particolarmente importante.


8 dicembre 2010

Visite ad Arcore

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha rivolto aspre critiche nei confronti del Sindaco di Firenze Matteo Renzi “reo” di essere andato ad Arcore per un colloquio con Silvio Berlusconi sostenendo che sarebbe stato meglio se egli fosse andato a Palazzo Chigi.
Ciò ricordato propongo il seguente indovinello:
chi ha affermato qualche tempo fa che, nell'interesse del Paese, sarebbe andato ad Arcore “anche a piedi”?.

4 dicembre 2010
La Svizzera e WikiLeaks
Il mondo è attraversato periodicamente da eventi che investono più o meno direttamente tutti i Paesi. Così si può dire per le guerre (l'Irak, l'Afganistan, taluni Paesi dell'Africa, ecc.), per gli eventi sportivi (le Olimpiadi), per fatti culturali (assegnazione degli Oscar del cinema, dei premi Nobel) per eventi catastrofici(terremoti, alluvioni, incendi) per fatti di politica internazionale (Unione Europea, G8, G20), ecc.
C'è un Paese, pur avanzato ed economicamente forte, che non è quasi mai investito da eventi quali sopra evidenziati a mò di esempio: è la Svizzera. Essa appare come un corpo estraneo della comunità internazionale, salvo beneficiare sul piano finanziario di eventi negativi che investono altri Paesi.
Così,sentiamo parlare pochissimo della Svizzera e potremmo contare sulle dita di una mano i servizi giornalistici che interessano il Paese in questione.
Apprendiamo ora che il sito informatico di Assange, WiKiLeaks, - che tanto sta preoccupando e imbarazzando i governi di mezzo mondo - è stato “sfrattato” dall'America, Esso ha però prontamente trovato accoglienza ed ha riaperto nel giro di poche ore sotto un dominio della, in questo caso accogliente, Confederazione Elvetica.

3 dicembre 2010
Ce ne freghiamo
Ha suscitato una accesa polemica l'espressione del coordinatore del Pdl Denis Verdini : “…ce ne freghiamo". C'è chi ritiene che egli si sia rivolto al Capo dello Stato, c'è chi ritiene, invece, che il destinatario sia stato Gianfranco Fini. Al di là di ciò osservo che il tutto ricorda il “me ne frego” di Benito Mussolini.
“Me ne frego” era un motto tipico dell'era fascista ed
era spesso usato per “adornare” le divise degli squadristi. L'espressione rievocava il periodo della guerra; infatti si narra che molti combattenti, arditi e non, una volta feriti, usavano fasciarsi la ferita con le bende con su scritto “me ne frego”, e continuavano a combattere. Essa è anche il titolo di una canzone di quei tempi.

Il ritornello – quello più noto - faceva:
Fascisti, avanti, avanti, avanti
Che già viene la riscossa
Or non più la tuba rossa
Questo suol calpesterà!
Per d'Annunzio e Mussolini
Eia eia eia Alelà
Me ne frego Me ne frego
Me ne frego è il nostro motto
Me ne frego di morire
Per la santa libertà

Una versione diversa del ritornello così recitava:
Me ne frego non so se ben mi spiego
Me ne frego con quel che piace a me
Me ne frego non so se ben mi spiego
Me ne frego con quel che piace a me


21 novembre 2010
Dove è Bari
Nichi Vendola,nel corso di una lezione tenuta presso la Georgetown University di Washington, ha disegnato su una lavagna il profilo dell'Italia indicando erroneamente la posizione di Bari sopra al Gargano, all'altezza di Ancona e Pescara, saltando a piè pari il Molise. Non male per il Governatore di quella Regione! Sicuramente qualcuno imputerà la responsabilità dell'errore a Berlusconi per gli asseriti tagli alla cultura.

13 novembre 2010
Il rottamatore
Particolarmente in questo periodo capita spesso di assistere a trasmissioni televisive ove è ospite il sindaco di Firenze Matteo Renzi, detto “Il rottamatore" in quanto sostenitore dell'esigenza di un ricambio della nostra classe politica in ragione dell'età.
Ascoltando le sue articolate e non sempre del tutto chiare argomentazioni mi viene anzitutto in mente la favola di quel cavaliere che “saltò baldanzosamente sul suo focoso destriero e partì in tute le direzioni”.
In ogni caso, sull'opportunità di mandare a casa i leaders di una certa età, vorrei ricordare taluni uomini politici che, ultrasettantenni, hanno disegnato da protagonisti la storia del nostro mondo : Konrad Adenauer, Ronald Reagan,Winston Churchill, Charles de Gaulle, Deng Xiaoping ( che, ottantenne, guidava più di un miliardo di cinesi), ecc. ecc., l'elenco potrebbe essere lungo.
Come ho avuto modo di ricordare in altra occasione, di “grandi vecchi” è piena la storia, qualche esempio: Giuseppe Verdi che compone il Falstaff a 80 anni, Galileo Galilei che, vecchio debilitato e cieco, continua a mantenere rapporti con gli scienziati di tutta Europa e che, sotto l'occhio vigile dell'Inquisizione, riprende e porta a termine il capolavoro in cui vengono gettate le basi della dinamica moderna, Pablo Ricasso che dipinge uno splendido autoritratto a 90 anni, Edison, l'inventore del telegrafo a ripetizione, che produce la sua ultima invenzione ad 81 anni, Charlot che ottiene l'Oscar alla carriera a 83 anni e che ha l'ultimo figlio a 73 anni, De Chirico che negli ultimi anni della sua vita si dedica alla litografia di opere importanti quali "I promessi sposi", l'Apocalisse" e così via.

12 novembre 2010

Discutibili abitudini

Sta prendendo piede, da parte di uomini politici – vedi per tutti gli onorevoli Pierluigi Bersani e Italo Bocchino – la discutibile abitudine di presentarsi in video senza la giacca, in camicia e con le maniche arrotolate.
La cosa mi fa venir in mente sia una persona che vuol apparire disponibile, amichevole e colloquiale sia quella che desidera rivendicare e sottolineare il proprio ruolo di preminenza nel contesto dato.
Ma l'immagine che più viene richiamata è quella del celebre dipinto “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo dove un uomo in maniche di camicia è alla testa di un gruppo di contadini in sciopero che avanzano verso la luce, lasciandosi un tramonto alle spalle.

1 novembre 2010
Prove di candidatura
Il Partito Democratico sta incontrando qualche difficoltà nella individuazione del candidato sindaco per le elezioni amministrative a Bologna.
L'altro giorno è stato a lungo ospite della trasmissione televisiva su Rai 3 “Alle falde del Kilimangiaro" il prof. Andrea Segrè, Preside dell'Università di Agraria di Bologna : solo una coincidenza o prove di candidatura?

Fini: quali garanzie per contrastare pratiche ostruzionistiche?
Gianfranco Fini, parlando ai circoli romani di Futuro e liberta', ha annunciato che Fli farà ostruzionismo sulle leggi salva premier.
Il Presidente della Camera ha fatto ovviamente riferimento all'ostruzionismo parlamentare che viene posto in essere da minoranze quando tendono ad impedire l'approvazione di misure volute dalla maggioranza.
Il primo rilevante episodio di ostruzionismo della nostra storia repubblicana avvenne nella primavera del 1949 in occasione della discussione per la partecipazione italiana al Patto Atlantico. Fu, senza dubbio, il più aspro e drammatico scontro che si sia svolto nelle aule parlamentari con colluttazioni, insulti,minacce,ecc.
Sul Corriere della Sera si poteva leggere: "All'improvviso ecco balzare alto sulla mischia il comunista Pajetta che, partito come un razzo dal terzo settore, con tre balzi aerei, da un settore all' altro, è piombato a tuffo nel groviglio di teste, braccia, e gambe e in quel groviglio sparisce inghiottito...". Quel dibattito si concluse il 18 marzo del 1949 dopo cinquantuno ore di polemiche e di bagarre.
Due anni dopo - nell' autunno del 1951 - troviamo comunisti e socialisti di nuovo mobilitati. Questa volta contro l' odiato ministro degli Interni Mario Scelba che aveva presentato un ambizioso progetto di difesa civile che doveva entrare in azione nel caso di guerra o di calamità naturali. Il sospetto era che quel progetto potesse preludere a una svolta autoritaria.
Un altro rilevante episodio di ostruzionismo avvenne nel 1953. Era in discussione una nuova legge elettorale di tipo maggioritario che le sinistre definirono subito "legge truffa". Per evitarne l' approvazione l' opposizione presentò ben 1600 emendamenti.
Ma l' ostruzionismo è stato praticato anche dalla destra. Per esempio nel 1962 - in occasione dell' istituzione della Regione a statuto speciale Friuli Venezia-Giulia - quando i missini si opposero con forza.
Un ostruzionismo ripetuto nel 1970 quando il Parlamento discusse l'istituzione delle Regioni.
E negli anni Settanta anche la Dc non ha disdegnato l' ostruzionismo, in forma vivacissima, in occasione delle leggi sul divorzio e sull' aborto.
Nel periodo 1976/1981, il modello dell'ostruzionismo è il leader radicale Marco Pannella. Da ultime va ricordata l'ostruzione praticata dal Pci sul provvedimento del governo Craxi di riduzione della scala mobile.
Ciò ricordato, si rafforzano le mie perplessità sul doppio ruolo coperto da Gianfranco Fini: Presidente della Camera e capo del partito Fli.
Come può il leader politico in questione affermare che il suo partito praticherà in sede di discussione di taluni provvedimenti legislativi una pratica comportamentale – l'ostruzione - che è fatta apposta per impedire una ordinata discussione? Questo sarebbe del tutto lecito e ammissibile se egli non rivestisse quell'importante carica di Presidente della Camera che ha, tra le sue funzioni, sicuramente anche quella di contrastare eventuali pratiche ostruzionistiche.

21 ottobre 2010
Scritte fasciste
Il Gazzettino ha dato avvio al seguente sondaggio : “ Durante il restauro di un edificio a Treviso è emersa una scritta dell'era fascista. Secondo voi deve restare visibile? ”.
Il lettore è invitato ad esprimersi non sul contenuto della scritta quanto sulla opportunità che essa venga conservata. Per quanto mi riguarda ho espresso il voto favorevole alla luce della considerazione che le scritte sugli edifici che raccontano l'epoca di Benito Mussolini ineriscono comunque alla storia del nostro Paese e che gli interventi volti alla conservazione di scritte fasciste non rientrano certamente nel novero delle iniziative volte alla riorganizzazione del partito fascista, vietate dalle Disposizioni transitorie della nostra Costituzione repubblicana.
Sulle scritte : alcune sono diffusamente conosciute, altre meno Esse appartengono in ogni caso ad un passato ormai lontano che più non tornerà. Ed è per questo che ritengo che esse possano essere tranquillamente ricordate e lette con assoluta serenità. Ne riporto, qui di seguito talune sicuramente conosciute dalle persone “ mature” ma non dalle “ nuove” generazioni:
- CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE
- MOLTI NEMICI MOLTO ONORE
- E' L'ARATRO CHE TRACCIA IL SOLCO MA E' LA SPADA CHE LO DIFENDE
- NOI TIREREMO DRITTO
- DIO PATRIA FAMIGLIA
- IL FASCISMO RIVENDICA IL SUO PREMINENTE SPIRITO CONTADINO
- SE AVANZO SEGUITEMI
- BISOGNA SOPRATUTTO OSARE

- NESSUNO PENSI DI PIEGARCI SENZA AVER PRIMA COMBATTUTO

- QUEL CHE DOBBIAMO CONQUISTARE CI INTERESSA DI PIU' DEL GIA' CONQUISTATO
E molte altre.

10 ottobre 2010
L'Unità
Secondo quanto riferiscono gli organi di informazione la proprietà del quotidiano L'Unità avrebbe deciso di chiudere le redazioni di Firenze e di Bologna, e di licenziare undici giornalisti (più due poligrafici). Pare che la causa più rilevante della crisi del quotidiano risieda nel calo della tiratura a favore de "Il Fatto" fondato da giornalisti provenienti dal giornale in questione.
Non è la prima volta che L'Unità si trova in una situazione di crisi. Così scrisse Alberto Ronchey nel 1985 nel suo bel libro “Giornale contro”: “…considerando l'aumento dei costi e gli sbalzi di tiratura dell'Unità, il Pci ha deciso riduzioni delle pagine locali e degli organici, secondo quella logica di gestione aziendale che in genere viene riassunta con termini come ‘ristrutturazione' o ‘risanamento…”
.
Passano gli anni, cambia la proprietà, ma i problemi si ripetono.

6 ottobre 2010
Invasioni di campo
Non è la prima volta che la stampa cattolica attacca Silvio Berlusconi per il contenuto delle sue esternazioni e per l'azione del suo governo. Si può essere d'accordo o meno e ciascuno è libero di trarne personali convincimenti.
Sulle così dette "invasioni di campo" ricordo una simpatica storiella apparsa su una pubblicazione della Sezione Agordina del CAI del 1968 che di seguito riporto:
"Li 12 agosto 1802 il molto reverendo Don Giuseppe Terza di Wengen, di 37 anni cooperatore di questa Parroccchia di Pieve di Livinallongo da due anni, in compagnia di altri sei, tra i quali due sacerdoti andò, per motivo di diletto e curiosità,alla montagna grandemente eccelsa, nomata Marmolada, che si erge coperta di neve e ghiacci eterni; colà giunto, contro il concorde avviso di tutti i suoi compagni, che erano tutti propensi al ritorno , ad onta dei gravi rischi del percorso, decise di proseguire da solo, piuttosto che tornare sui suoi passi.
Proseguì lo sventurato e più non tornò e, a onta di diligenti e reiterate ricerche, non lo si potè ritrovare nè vivo, nè morto, essendo il più probabilmente sdrucciolato e sepolto in una delle fenditure del ghiacciaio, che si trovano in gran copia, ed aperte e nascoste e profondissime.
Riposi in pace e tragga ammaestramento ognuno dell'altrui ventura, in ispecie i sacerdoti, cui compete restarsene a casa loro, a leggere, studiare, pregare, ecc. ecc.".

15 settembre 2010
La strage
Leggo su
www.ilgazzettino.it :
Mira. Passa con lo scooter mentre il semaforo diventa rosso: muore 22enne.
Bolzano. Un 14enne compra lo scooter, cade e muore a trecento metri da casa.
Vicenza. Drammatico schianto a Rossano Scooter contro auto: muore un ventenne.
Venezia. Un'auto taglia la strada allo scooter: cameriere muore a Bibione.
Strage sulle strade del Nordest: cinque motociclisti morti in altrettanti incidenti.
Udine. Motociclista 30enne perde la vita dopo aver investito un'auto a un incrocio.
E' un vero e proprio bollettino di guerra che coinvolge soprattutto giovani e giovanissimi. E' una situazione drammatica che riguarda in particolare il nostro Paese o la questione investe in eguale misura anche gli altri Paesi industrializzati? Sono allo studio misure efficaci – educazione stradale nelle scuole,inasprimento delle norme di comportamento, ecc. – non apparendo tollerabile che, soprattutto nei fine settimana, si debba fare uno spaventoso elenco di vite perdute?

10 settembre 2010
I carnefici -
La vicenda della prevista lapidazione in Iran di Sakineh, condannata a morte per adulterio e per presunta complicità con l'omicidio del marito, sta suscitando vivaci proteste in larga parte del mondo. Non altrettanto era accaduto per l'esecuzione di una condanna a morte avvenuta, di recente, negli Stati Uniti mediante fucilazione così come richiesto dal condannato. C'è un aspetto che unisce le due vicende: l'esistenza di persone disponibili ad infliggere la morte ad un essere umano: due plotoni di esecuzione, l'uno provocando la morte con il lancio di pietre, l'altro prendendo la mira e sparando. Orribile!

28 agosto 2010
La visita di Gheddaffi
La visita del colonnello Gheddaffi sta suscitando forti critiche da parte delle forze politiche di opposizione che contestano la politica estera praticata dal nostro governo nei confronti della Libia.
Ma è davvero una novità l'atteggiamento “morbido” tenuto dai nostri governanti nei confronti del colonnello Gheddaffi, dovuto principalmente a motivi di real politik?
Così scriveva Alberto Ronchey più di 25 anni fa, nell'ormai lontano 1983:
“Giulio Andreotti, durante la sua missione a Tripoli, ha menzionato con gentile compiacenza il ‘socialismo religioso' di Muammar El Gheddaffi. Non mancavano, s'intende, ragioni pratiche per compiacere Gheddaffi. L'interscambio italo – libico in lire supera 6 mila miliardi; viene dalla Libia l'11 per cento del petrolio che l'Italia consuma; vivono laggiù 14 mila italiani…”
Gli anni sono trascorsi ma le ragioni di fondo che hanno indotto i governanti di allora a seguire una politica estera prudente con quel Paese appaiono ancora di tutta attualità.

12 agosto 2010
.......................................................... omissis

7 agosto 2010

Continuano le "carezze" di Antonio Di Pietro al Pd.
Da una lettera inviata da Antonio Di Pietro al noto intellettuale Paolo Flores d'Arcais (il solo nome è un programma):
"....i maggiorenti del Pd conoscono solo la legge del più forte.... alla fine arriveranno, speriamo non a tempo scaduto, anche i pachidermi del Pd".
E così via.

2 agosto 2010
L'alleato
Dichiarazione di Antonio Di Pietro al Fatto Quotidiano: "Il Pd ha dimostrato ancora una volta di essere un partito fatto di ammiccamenti, di speculazioni. Il Pd non è nè carne nè pesce, e questo ci impone di creare un'alternativa, non possiamo aspettare che si sveglino".
Non male considerato che l'espressione del leader dell'Idv è rivolta ad un partito alleato.

31 luglio 2010
Espulsioni
Divampa la polemica per la vicenda che vede protagonista il Presidente della Camera Gianfranco Fini.
In questo caso l'fonorevole Fini è in qualche modo soggetto passivo nel senso che egli subisce un provvedimento di censura per le sue continue punzecchiature nei confronti del governo e, in particolare, nei confronti del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Nel passato e in una circostanza diversa Fini assunse, per converso, un ruolo di soggetto attivo nel senso che egli fu colui che, avvalendosi del suo ruolo di Segretario, assunse un provvedimento di espulsione dal MSI . La vicenda riguardò Giorgio Pisanò - direttore del giornale Candido e membro del Comitato Centrale e della Direzione Nazionale del Movimento Sociale Italiano - per il suo rifiuto di sciogliere il movimento Fascismo e Libertà.
Come ricorda Adalberto Baldoni nella sua "Storia della Destra" Fini, per evitare altre possibili defezioni, tira fuori dal cilindro il richiamo ai nostalgici dichiarando alle agenzie che "il fascismo è parte integrante della storia di tutti gli italiani e della radice ideale e politica, mai rinnegata del Msi- Dn".

24 luglio 2010
La costosa comunicazione
Vivace dibattito su una televisione locale fra rappresentanti di vari partiti. Si discute di alcuni argomenti fino a quando il dibattito si sviluppa sugli asseriti tagli previsti dalla manovra varata dal Governo alle Province e ai Comuni . Interviene l'onorevole Paniz (Pdl) il quale, dopo aver fatto presente che ci sono Comuni e Province che "pagano i comunicatori anche cinquantamila Euro", si è chiesto perchè gli interessati, Sindaci e Presidenti, "non si fanno la comunicazione da soli" tagliando la spesa e dirottando la somma risparmiata ai servizi.
Mi è venuta in mente la situazione di Mira....

La redazione - sostituiamo i puntini di Luigi con alcune informazioni:
a - il Comune di Mira
ha un ufficio stampa con due dipendenti con professionalità perfettamente in grado di soddisfare le esigenze di comunicazionè e di segreteria particolare del Sindaco.
b - dopo la sua elezione a sindaco, Carpinetti ha deliberato l'assunzione di una nuova figura:
"Il Portavoce" (giornalista della Nuova) con un costo annuo a carico dei Cittadini di circa 60.000 euro che moltiplicato per cinque anni ammonta a circa 300.000 euro di minori investimenti.
c - grazie Sig. sindaco per averci insegnato come si sprecano i soldi dei cittadini per poi ricordarci ad ogni occasione che mancano le risorse.
Domanda: governo cattivo o amministratori spreconi ed incapaci???

22 luglio 2010
L'espulsione impossibile
La ruvida espressione pronunciata da Gianfranco Fini verso Berlusconi : "Che fai, mi cacci?" era apparsa, agli occhi dei più, come uno sfogo improvviso e poco controllato del Presidente della Camera. Nel seguito i rapporti tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si sono sempre più deteriorati non solo sul piano politico ma anche su quello personale. Ora, da parte di coloro che addebitano la responsabilità dell'insostenibile situazione all'ex leader di AN, si invoca una iniziativa risolutiva da parte del leader del Pdl, Silvio Berlusconi, consistente nell'espulsione di Fini dal Partito. Generalmente si valutano le conseguenze e le opportunità politiche di un provvedimento del tipo ipotizzato - l'espulsione - dando per scontato che esso possa essere assunto, cosa che, invece, non appare, anzi.
Secondo quanto è sostenuto dagli studiosi di diritto costituzionale i Partiti sono "associazioni di fatto" la cui vita è disciplinata da uno Statuto. Orbene, lo Statuto del Pdl specifica quali sono le cause che possono giustificare diniego di iscrizioni ed espulsioni.
Gianfranco Fini è un aderente al Partito e come tale può perdere la qualità di aderente soltanto per uno dei motivi tassativamente indicati all'art. 6; in particolare, per il caso che ci occupa, "per espulsione, inflitta in seguito a provvedimento disciplinare". La procedura prevede che
ogni associato che ritenga sia stata violata una norma dello Statuto o che sia stata commessa una infrazione disciplinare o un atto comunque lesivo della integrità morale del Popolo della Libertà o degli interessi politici dello stesso, può promuovere con ricorso scritto il procedimento disciplinare avanti al competente Collegio dei Probiviri.
Appare difficilmente ipotizzabile il ricorso alla procedura sopra richiamata per giungere all'feffetto voluto - l'allontanamento di Fini dal partito - e ciò sia perchè ciò appare politicamente impercorribile sia per la difficoltà di individuare e circoscrivere comportamenti politici idonei a giustificare una espulsione.
Dalle brevi considerazioni sopra esposte mi pare che alla domanda di Fini "Che fai, mi cacci?"
Berlusconi non possa che rispondere "vorrei ma non posso".

La redazione - le cronache ci raccontano che quando "Er cachetta" pose la fatidica domanda, i tifosi della curva nord (che normalmente non leggono lo statuto dell'associazione benefica che è servita a fare grande anche chi era piccolo) si siano alzati all'unisono gridando "siiiiii". Come al solito inascoltati. Peccato.

17 luglio 2010
La povertà
Accade sempre che si accende un vivace dibattito quando l'ISTAT diffonde i dati sulla povertà. E' interessante notare che spesso si fanno ragionamenti sul numero dei poveri senza specificare a quale povertà si faccia riferimento. Già l'Istituto di statistica distingue tra una situazione di “Povertà assoluta” (quanti vivono in una famiglia che guadagna meno del paniere di sopravvivenza: circa il 5% della popolazione) da quella di “ Povertà relativa” (quanti guadagnano meno della metà della famiglia mediana: circa il 13% della popolazione).
Ma, come scrive Luca Ricolfi nel suo bel libro “Illusioni Italiche”, accanto alle predette categorie di povertà, ve ne sono altre tre :
la prima “Povertà come deficit”, ovvero spendere più di quello che si guadagna (non arrivare alla fine del mese), circa il 18% della popolazione;
la seconda “ Rischio di povertà”, come il rischio di diventare relativamente poveri, circa il 19%;
la terza “ Povertà soggettiva”, come la situazione vissuta da colui che pensa che il suo reddito non sia adeguato, circa il 70% della popolazione italiana.
Quindi, alla domanda : quanti poveri ci sono in Italia si possono dare 5 diverse risposte con valori che vanno da circa il 5% al 70%!

16 luglio 2010
Strade argentine
Lino Toffolo nel suo intervento su Il Gazzettino - come sempre divertente e graffiante– sviluppa argomentazioni critiche sullo stato della viabilità della nostra Regione, in particolare per quanto riguarda le dimensioni delle nostre strade ed autostrade. Tra l'altro egli riferisce della sua esperienza fatta all'estero rilevando che “ A Buenos Aires (appena tornato) l'autostrada attraversa il centro della città (12 corsie) in un paese medio povero”.
Non rispondo alle valutazioni del bravo comico sulle dimensioni delle nostre strade, in ordine alle quali si potrebbe sviluppare un articolato e approfondito dibattito, ma chiedo a Toffolo se non si è chiesto con quali risorse il “paese medio povero”, come egli definisce l'Argentina, abbia realizzato la faraonica infrastruttura richiamata. Ricordo che non solo lo Stato dell'Argentina ma anche la città di Buenos Aires ha emesso una valanga di titoli di debito che non sono mai stati rimborsati ,come possono attestare centinaia di migliaia di risparmiatori italiani. Come dice un recente adagio : “è facile fare il frocio con il cu… degli altri”.

14 luglio 2010
Lo spot
Comè noto il turismo rappresenta un fatto importantissimo per il nostro Paese e bene fanno le istituzioni interessate a diffondere il più possibile le opportunità offerte dalle incomparabili bellezze del nostro territorio e dal nostro patrimonio artistico e culturale.
In questo contesto unanime consenso ha raccolto la disponibilità manifestata dal Presidente del Consiglio Berlusconi nel dare la propria voce in uno spot pubblicitario volto ad invitare i nostri concittadini a trascorrere le loro vacanze nella bella Italia.
E' un esempio di come si debba e si possa fare squadra per raggiungere un obiettivo che sia generalmente condiviso; ciò pretende, però, che tutti remino nello stesso senso per raggiungere la massima efficacia.
Ciò premesso, mi ha molto meravigliato il particolarmente lungo servizio trasmesso dal TG5 nella edizione serale sulle bellezze e sulle opportunità di divertimento offerte da Ibiza, nota località balneare spagnola. Il servizio mi è apparso come uno spot pubblicitario e non ho compreso l'impegno profuso dal predetto TG nel confezionare e nel trasmettere un servizio che va esattamente nella opposta direzione rispetto all'invito formulato dal Presidente del Consiglio.

13 luglio 2010
Protesta intempestiva
Come riportato da Il Gazzettino, il Sindaco e gli Assessori di Mira, sabato mattina, sono scesi in piazza per distribuire volantini contro la manovra finanziaria che togli i fondi necessari ad amministrare.
Suggerisco ai predetti di contattare il Sindaco di Torino Chiamparino - che rappresenta i Comuni - per farsi illustrare il contenuto dell'intesa raggiunta sull'argomento tra il Governo ed i Comuni.

10 luglio 2010
Indovinello estivo
A chi appartiene la seguente affermazione :
“Mussolini è stato il più grande statista del secolo”?
La redazione - A chi indovina una foto con autografo e dedica del Presidente della Camera.

9 luglio 2010
Giornali e proprietà
Accade talvolta che il Tg3, nel fornire o commentare delle notizie, faccia riferimento a “IL Giornale” precisando, anche, che esso è di proprietà della famiglia Berlusconi.
Mi chiedo perché non venga fatto la stesso richiamo alla proprietà per gli altri giornali citati specificando, ad esempio, che “La Repubblica” è di proprietà  di De Benedetti, che “la Stampa” è di proprietà della famiglia Agnelli, che “Il Gazzettino” è di proprietà della famiglia Caltagirone, che “Libero” è di proprietà della famiglia Angelucci e così via.

27 giugno 2010
Non abbiate paura
Il Cardinale Crescenzio Sepe è indagato nell'inchiesta della procura di Perugia sulla vicenda dei Grandi eventi. L'ipotesi di reato è quella di concorso in corruzione aggravata. Immobili della santa Sede sarebbero stati ceduti o messi a disposizione per ottenere "favori" da pubblici ufficiali. Nella prima omelia in pubblico, tenutasi in una chiesa napoletana dopo la notizia dell'avviso di garanzia per corruzione, il cardinale ha citato "il grande Papa Giovanni Paolo II", rammentandone il grido: "Non abbiate paura".
Come ricorda Vittorio Messori nel suo bel libro - intervista al Papa "Varcare la soglia della speranza" - che fece molto scalpore sia perchè era la prima intervista ad un Sommo Pontefice, che per i suoi contenuti - "il pontificato di Papa Giovanni II iniziò con un grido che ebbe ed ha tuttora nel mondo echi profondi: Non abbiate paura!"
E, nello stesso libro, Il Papa ricorda: "Quando il 22 ottobre 1978 pronunciai in piazza San Pietro le parole "non abbiate paura!", non potevo rendermi del tutto conto di quanto lontano avrebbero portato me e la Chiesa intera. Il loro contenuto proveniva più dallo Spirito Santo, promesso dal Signore Gesù agli apostoli come Consolatore, che dall'uomo che le pronunciavaò".
E ancora "L'esortazione "Non abbiate paura" va letta in una dimensione molto ampia. In un certo senso, era una esortazione rivolta a tutti gli uomini, un'esortazione a vincere la paura nell'attuale situazione mondiale, sia in Oriente sia in Occidente, tanto al nord quanto al Sud.
Non abbiate paura di ciò che voi stessi avete creato, non abbiate paura nemmeno di tutto ciò che l'uomo ha prodotto e che sta diventando ogni giorno di più un pericolo per lui! Infine, non abbiate paura di voi stessi!.
E, per finire,: "Cristo diceva agli apostoli, in specie a Pietro: Non abbiate paura. Ebbero paura quando venne arrestato, ebbero ancor più paura quando, risorto,apparve loro".
Ciò brevemente ricordato sui precedenti della fortissima espressione, colma di significati, ricordata e pronunciata da Giovanni Paolo II, mi permetto di osservare come il richiamo formulato dal cardinale Sepe appaia fuori luogo essendo la vicenda nella quale egli è coinvolto relativa non a questioni di fede ma a vicende terrene o, meglio, attinenti a fabbricati.

23 giugno2010
La firma consapevole
Il senatore Trancredi del PDL ha presentato un emendamento alla legge finanziaria avente per titolo il Condono edilizio.
L'ipotizzato provvedimento si riallaccia al condono edilizio del 2003 e contiene due nuovi aspetti di assoluto rilievo: il primo attiene alla possibilità di condonare edifici sorti abusivamente su aree protette; il secondo prevede il diritto di prelazione in sede d'asta per la vendita dell'immobile abusivo per il soggetto che ha compiuto l'abuso.
Inevitabili proteste e contestazioni sono state avanzate nei confronti del presentatore del provvedimento da tutte le parti politiche. Intervistato sulla questione il parlamentare in parola ha assicurato che ritirerà il provvedimento al quale aveva apposto la sua firma non consapevolmente non avendo letto il testo dell'emendamento!
Una riflessione: se un funzionario impiegato nel settore privato con una retribuzione paragonabile a quella percepita dal suddetto senatore firmasse documenti aziendali inconsapevolmente senza averli prima letti, che cosa accadrebbe? Semplice, verrebbe metaforicamente preso a calci nel sedere.

18 giugno2010
Gianfranco Fini e le correnti.
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini, ormai normalmente in rotta di collisione con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi -al quale non risparmia di fare in ogni occasione che si presenta il “controcanto“- ha creato all'interno del Pdl una vera e propria corrente : i “finiani”.
La vicenda ha degli aspetti singolari tenuto conto dell'opinione che Fini nutriva verso le correnti quando egli era a capo di Alleanza Nazionale, prima del suo scioglimento per dare vita al nuovo partito, il Pdl.
Giova al riguardo ricordare ciò che Fini ha affermato in occasione dell'Assemblea Nazionale di Alleanza Nazionale del luglio del 2005: “… Le correnti? Sono metastasi che stanno distruggendo il partito….tanti iscritti che mi hanno contattato in questi giorni, una cosa mi chiedono: liberare Alleanza nazionale da questa metastasi che rischia di distruggere un corpo politico”.
Ma si dice che cambiare opinione non sia peccato.

17 giugno 2010
La fucilazione
Ha suscitato stupore la notizia dell'esecuzione negli Stati Uniti di una condanna a morte mediante fucilazione, così come chiesto e ottenuto dal condannato.
Ma ciò che stupisce di più è la circostanza che in quel Paese sicuramente avanzato, democratico e moderno si riesca a comporre, con volontari, un plotone di esecuzione!

La redazione - Purtroppo i volontari si troverebbero anche in Italia

14 giugno 2010
Montezemolo e il ring
Vasta risonanza ha avuto l'intervento di Montezemolo all' Assemblea dei giovani imprenditori di Santa Margherita Ligure.
Ciò sia per l'attacco frontale alla attuale classe politica che per l'invito rivolto agli industriali a salire sul ring della politica, interpretato dai più come una vera e propria personale discesa in campo.
Ma, come sempre, è più facile criticare (soprattutto se i rilievi sono posti in modo indifferenziato senza un doveroso distinguo) che fare bene.
Leggo nel bel libro di Lodovico Festa “Il partito della decadenza-Gli anni di Prodi e di Montezemolo” nel capitolo dedicato a una sorta di bilancio della presidenza di Montezemolo in Confindustria:
“…il peccato centrale e niente affatto veniale di Montezemolo: essere più attento all'immagine che alla sostanza. Difetto che si coglie bene analizzando il bilancio di Confindustria, nel quale le spese di ricerca e per le strutture di sostegno all'attività delle associazioni si contraggono. Mentre aumentano quelle per i viaggi, le parate, i convegni generalgenerici”. E ancora: “….tragico in questo contesto il ridimensionamento che ha subito una struttura come il Centro studi, di grandissima qualità, invidiato anche in Europa, man mano lasciato deperire…” e poi: “Di fronte a queste e poche altre iniziative che possono essere considerate innovative, c'è un bilancio complessivamente negativo su tanti altri fronti”.
E così via. Ovviamente, come scrive l'autore non ci sono solo ombre ma anche qualche luce.
Ciò rilevato, è giusto che un personaggio che ha avuto e che ha tuttora un ruolo di grande responsabilità avanzi senza riserve, chiamandosi fuori, critiche a tutto campo verso la politica ed il governo? Non si sente in qualche modo corresponsabile della situazione negativa così come descritta? E' solo responsabilità di altri? Dove era mentre i politici combinavano guai?

lA REDAZIONE - Santa Margherita Ligure, 12 giu. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a Montezzemolo che, a giorni alterni, minaccia di scendere in politica, cita Seneca: "Non esiste vento favorevole per un marinaio che non sa dove andare".

13 giugno 2010
Prodi e i calci
Romano Prodi si è rivolto ai giovani del centrosinistra esortandoli a «cacciare a calci» la classe dirigente, senza aspettare che i vecchi si facciano da parte.
Trovo l'invito grossolano, inadeguato e poco rispettoso per coloro che sono vecchi.
Di “grandi vecchi” è piena la storia, qualche esempio: Giuseppe Verdi che compone il Falstaff a 80 anni, Galileo Galilei che, vecchio debilitato e cieco, continua a mantenere rapporti con gli scienziati di tutta Europa e che, sotto l'occhio vigile dell'Inquisizione, riprende e porta a termine il capolavoro in cui vengono gettate le basi della dinamica moderna, Pablo Ricasso che dipinge uno splendido autoritratto a 90 anni, Edison, l'inventore del telegrafo a ripetizione, che produce la sua ultima invenzione ad 81 anni, Charlot che ottiene l'Oscar alla carriera a 83 anni e che ha l'ultimo figlio a 73 anni, De Chirico che negli ultimi anni della sua vita si dedica alla litografia di opere importanti quali "I promessi sposi", l"Apocalisse"; l'elenco potrebbe essere lunghissimo.
Forse l'ex Presidente del Consiglio si è lasciato influenzare dal Presidente degli Stati Uniti che, di recente, ha minacciato di prendere a calci nel sedere i vertici della British Petroleum responsabili del noto disastro ecologico. Ma questa è un'altra storia.

12 giugno 2010
Parlare a vanvera
Il governo ha incassato (al Senato) la fiducia sul ddl intercettazioni. Il leader dell'IDV Antonio Di Pietro ha invitato il Presidente della Repubblica a non firmare il provvedimento.
Risposta del Presidente Napolitano:
"I professionisti della richiesta di non firmare il ddl sono numerosi ma molto spesso parlano a vanvera".
Nessun commento.

10 giugno 2010
Il Presidente e i calci nel sedere
Il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha minacciato di prendere a calci nel sedere il responsabile del disastro ecologico provocato dalla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico.
Il precedente più noto di personaggi con la voglia di prendere a calci nel sedere qualcuno é sicuramente quello che ha visto come protagonista il Segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti. Il clima elettorale in vista del voto del 18 aprile del 1948 era surriscaldato e i leaders dei maggiori partiti, il PCI e la DC, non si risparmiavano frecciate. A mano a mano che la data prevista delle elezioni si avvicinava, i due avversari mettevano altra polvere nei fucili. "Chiedo a Togliatti, insisteva De Gasperi: è disposto a ordinare al suo partito di deporre le armi e di fidarsi solo delle forze dello Stato?" E Togliatti a sua volta annunciava di aver "ordinato un paio di scarpe chiodate per cacciare via De Gasperi a "calci nel sedere". Dopo i risultati del 18 aprile, con la Dc nettamente vincitrice, in un dibattito alla Camera un deputato della maggioranza chiese a Pajetta: "Dove e' finito quel paio di scarpe chiodate che Togliatti aveva ordinato per cacciare De Gasperi a calci nel sedere?". "Le abbiamo ingrassate e messe da parte" rispose Pajetta.

2 giugno 2010
Il disastro ecologico
Falliscono uno dopo l'altro i tentativi posti in atto dalla British Petroleum di tappare la falla apertasi nel giacimento di petrolio nel Golfo del Messico.
Si forniscono dati- quasi sempre discordanti – sull'entità della fuoriuscita del greggio, si fanno previsioni sui tempi necessari per ulteriori tentativi, si fanno considerazioni sui danni ambientali, il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama, con singolare espressione, ordina: “ Tappate quel maledetto buco” e così via.
Tutto ciò nell'ipotesi che, prima o poi, si riuscirà a chiudere la falla. Ma cosa accadrà se, malauguratamente, dovessero fallire tutti i tentativi? Dovremo assistere al completo svuotamento dell' immenso giacimento di greggio nel mare? Con quali effetti devastanti sull'intero ecosistema?


1 giugno 2010
Di Pietro, unico oppositore.
Il leader dell'Idv Antonio di Pietro, nel presentare una manovra economica alternativa a quella predisposta dal governo, ha affermato: “Siamo l'unico partito che fa opposizione e che propone una alternativa”.
Come al solito Di Pietro non perde occasione per far felice Il segretario del PD Pierluigi Bersani.

24 maggio 2010
La rompicoglioni.
Nel corso dell'Assemblea del PD il segretario Pierluigi Bersani ha definito il ministro Gelmini "rompicoglioni".
Leggera ed elegante espressione indispensabile per sostenere le proprie tesi.
Ricordo che l'allora ministro dell'Interno Scajola fu costretto alle dimissioni per aver rivolto lo stesso epiteto al professor Biagi. Cosa farà Bersani? Chiederà scusa o ritiene di poter impunemente offendere?

16 maggio 2010
I sacrifici di Calderoli
Si sta profilando una manovra finanziaria al fine di mettere ordine ai nostri conti per adeguarci ai nuovi parametri su deficit e debito pubblico che l'Europa sta introducendo in sostituzione degli attuali parametri di Maastricht,
Gli Italiani saranno così chiamati a dare il loro contributo, ovviamente in correlazione (si spera) alle proprie disponibilità economiche; in poche parole sarà inevitabile, come si dice in questa circostanze, un “sacrificio” da parte di tutti.
In questa prospettiva si colloca la proposta avanzata dal ministro Calderoli che auspica un taglio del 5% degli emolumenti percepiti dai ministri e dai parlamentari. L'idea è sicuramente suggestiva ma rischia di trasformarsi in una sorta di boomerang nei confronti della pubblica opinione che si chiederà se davvero può essere considerato “sacrificio” un taglio di appena il 5% delle ricche prebende mensilmente incassate.
Non è il caso che il ministro, per rendere efficace l'intervento sia sul piano del buon esempio sia su quello dell'efficacia sui conti pubblici, riveda la sua proposta ipotizzando un taglio ben più consistente?

Gelida accoglienza

La proposta del ministro Calderoli di tagliare del 5% gli emolumenti percepiti da ministri e parlamentari è stata accolta dagli interessati con un gelido ed assordante silenzio.

La redazione: Calderoli oltre ad indossare magliette poco in linea col ruolo di parlamentare, fare proposte da primo della classe, perchè da "ministro della semplificazione" non taglia gli enti inutili, le provincie di cui nessuno sente la necessità, le leggi inutili di cui si nutre la nostra strapagata ed inefficente burocrazia, le auto blu dei burocrati di stato, i direttori generali dei comuni (doppione dei segretari), le pensioni (scusate: i vitalizi) degli ex parlamentari e consiglieri regionali, il finanziamento pubblico ai partiti, ....... potremmo continuare ma, ci rendiamo conto che solo una classe politica seria e matura potrebbe fare scelte semplici, coraggiose ed efficaci. Coraggio ministro, datevi una mossa, meno stupida propaganda e più fatti: le garantiamo la nostra solidarietà e simpatia.

14 maggio 2010
l nucleare e Di Pietro
L'Agenzia "Il Velino", riprendendo il contenuto di una lettera aperta pubblicata su "Il Riformista", informa che 72 sono le firme di prestigio - da Umberto Veronesi e Margherita Hack, da Fabrizio Rondolino e Massimo Locicero a Franco Debenedetti e Tiziano Treu, da Umberto Minopoli e Pietro Ichino a Enrico Morando e Chicco Testa - apposte da scienziati e intellettuali vicini al Pd (nonchè da personalità elette in Parlamento nelle file dei democratici ) che chiedono al segretario del Partito, Pier Luigi Bersani, di aprire alle istanze dell'energia nucleare, tenendo a freno "pressapochismi e atteggiamenti antiscientifici". A Bersani, i firmatari della lettera aperta, chiedono di prendere atto che il nucleare non è nè di sinistra, nè di destra e che, anzi, al mondo molti leader di governi di sinistra e progressisti puntano su di esso per sviluppare un sistema economico e modelli di vita e di società eco-compatibile.
Cosa ne pensa l'alleato del PD Antonio di Pietro che ha appena avviato la raccolta delle firme per un referendum contro il nucleare?

La redazione - Un altro referendum? Qualcuno ci sa dire quanti referendum ha "annunciato" Di Pietro? A chi ci dirà il numero esatto ci piacerebbe dare in premio una mercedes, un attico o una scatola da scarpe con dentro cento milioni (gli assegni sono riservati a ladri, corrotti e scrocconi che non conoscono la vergogna, la dignità e privi di moralità).

10 maggio 2010
Prestiti generosi
Tra i vari interventi messi in atto per scongiurare il default della Grecia vi è quello del prestito concesso a quel Paese da altri Paesi europei ad un tasso annuo del 5%. Secondo le notizie fornite dai mezzi di comunicazione l'Italia avrebbe concesso un prestito pari a circa 5,5 miliardi di euro sempre al predetto tasso annuale.
Se è così il Ministro Tremonti e l'Italia avrebbero fatto un affare. Infatti in questo periodo il nostro Stato raccoglie risparmio ad un tasso che si aggira attorno all'un per cento e concede un prestito al 5% : la differenza si aggira, a nostro vantaggio, a circa il 4%.
Ma non è piuttosto che un tasso di interesse così generoso sconta un elevato rischio di non veder restituitoci quanto prestato? Il “caso Argentina” insegna, anche gli Stati possono fallire.

La redazione - Più che un prestito generoso sembra si tratti di un prestito ad usura che aggraverà il già pesante debito della Grecia. Le banche tedesche e francesi (le più esposte sul fronte greco) sono, per ora, salve: il paziente è morto come è defunta la grande idea che fu dei padri fondatori dell'Europa. L'Europa esiste solo sulla carta ma, non è un'identità politica.

5 maggio 2010
Scintille a Ballarò fra D'Alema e il vicedirettore de Il giornale Salustri.
L'ex presidente del Consiglio è parso stranamente nervoso e irascibile. Forse non aveva digerito Crozza che aprendo il suo intervento aveva detto: abbiamo in studio il passato ed il futuro del PD, ossia D'Alema e Rienzi...

30 aprile 2010
Il terzo polo
Si fanno via via sempre più consistenti le voci della creazione di un Terzo Polo con Fini, Casini, Rutelli e Montezemolo.
Quali le prospettive? Credo che tutto avrà fine quando i quattro personaggi si metteranno attorno ad un tavolo per rispondere al fastidioso ma inevitabile quesito: a chi il bastone del comando?

29 aprile 2010
L'effetto domino
Dopo la Grecia, per inevitabile “effetto domino”, tocca ora alla Spagna. Standard & Poor's ha tagliato il merito di credito della Spagna portandolo ad 'AA' dal precedente 'AA+'. Lo comunica in una nota l'agenzia di rating. Le prospettive sul rating spagnolo sono ''negative''.
Nei prossimi giorni vedremo gli effetti catastrofici che il taglio in questione produrrà sulle Borse europee, così come sta accadendo per il possibile default della Grecia.
La BCE, le istituzioni europee, i governi nazionali si stanno attivando per porre rimedio alla preoccupante situazione con riunioni al massimo livello, con dichiarazioni non sempre concordanti, con promesse di interventi, con rassicurazioni rivolte ai mercati finanziari, ecc.
Mi sorprende il fatto che tutto questo affannoso attivismo sembra derivare dal maturarsi di una situazione imprevista e imprevedibile. E' credibile che non fosse già noto da tempo il crinale lungo il quale stanno pericolosamente scivolando, per ora, la Grecia e la Spagna? Non era possibile prevedere, alla luce di dati sui conti pubblici dei singoli Stati – che sono stranoti – che la situazione si sarebbe pericolosamente involuta e mettere in atto le misure correttive in tempo e non con la fretta ora inevitabile e non sempre buona consigliera?
Non ha insegnato nulla il precedente “caso Argentina” che ha coinvolto negativamente centinaia di migliaia di risparmiatori italiani?

27 aprile 2010
Di Pietro e la ricerca di un leader (vatti a fidare degli amici)
Antonio di Pietro, in relazione agli ultimi avvenimenti di casa Pdl, sprona i suoi e gli alleati a tenersi pronti e chiede al Pd di “ trovare subito un leader carismatico”.
All'attuale leader del Pd Pierluigi Bersani non resta che ringraziare Di Pietro per la fiducia accordatagli!

23 aprile 2010
La pagliuzza e la trave
Il Segretario del Pd Pierluigi Bersani è stato molto critico sulle vicende di ieri che hanno visto emergere la contrapposizione tra Fini e Berlusconi sostenendo, in sintesi, che siamo di fronte ad uno sfacelo del Pdl.
Ricordo che nel Pd, in soli tre anni, si sono avvicendati alla carica di Segretario : Fassino, Veltroni, Franceschini e Bersani.
Signor Segretario, non è il caso, prima di guardare con spirito aprioristicamente critico in casa altrui, di ricordare cosa è accaduto di recente nella casa propria?

19 aprile 2010
Montezemolo il Leghista smemorato
Il Gazzettino ha riportato le dichiarazioni fatte da Luca di Montezemolo a Bologna nel corso di un meeting di Italia Futura, l'associazione da lui creata.
Tra l'altro il Presidente si è così espresso: “Nessuno ne può più di pagare fiumi di denaro per i forestali in Calabria, i rifiuti in Campania, la sanità in Sicilia, quando mancano i soldi per gli asili nido e le tasse sono a livello record….”.
Mi pare che Montezemolo, nell'elencare i trasferimenti di risorse al Sud, si sia dimenticato di richiamare quelli fatti a favore della Fiat per i suoi stabilimenti nel Mezzogiorno.
A questo proposito, leggo nel bel libro di Massimo Mucchetti “Licenziare i padroni?”: “Nell'ultimo decennio, il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente…pari a 6059 miliardi di lire…contributi in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivi per gli investimenti nel Mezzogiorno…. Per la Sata e la Fma si può stimare un risparmio di imposte dell'ordine dei 600 miliardi di lire. ….. la legge 488 per il Mezzogiorno che dal 1996 al 2000 ha fatto affluire nelle casse del gruppo 328 miliardi di lire in conto capitale..” e così via.
Ma tutte le dichiarazioni dell'ex presidente di Confindustria fatte nella richiamata occasione sono di chiara impronta filo leghista; come ha rilevato Il Gazzettino egli “batte le mani alla Lega “.
Ciò non è una novità e non deve meravigliare: come amava ogni tanto ricordare Gianni Agnelli “La Fiat è sempre stata e sempre sarà – qualunque sia la forza politica al potere – per definizione filo-governativa”.

13 aprile 2010
Trasparenza amministrativa
Il Comune di Mira ha iniziato a mettere in rete i primi dati sulla “Trasparenza Amministrativa. Ciò, secondo quanto scritto nel Periodico “Qui Mira”, a seguito della volontà espressa all'unanimità dal Consiglio comunale”.
Tutto vero ma l'informazione non è completa. Bene sarebbe stato se si fosse precisato che il tutto ha avuto luogo a seguito di una iniziativa promossa dal Gruppo del PDL che, al riguardo, aveva inoltrato formale proposta di delibera, approvata, poi, dal Consiglio.
Sarebbe stata sufficiente una riga in più per dare a Cesare quel che …….

8 aprile 2010
Le porcate
Sul sito di Antonio di Pietro: “In Aula si parla di intercettazioni, legittimo impedimento e altre porcate, nessuna riforma”. Ieri il Presidente della Repubblica ha firmato la legge sul legittimo impedimento.
Se la sente ora il leader dell'IDV di chiamare ancora porcata il provvedimento legislativo in parola?

7 aprile 2010
Aumenti contestati
Passata la tregua pasquale i prezzi dei carburanti alla pompa hanno ripreso a salire. Ne parlano, per un verso, i consumatori, le loro associazioni, le organizzazioni sindacali preoccupate per il prevedibile effetto sui prezzi di tutti i prodotti, dall'altro, i “petrolieri” per il tramite delle loro associazioni. I primi contestano gli aumenti mentre i secondi, ovviamente, li giustificano.
In ogni caso si confrontano sul piano dialettico due parti con interessi contrapposti lasciando il cittadino consumatore in una situazione di totale incertezza.
In questo contesto perché non interviene una figura terza per fornire una valutazione obiettiva sugli aumenti in parola? Mi riferisco al Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi) il cui compito risiede proprio nel vigilare sul corretto andamento dei listini e dei prezzi di mercato.
Perché questo assordante silenzio?


2 arile 2010
Rifiuti a Palermo
“L'emergenza rifiuti a Palermo non ha termine: le strade non solo periferiche sono sporche, agli angoli si accumulano montagne di rifiuti. Molti cassonetti sparsi soprattutto nel centro storico sono stracolmi e i cumuli di immondizia invadono le vie e le piazze e vengono fotografati dai turisti. Molti vengono incendiati….”. Così informa l'Ansa.
Mi auguro che il Governo e la Protezione Civile restino estranei da qualsiasi intervento e che non si ripeta la vicenda di Napoli e della Campania che tanto è costata al contribuente.
Penso che le locali Istituzioni – Comune, Provincia e Regione, quest'ultima, oltretutto, a Statuto Speciale – dovrebbero essere in grado di gestire un simile problema. In caso negativo i responsabili a livello politico dei mancati interventi risolutivi dovrebbero fare le valige e tornarsene a casa a governare vicende per loro più accessibili.

31 marzo 2010
Profeti in casa propria
Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro è stato battuto dal centrodestra nel suo paese, Montenero di Bisaccia, dove il candidato sindaco del centrodestra, Nicola Travaglini ha battuto per dieci punti (46 contro 35 per cento) Margherita Rosati, dell'Idv.
Brunetta battuto a Venezia e Castelli regala la sua Lecco al centrosinistra.
E' proprio il caso di dire che è sempre valida l'antica locuzione in lingua latina "Nemo propheta in patria" ossia che "Nessuno è profeta nella propria patria".

26 marzo 2010
Raffinatezze
Qualche "raffinatezza" colta durante la trasmissione di Santoro: inculata, cazzo, in culo, sborrata, rapporto anale, merda, ano, Italia Paese di merda e così via.
Evviva!

24 marzo 2010
Piano anticrisi
Dichiarazione di Pierluigi Bersani:
"Se Berlusconi si decide a discutere un piano di investimenti anticrisi che partano subito, io sono pronto ad andare anche ad Arcore per parlare con lui".
Non ho mai sentito Bersani dire : sono pronto a portare a Berlusconi le nostre proposte.

Il confronto
Il leader del PD Pierluigi Bersani critica Silvio Berlusconi per non aver accettato un confronto a due.
Da che mondo è mondo i confronti, in prossimità di un passaggio elettorale, si fanno tra i candidati e nè Bersani e nè Berlusconi lo sono.

21 marzo 2010
Attentato alla Costituzione
Il leader dell'IDV Antonio di Pietro, con riferimento alla manifestazione del Popolo della Libertà di ieri a Roma ha affermato:
Tutti possono andare in piazza. Ma il fatto che il Capo del governo in un sistema democratico in cui vige la separazione dei poteri abbia convocato e aizzato (sic!) il popolo contro la magistratura è un attentato contro la Costituzione”.
L'ex magistrato Di Pietro, con questa esternazione, fa finta di non conoscere la Costituzione che, all'art. 21, prevede: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Si tratta di un diritto assoluto che non prevede alcuna esclusione di natura soggettiva; infatti, la norma in parola non specifica che il diritto vale per tutti salvo che per il Presidente del Consiglio! Che c'entra la invocata separazione dei poteri? Non è forse vero che più volte il potere giudiziario, per il tramite del Consiglio Superiore della Magistratura, ha fortemente criticato il Governo? Si è trattato forse di un attentato alla Costituzione? E che dire quando il potere legislativo (Il Parlamento) vota una mozione di sfiducia nei confronti del potere esecutivo (il Governo)? Attenta alla Costituzione? Suvvia…
Mah! Per Di Pietro tutto fa brodo.

16 marzo 2010
Calci nel sedere
Antonio di Pietro sulle intercettazioni telefoniche su presunte pressioni di Berlusconi per fare chiudere Anno Zero ha auspicato l'allontanamento “a calci nel sedere” del responsabile dell'Agicom Giancarlo Innocenzi e del direttore del Tg1 Augusto Minzolini.
Il precedente più noto di personaggi con la voglia di prendere a calci nel sedere qualcuno è sicuramente quello che ha visto come protagonista il Segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti.
Il clima elettorale in vista del voto del 18 aprile del 1948 era surriscaldato e i leaders dei maggiori partiti – il PCI e la DC – non si risparmiavano frecciate. A mano a mano che la data prevista delle elezioni si avvicinava, i due avversari mettevano altra polvere nei fucili. "Chiedo a Togliatti", insisteva De Gasperi: "e' disposto a ordinare al suo partito di deporre le armi e di fidarsi solo delle forze dello Stato?" E Togliatti a sua volta annunciava di aver "ordinato un paio di scarpe chiodate per cacciare via De Gasperi a “calci nel sedere".
Dopo i risultati del 18 aprile, con la Dc nettamente vincitrice, in un dibattito alla Camera un deputato della maggioranza chiese a Pajetta: "Dove e' finito quel paio di scarpe chiodate che Togliatti aveva ordinato per cacciare De Gasperi a calci nel sedere?". "Le abbiamo ingrassate e messe da parte" rispose Pajetta.
Poi venne il 1989 con il crollo del muro di Berlino…..

14 marzo 2010
Il Commento migliore
Bisogna riconoscere che il commento migliore alla manifestazione organizzata a Roma dal centrosinistra è di Casini: "piazze piene, idee vuote".

12 marzo 2010
Go fato tuto mi
Per sabato 13 marzo è prevista una manifestazione a Roma per protestare contro il Governo (solo contro il Governo o qualcuno coinvolgerà anche il Presidente della Repubblica? ).
Alla manifestazione parteciperanno tutte le forze politiche della opposizione, con l'esclusione dell'UDC.
Nel passato è sempre accaduto che la data dell'evento, la sua organizzazione, la scelta dei temi politici da proporre siano stati di competenza del maggiore partito tra quelli partecipanti; le altre forze politiche si accodavano subendo, in qualche misura, la forza del partito maggiore. A tal proposito, non riesco ad immaginare un Togliatti, un Berlinguer, ecc, che non avrebbero assunto un ruolo di assoluta preminenza nell'organizzare la manifestazione alla quale avessero partecipato.
Questa volta pare che non sia così e che il PD si sia accodato alle iniziative assunte da altri.
Per individuare l'uomo politico che ha costretto il PD ad un ruolo secondario è sufficiente indovinare l'autore delle seguente esternazioni: “Ho lanciato io la manifestazione, ho prenotato io la piazza dopo aver avuto l'idea, ho convocato le persone, predisposto i pullman, coordinato la logistica”.
Suvvia, l'indovinello non è difficile.

9 marzo 2010
Ora basta!
Nelle manifestazioni di piazzadi questi giorni per protestare contro il Governo si vedono spesso cartelli con la scritta “Ora basta!”.
L'espressione ricorda quella uguale utilizzata da Benito Mussolini nel suo celebre discorso del 7 settembre del 1934: “Camicie nere della Rivoluzione! Uomini e donne di tutta Italia! Italiani sparsi nel mondo, oltre i monti e oltre i mari: ascoltate….. Abbiamo pazientato tredici anni, durante i quali si è ancora più stretto il cerchio degli egoismi che soffocano la nostra vitalità. Coll'Etiopia, abbiamo pazientato quaranta anni! Ora basta!…..”. Come è noto la vicenda che ne seguì non fu molto fortunata.

7 marzo 10
Di Pietro e L'Impeachment
Antonio di Pietro ha ipotizzato l'impeachment –la messa in stato di accusa – nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano per aver firmato il Decreto Legge varato dal Governo in tema di presentazione delle liste per le prossime elezioni regionali.
In verità, la vigente Costituzione prevede che “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione”.
E' di tutta evidenza che nel caso in questione non ricorrono certamente i presupposti per la messa in stato di accusa del nostro Presidente; Di Pietro questo certamente lo sa ma, come al solito, “tutto fa brodo”.

13 febbraio 10
La “modernità”
Una struttura sia pubblica che privata può manifestare la propria “modernità” anche dalle cose che, sotto questo aspetto, apparirebbero in un primo momento insignificanti.
Mi riferisco allo stile seguito nella stesura di documenti o della corrispondenza: leggendo tali testi è sicuramente possibile individuare la “cultura aziendale" che permea la struttura organizzativa – azienda, o ufficio pubblico – posta sotto esame.
Cultura aziendale volta all'innovazione, a cogliere con tempestività le mutazioni che avvengono nel contesto nel quale si trova ad operare oppure una cultura organizzativa impregnata dalla pigrizia e dalla resistenza al cambiamento.
Sto leggendo una lettera del nostro Comune relativa ad una convocazione del Consiglio Comunale. La prima impressione che se ne trae à quella di un testo vecchio, superato, utilizzato perché “si è sempre fatto così”.
A sostegno di questa affermazione: l'uso del “li” per la data, superato e usato, solo saltuariamente, nel campo commerciale, l'uso del “SV” , proprio del cerimoniale diplomatico, in luogo del più semplice e moderno “lei” e l'utilizzo indifferente del maiuscolo o del minuscolo per i mesi – febbraio – e per i giorni – Giovedì - della settimana.
Il cambiamento sollecita e mette in atto resistenze difficili da superare; però, nelle piccole cose –che tuttavia rilevano anch'esse – basterebbe un po' di buona volontà.

11 febbrao 10
Montezemolo e gli aiuti alla Fiat
Divampa la polemica sugli aiuti dello Stato percepiti dalla Fiat soprattutto dopo le dichiarazioni di Montezemolo: “Da quando sono alla Fiat non abbiamo ricevuto un euro dallo Stato“.
Non conosco i dati relativi al periodo in parola; si può comunque sostenere che se è vero che non ha avuto finanziamenti diretti, la Fiat ha avuto aiuti in forme indirette come gli incentivi all'acquisto di nuove autovetture. Non mi pare che sia di pregio l'osservazione di Montezemolo quando afferma che gli incentivi riguardano il consumatore e non il venditore; essi costano comunque allo Stato e sono, seppure in forma indiretta, di concreto aiuto alla Fiat (così, è vero, anche per le case automobilistiche concorrenti). Ma tant'è, lo Stato paga ed i vantaggi, oltre che al consumatore, vanno anche alla casa automobilistica che così vende meglio il suo prodotto.
Ma tornando agli aiuti erogati in forma diretta. Non conosco i dati del “periodo Montezemolo”, ma fare una distinzione prima o dopo mi pare privo di significato. Sempre di incintevi alla Fiat si tratta.
Ora, secondo quanto scrive Massimo Muchetti nel suo bel libro “Licenziare i padroni?"… "Nel decennio novanta, dunque, lo stato italiano ha dato al gruppo Fiat un po' più di 10 mila miliardi di lire e ne ha ricavati più o meno 6500 di imposte. Nello stesso periodo, gli azionisti della Fiat hanno versato un po' meno di 4200 miliardi nelle casse sociali sotto forma di aumento di capitale e ne hanno ritirati quasi 5700 sotto forma di dividendi. Benché il management tenda a negarlo, nel rapporto tra stato e azionisti Fiat è chiaro chi ha dato e chi ha preso”.
Ciò non toglie, tuttavia, di condividere pienamente la conclusione cui è pervenuto lo scrittore citato: “Ma non sarebbe una buona ragione per concludere che, a questo punto, per i cittadini italiani sarebbe meglio non avere più una Fiat tra i piedi”. Le vicende di questi giorni lo stanno drammaticamente a dimostrare.

7 febbraio 10
La trasparenza
Il Ministro Renato Brunetta è stato recentemente ospite della trasmissione televisiva “Otto e mezzo” . Egli ha risposto, con la consueta vivacità, alle questioni via via proposte dalla conduttrice Lilly Gruber e dal giornalista Stefano Folli.
Verso la fine della trasmissione la conduttrice si è insistentemente soffermata, chiedendo notizie al Ministro, sugli emolumenti che egli percepisce come politico, circa quanto percepirebbe qualora fosse eletto Sindaco di Venezia e sull'ammontare della sua pensione.
Mi è parso che l'interrogato si sia un po' infastidito, forse per l'insistenza della conduttrice ma, come si dice in questi casi, “ chi di trasparenza ferisce….”

6 febbraio 10
Il Festival e la droga
In prossimità del Festival di Sanremo scoppia immancabilmente uno scandalo. Quest'anno fanno rumore le dichiarazioni del cantante Morgan sull'uso personale di sostanze stupefacenti. Immancabilmente, come gli scandali, interviene a capofitto sul caso l'onorevole Alessandra Mussolini: "Chiediamo che tutti i cantanti partecipanti al Festival della canzone italiana si sottopongano ad un test anti-doping. Il Festival e' ormai una istituzione e deve rimanere un veicolo di valori sani e trasparenti; anche la canzone italiana deve essere pulita!"
Trovo la richiesta della parlamentare precipitosa, che non scaturisce da una analisi seria del fenomeno nel mondo dei cantanti e dello spettacolo in genere. Sorgono comunque spontanee, come si dice in questi casi, delle domande: perché sottoporre ai controlli del caso i soli cantanti e non i componenti di altre categorie professionali? Che fine hanno fatto le varie iniziative – sorte a seguito del caso Marrazzo - volte a controllare i parlamentari circa l'eventuale assunzione di droga?

30 gennaio 10

La pace
Finalmente, dopo le lunghe traversie che hanno interessato la maggioranza, il Bilancio è stato approvato. Nel lungo intervento – una sorta di preambolo politico - che ha preceduto la votazione il Sindaco ha escluso che il rinnovato accordo tra le fila della maggioranza abbia interessato o interesserà il soddisfacimento di ambizioni di tipo personalistico e comunque di una parte.
Ciò premesso rilevo che assordanti silenzi stanno diffondendo la voce che il raggiungimento della pace sia il frutto di un impegno volto a ritoccare – non subito, è ovvio, ma tra quindici giorni, tra un mese… ? - il numero degli assessori.
Sorgono, come si dice, spontanee delle domande: e il contenimento dei costi? e chi pagherà?
Mah, alla prossima.

La pace Balcanica
Luigi ci preannuncia che avremo “finalmente un altro assessore”.
Che nessuno ne sentisse l'utilità ed il bisogno è vero ed è altrettanto vero che si tratta di uno spreco che graverà sul bilancio comunale.
Il sindaco, con la solita dialettica da venditore di pentole a domicilio, afferma che questi mesi di “discussione interna alla maggioranza”, ed i relativi Consigli Comunali andati deserti per l'assenza della maggioranza, sono serviti ad affinare il programma della Giunta.
Balle e ancora balle cui solo gli ingenui creduloni possono credere.
Nell'ultimo Consiglio Comunale, alla “dura opposizione” dei dissidenti Martin, Sacco, Zuin e Fassini, che si è dissolta con l'apertura della stagione dei saldi, ha fatto da contraltare la determinazione del Presidente Zaccarin che ha ulteriormente manifestato il suo dissenso con il suo voto contrario.
Zaccarin sa di non essere solo e che quella siglata nel PD Mirese è una “pace balcanica” dalla quale presto riemergeranno i dissensi che immobilizzano la giunta.
I prossimi mesi ci diranno dello stato di salute della maggioranza e, dopo le Regionali, sapremo se il PAT-virus sarà stato debellato o si trasformerà in pandemia.
La redazione.

25 gennaio 2010

La promulgazione delle leggi
Antonio di Pietro è sempre stato critico nei confronti del disegno di legge sul “processo breve”. Egli, dopo l'approvazione del provvedimento da parte del Senato, ha affermato:
Confido che, visti gli elementi di palese incostituzionalità, il Capo dello Stato non firmi il provvedimento …”
Al riguardo, vale la pena fare alcune precisazioni sul ruolo che il Capo dello Stato ha in materia di formazione delle leggi. Il tutto è disciplinato dall'art. 74 della Costituzione: “ Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.”
Come si può notare nel nostro ordinamento non vi è la assoluta facoltà del Capo dello Stato di non firmare una legge; egli può solo rinviarla alle Camere, ma se queste riapprovano il provvedimento il Capo dello Stato è obbligato a promulgarlo.
Non vi è, tuttavia, dubbio che il rinvio alle Camere del provvedimento avrebbe certamente un notevole significato politico così come lo avrebbe una seconda deliberazione da parte delle Camere. Ma, nella diversità,il braccio di ferro sarebbe vinto comunque dal Parlamento.

22 gennaio 2010

I finanziamenti
Nel DVD “ Il testamento inedito”, uscito in questi giorni, Bettino Craxi parla per la prima volta – in una lunga intervista rilasciata nel 1987 a Luca Josi- dei finanziamenti elargiti a sostegno di cause di libertà, di partiti clandestini e di movimenti di liberazione. “Per molto tempo aiutammo i socialisti spagnoli in clandestinità, i portoghesi, aiutai alcuni compagni cileni a salvarsi dalle grinfie della dittatura”.
Ma oltre ai movimenti ricordati da Craxi nell'intervista citata, il Psi ne aiutò molti altri. Come racconta Cossiga nel suo libro “Italiani sono sempre gli altri” ebbero aiuti Solidarnosc, il sindacato polacco cattolico e anticomunista, gli esuli cecoslovacchi, il radicale argentino Alfonsin, il peruviano Garcia, l'uruguagio Sanguinetti, Perez in Venezuela e il brasiliano Lula.
Quest'ultimo è ora chiamato a decidere sulla richiesta di estradizione avanzata dal nostro governo per il pluriomicida Battisti, condannato in via definitiva. In un primo momento sembrava che le cose dovessero procedere celermente con una decisione del presidente brasiliano favorevole all'estradizione. Tanto chiara era la vicenda e tanto incontrovertibili erano le gravissime responsabilità che nessuno nutriva dubbi circa il buon esito della richiesta avanzata dal nostro governo subito dopo la sentenza di condanna. Ma ora la vicenda sembra essersi complicata con un atteggiamento dilatorio del leader carioca.

Nel frattempo il Ministro della giustizia di quel Paese, strettissimo e influente collaboratore di Lula, ha affermato che una conferma della propensione del governo di Brasilia a non assecondare la richiesta di estradizione sarebbe giustificata “da motivi politici e umanitari” e questo a causa del “rafforzarsi del fascismo” in Italia.
Possiamo dire – almeno per l'aspetto che qui interessa - che i finanziamenti forniti a suo tempo a Lula siano stati un buon investimento?

16 gennaio10

Pierferdinando Casini e i “due forni”.
Il leader dellfUdc Pierferdinando Casini aveva a suo tempo chiuso gli gStati Generalih del suo partito a Chianciano rilanciando il Grande Centro con il ribadire la strategia annunciata pi? volte in vista delle elezioni regionali, ossia gno ad alleanze nazionali con il Pd e il Pdl, si a intese a livello localeh. Lfapplicazione pratica e coerente di tale strategia la riscontriamo in questi giorni con la decisione dell'Udc di appoggiare la candidata del Pdl Renata Polverini per la Regione Lazio ed il candidato del Pd Francesco Boccia per la regione Puglia
La libertà di scelta dell'alleato rivendicata da Casini, in relazione alle concrete convenienze politiche che possono manifestarsi sul territorio di volta in volta, sta facendo riemergere la vecchia ma efficace espressione della “politica dei due forni”.
Essa viene normalmente utilizzata a proposito della politica delle alleanze attuata dal leader del Partito socialista Bettino Craxi. Ma il riferimento è contestato dalla figlia di Bettino, Stefania la quale sostiene che la non c'entra niente con suo padre, essendo farina del sacco di Giulio Andreotti. In effetti, secondo quanto si afferma sul portale internet della Treccani “le cose stanno proprio come sostiene Stefania Craxi. Se è vero che è espressione che fu spesso riferita, a partire dalla fine degli anni Settanta alla posizione e alla politica del Partito socialista italiano nel periodo craxiano, collocatosi come elemento di equilibrio decisivo tra Democrazia cristiana e Partito comunista italiano al centro del panorama politico, e fautore di scelte talvolta accortamente svincolate da rigidità di schieramento (al governo del Paese insieme con la Dc ma al governo di numerose Regioni, Province e Comuni insieme con il Pci), l'espressione designa, in origine, un diverso contesto storico-politico.
Giulio Andreotti, quando si ritrovò a commentare, a distanza di anni, la fase storico-politica degli anni Sessanta, caratterizzata dalla centralità della Dc, scrisse che egli fu artefice dell'idea che in quel momento il suo partito, per acquistare il pane (cioè fare la politica più congeniale ai propri interessi alleandosi con altre forze), dovesse servirsi di uno dei due forni che aveva a disposizione, a seconda delle opportunità: il forno di sinistra (socialisti), il forno di destra (liberali, eventualmente anche i missini).

12 gennaio 10

La “Nuova Pravda”?
Non è trascorso molto tempo dalla manifestazione di Roma promossa dalle sinistre in tema di libertà di stampa e di completezza dell'informazione. Le motivazioni poste a base della manifestazione si sono dimostrate, a fronte di analisi e valutazioni asettiche ed equilibrate della situazione italiana, del tutto inesistenti e strumentali.
Nel passato si sono avuti esempi dove certi giornali, qualificati come “organi” di un partito non si distinguevano certamente per completezza e indipendenza dell'informazione dovendo in qualche modo “ubbidire” alle posizioni del Partito di riferimento. A tal proposito ricordiamo la Prava, giornale del Partito Comunista Sovietico e in quanto tale voce ufficiale del governo sovietico e l'Unità che per decenni è stato l'organo ufficiale di stampa del Partito Comunista Italiano. Tra le caratteristiche dei due giornali vi era quella di non dare spazio a pluralità di orientamenti e di rappresentare la realtà vista con l'ottica di una sola parte fortemente condizionata dalla ideologia sposata. Pensavo che ciò appartenesse ormai al passato. Ciò premesso va ricordato che l'informazione del “palazzo” di Mira era affidata, fino a non molto tempo fa, al periodico “Mira”.
Il periodico, in armonia con le sue finalità informative accoglieva, soprattutto, scritti di componenti l'amministrazione Comunale che illustravano ciò che essi avevano prodotto nel periodo considerato. Così era prassi che il Giornale aprisse, giustamente, con un intervento del Sindaco e a seguire interventi degli assessori, ciascuno come è ovvio per le materie di propria competenza.
Il giornale, inoltre, riservava dello spazio destinato ai Gruppi Consiliari che se lo potevano gestire in assoluta autonomia, tale comunque da non recare offesa ad alcuno e da non superare i limiti della buona decenza.
Così articolato il periodico ha sostanzialmente osservato le finalità per le quali era realizzato: nessuno si è mai meravigliato se taluni interventi hanno avuto, come è inevitabile che fosse, anche un po' di sapore propagandistico, non uscendo essi comunque mai dai binari di una sostanziale osservanza del vero.
Ora, per volontà del Sindaco, Mira non esiste più; al suo posto c'è “Qui Mira”.
Secondo il Sindaco esso è diverso rispetto al precedente periodico: nella testata, “Qui Mira” al posto di “Mira”, nella grafica e soprattutto perché contiene pubblicità.
Non avendo il Sindaco evidenziato alcuna altra novità rispetto al contenuto del nuovo periodico, lo ho sfogliato cercando di reperire qualche intervento di esponenti delle opposizioni, così come era consuetudine in precedenza in osservanza di criteri di normale democrazia e di completezza dell'informazione. Mio malgrado non sono riuscito a reperire neppure una riga riservata alle minoranze.
Quali considerazioni? Mi auguro che quanto appena lamentato sia dovuto ad incertezze proprie di una fase di avvio; diversamente non potrò che fare ulteriori riflessionì anche alla luce di quanto ho ricordato ai primi due paragrafi della presente nota.

11 gennaio 10

Le carceri
Il signor Albino Pesce, consigliere comunale del Pd, affronta in una sua lunga e articolata lettera pubblicata su Il Gazzettino il problema dell'affollamento dei nostri istituti di pena. Sostanzialmente egli riscontra nell'indulto la principale causa del sovraffollamento in questione e individua la soluzione del problema nella costruzione di nuove carceri. La situazione è invero drammatica. Essa è figlia di errori del passato più o meno recente, nonostante tutti i ministri competenti succedutisi nel tempo abbiano predisposto un “piano carceri”. Tra questi, per la rilevanza che ebbe la vicenda, non può essere dimenticato il ministro dei Lavori Pubblici Franco Nicolazzi. Egli, verso la fine degli anni '80, venne travolto da una vicenda di mazzette relativa alla progettata costruzione di una ventina di supercarceri che, per questo, vennero definite “carceri d'oro”.
Senza quello scandalo, la situazione degli istituti di pena sarebbe oggi sicuramente diversa: il piano era convincente, le risorse finanziarie stanziate e disponibili; tutto si poteva realizzare bene e celermente per portare il nostro Paese in una situazione carceraria decente e in linea con quella dei Paesi più avanzati. Ma tutto venne bloccato con la scoperta del pagamento di mazzette.
Ciò ricordato, non convengo sulle argomentazioni circa gli effetti prodotti dall'indulto e mi riservo di affrontare l'argomento in altra occasione. Per il resto a me pare che una soluzione radicale del problema non vada ricercata nella costruzione di nuove carceri – i cui tempi di realizzazione, secondo gli esperti, si aggirano in circa dieci anni - ma adottando provvedimenti che hanno l'effetto immediato di prevedere, a fronte di comportamenti oggi sanzionati con la pena della reclusione, pene di tipo alternativo. Ciò attraverso una depenalizzazione di taluni reati e la previsione di sanzioni amministrative in luogo delle attuali sanzioni detentive.

9 gennaio 10

La protezione di Berlusconi
Dopo l'attentato di Milano, sono sorte diverse valutazioni sul ruolo svolto dalla scorta incaricata di proteggere Silvio Berlusconi. Da parte di taluni si sostiene che vi sia carenza di preparazione e si richiama, come esempio di scorte efficienti e preparate, quelle che vigilano sull'incolumità degli uomini politici americani affermando che quello che è accaduto a Milano “in America non sarebbe successo”.
E' proprio vero? I servizi di scorta americani sono migliori dei nostri? Io non lo so ma qualche riflessione va fatta ricordando gli attentati più recenti che hanno interessato personaggi americani.
Tutti noi ricordiamo la fine di John F. Kennedy morto per un colpo di fucile sparato da Lee Oswald. Ma anche Lee Oswald – soggetto sottoposto a scorta, proprio per il suo gesto che mutò la storia – venne ucciso da un colpo di pistola sparatogli a bruciapelo da certo Jack Ruby. E come non ricordare l'attentato a Robert F.Kennedy che tanto assomiglia nella sua dinamica a quello subito da Belusconi? Nella sera tra il ed il , nella sala da ballo dell' di , Bob Kennedy incontrò i suoi sostenitori per festeggiare la vittoria elettorale conseguita nelle primarie della California. Dopo il discorso di saluto, mentre Kennedy veniva fatto allontanare dall'hotel attraverso un passaggio delle cucine, vennero esplosi colpi di pistola contro di lui sotto gli occhi dei reporter e dei teleoperatori che lo seguivano. Poco dopo l'esponente politico morì..
Anche il Presidente Ronald Reagan subì un attentato che può essere definito un classico.
All'uscita da un hotel di Washington un uomo si è avvicinò al Presidente e sparò sei colpi di rivoltella, conficcandogli un proiettile in un polmone. Reagan, ricoverato al George Washington Hospital, venne operato e si salvò.
Che dire? Fare dei paragoni del tipo sono più bravi loro, no siamo più bravi noi mi pare impossibile tanto sono diversi,gli ambienti, le circostanze, le situazioni.

8 gennaio 10

Vespa e gli amori di Craxi
Bruno Vespa, nel suo libro “L'amore e il Potere”, scrive anche della relazione amorosa di Bettino Craxi con Sandra Milo. L'attrice così si esprime: “Era un grande amatore? Non lo so. So che io sessualmente ero pazza di lui. E anche per lui, quella vissuta con me fu una grande passione. Fare l'amore con lui era una cosa bellissima. Solo toccarlo era magnifico. Lui parlava molto durante l'amore. Diceva cose molto belle, molto eccitanti…”.
La vicenda, così come descritta, è testualmente riportata da Vespa nel suo ultimo bel libro “ Donne di cuori”.
lo scrittore non ritiene di aver provocato ai figli e alla moglie di Craxi un forte e comprensibile disagio?
Mi meraviglia che un giornalista/scrittore moderato e sempre corretto come l'autore in parola abbia scritto parti del libro guardando dal buco della serratura senza, peraltro, nulla aggiungere alla Storia.

7 gennaio 10

Montezemolo Ambasciatore
Nel maggio del 2008 - prima delle elezioni - le Agenzie di stampa battevano la seguente notizia:
“Il presidente di Fiat e Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ‘ambasciatore' nel mondo del Mady in Italy. L'ex leader degli industriali ha detto sì alla proposta del premier in pectore Silvio Berlusconi. ‘Penso che continuare a testimoniare nel mondo le tante eccellenze e le tante cose positive dell'Italia sia un impegno coerente con le attività che ho sempre svolto e che continuerò a svolgere' ha affermato Montezemolo.
Ho sempre detto - ha aggiunto - che chi ha ricevuto molto, e io sono tra questi, è giusto che con senso civico si impegni a dare un contributo al proprio Paese nell'interesse generale'.
Che fine ha avuto la vicenda? Quali risultati ha conseguito Montezemolo nelle sue vesti di ambasciatore? Perché non se ne è più parlato?
A me pare che l'idea fosse sicuramente buona considerata l'importanza del Made in Italy soprattutto nella fase di profonda crisi che stiamo vivendo.

5 gennaio 2010

I.D.V, un alleato scomodo
Che l'Idv sia uno scomodo alleato per il Pd è cosa nota e ciò costituisce un arduo problema per il nuovo segretario Bersani. Ma quanto è scomodo? Sono di aiuto per rispondere a tale domanda i risultati di una sorta di sondaggio effettuato da Il Fatto Quotidiano sui peggiori e migliori uomini politici del 2009, che di seguito riporto:

Miglior politico di opposizione
Antonio Di Pietro (4127)
Rosy Bindi (503)
Pier Luigi Bersani (316)
De Magistris (301)
Peggior politico di opposizione
Massimo D'Alema (3905)
Pier Luigi Bersani (438)
Francesco Rutelli (504)
Walter Veltroni (336)

Che ciascuno tragga le proprie considerazioni. Resta incontestabile il fatto che il Segretario Bersani ha una bella gatta da pelare. Però, con coraggio, determinazione e per non restare a metà del guado….


La Fiat

1 dicembre 09
Divampa la polemica tra il ministro Claudio Scaiola e l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne sulla ventilata ipotesi di chiusura degli stabilimenti di Termini Imerese. Se ho ben capito la chiusura trarrebbe origine dal fatto che su ogni vettura prodotta graverebbero circa 1000 Euro di costi indiretti dovuti a carenza di pubbliche infrastrutture nel territorio interessato.
Ma il fatto che ci siano delle carenze infrastrutturali era noto fin da quando Fiat ha deciso di investire nel Sud percependo dallo Stato, proprio per la situazione particolare, fior di incentivi.

A questo proposito,leggo nel bel libro di Massimo Mucchetti “Licenziare i padroni?”:

“Nell'ultimo decennio, il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente…pari a 6059 miliardi di lire…contributi in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivi per gli investimenti nel Mezzogiorno….
Per la Sata e la Fma. si può stimare un risparmio di imposte dell'ordine dei 600 miliardi di lire.
….. la legge 488 per il Mezzogiorno che dal 1996 al 2000 ha fatto affluire nelle casse del gruppo 328 miliardi di lire in conto capitale..” e così via.
Come si vede il Paese è stato molto generoso con Fiat: non sarebbe il caso che di tutto questo ne tenesse conto Marchionne al di là dei freddi numeri tanto amati?
Luigi Fistarollo

Di Pietro (sul suo sito)

“……Per questo noi denunciamo che non saremo noi a consegnare la Calabria al centrodestra, ma quel Partito Democratico irresponsabile che ci propina ancora personaggi decotti quando non collusi con il sistema masso-mafioso di potere e che Luigi de Magistris aveva scoperto con le sue indagini”.
Meno male che l'Idv è un partito alleato del Pd!
Luigi Fistarollo


La Libia e la real politik

27 novembre 09
Forti critiche vengono sollevate dai partiti di opposizione sulla politica estera seguita dal governo, soprattutto quando è coinvolta la Libia.
Ma è davvero una novità l'atteggiamento “ morbido” tenuto dai nostri governanti nei confronti del colonnello Gheddaffi, dovuto principalmente a motivi di real politik?
Così scriveva Alberto Ronchey più di 25 anni fa, nell'ormai lontano 1983:
“Giulio Andreotti, durante la sua missione a Tripoli, ha menzionato con gentile compiacenza il ‘socialismo religioso" di Muammar El Gheddaffi. Non mancavano, s'intende, ragioni pratiche per compiacere Gheddaffi. L'interscambio italo – libico in lire supera 6 mila miliardi; viene dalla Libia l'11 per cento del petrolio che l'Italia consuma; vivono laggiù 14 mila italiani…”
Gli anni sono trascorsi ma le ragioni di fondo che hanno indotto i governanti di allora a seguire una politica estera prudente con quel Paese appaiono ancora di tutta attualità.
Luigi Fistarollo

Il Tg3 e il debito pubblico

25 novembre 09
Al tg3 del pomeriggio, a commento dei dati forniti dall'OCSE: desta preoccupazione il debito pubblico “ che appare fuori controllo”!
Il debito pubblico non ha un limite se non quello derivante dalla fiducia dei risparmiatori che investono i propri denari acquistando titoli emessi dallo Stato.
E' ovvio che, qualora la fiducia dovesse venir meno nella convinzione che lo Stato non sia più in grado di restituire le somme investite, si andrebbe verso una situazione del tipo di quella vissuta in Argentina, ossia verso il patatrac.
E' per questo che trovo che l'affermazione del richiamato Tg sia stata del tutto inopportuna: Più volte ho espresso la mia convinzione che quando si parla di debito pubblico è necessario muoversi con grande prudenza evitando qualsiasi affermazione che possa destare preoccupazione nei risparmiatori.
Luigi Fistarollo


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